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Archivi Tag: Roberto Baghino

Via Hemingway, un diluvio di parole

Via Hemingway

Sta piovendo in Via Hemingway, i due libri che tengo in mano sono bagnati. Così mi rifugio in un portone che si apre improvviso, e guardo la ragazza appena uscita spalancare l’ombrello. Penso che ci andrei volentieri anch’io, sotto quell’ombrello rosso e marrone. Di un legno che sembra vero legno visto da qui dentro. Nell’atrio di un portone illuminato malamente, …

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Piazza Galileo Ferraris, gli strani effetti del magnetismo

Piazza Galileo Ferraris

Io spero di vedere presto la fine di qualcuno di loro e osservare come i vermi attaccheranno quella loro sterilità salvaguardata a lungo (Ernest Hemingway)   Le dico ehi ragazza è questa Galileo Ferraris? Lei mi guarda un po’ così come si guardano i cavalli quando ti spaventano, perché io me ne intendo di cavalli e di spavento, ebbene lei …

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In Piazza Aposto-lì non si ride e non si scherza

Piazza Aposto-lì

a Santa Canu C’era una volta il popolo APOSTO-LÌ con l’accento sulla i. Discendenti diretti degli Agelasti che insultavano e denigravano Rabelais, e a causa dei quali, parole sue, rischiò di non scrivere più nemmeno una virgola. Gli APOSTO-LÌ, dunque, erano una involuzione, anzi, peggio, una evoluzione genetica di coloro che non sapevano ridere e scagliavano anatemi ideologici al povero …

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Anselmo Cachorro, paragrafi 38 & 39

Anselmo Cachorro 38 39

Quando l’hai scritta? Gli domandò il nonno. L’ho inventata cantando, rispose. OH PORCA, sbottò Ricardo Bar. Bisogna scriverla subito. E chi se la ricorda, disse Anselmo Cachorro. Io, esclamò la bambina mentre il nonno chiedeva a Ricardo di suonare di nuovo le note di CHE MALE C’È?. E chi se le ricorda, rispose. Mica ero qui quando suonavo. Andiamo bene, …

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Via Rimini e la poesia “pratica” di Rosita Copioli

Via Rimini

In Via Rimini i piedi affondano e lasciano orme. Poi, la notte, la marea le ricopre. E tutto torna liscio, o rugoso, senza ricordo né memoria, se una poetessa non si affrettasse a farne calchi da custodire in mare. Insieme alle voci, certo, dato che parole e silenzi creano forme come il soffio di antichi vetrai. Chi custodisce tali forme …

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Via Kafka: il racconto immaginario di una via che non c’è

Via Kafka

Immagino di addentrarmi in Via Kafka al tramonto. Il piccolo mercato è già chiuso, e alcuni bambini giocano appesi al cancello. Uno di loro si atteggia a gorilla, libero così di dare pugni e spintoni. Poco più in là, oltre una vetrina con scritto KAVKA a forma di arco, Josefine è ritta sotto un trapezio. La corda che lo tiene …

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Anselmo Cachorro, paragrafi 36 & 37

Anselmo Cachorro 36 37

Prego, esclamò la bambina sulla soglia del salone. Dove scoprirono che si era arricchito da giovane vendendo acqua sulfurea e impacchi di fango. Con un carretto che tirava insieme alla moglie di mercato in mercato. Finché il carretto non diventò un carro trainato da un bue. Il carro un negozio, e il negozio una stazione termale. Così che chi l’aveva …

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Piazza Leopardi: la poesia mente, la poesia illude

Piazza Leopardi

a Paola Scorcella   Dicono che alcune persone stavano intorno a un barbone sdraiato in Piazza Leopardi. Che russava bel bello davanti alla porta di Santa Maria del Prato. Russava che era un piacere ascoltarlo. Il suono alla fine di ogni respiro ricordava quello di un grande cetaceo. E quando il barbone aveva un sussulto, apriva le labbra carnose agitando …

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Anselmo Cachorro, paragrafi 34 & 35

Anselmo Cachorro 34 35

Le gambe di Anselmo Cachorro fecero gnic tre volte di seguito. E poiché a ogni gnic si piegavano di qualche centimetro, i suoi occhi si abbassarono all’identica altezza di quelli blu del ragazzo. Così che lui poté leggerci dentro, in linea retta e in silenzio, l’ambiguità del suo gesto. Tranquillo, ridacchiò allora con una mano sul gesso. Però ti consiglio …

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Corso Italia: simbolo di una modernità che ci riporta bambini

Corso Italia

Dicono che per realizzare Corso Italia, a inizio ‘900, furono sbancate le scogliere della collina di Albaro sacrificando le antiche chiese marinare. E che finiti i lavori, oltre alla strada che proiettava a levante, i genovesi potevano godere una più comoda discesa a mare. Insomma, Corso Italia ha donato a Genova un carattere e una forma di modernità. Questa parola, …

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