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Disuguaglianza sanitaria
Stile di vita

Disuguaglianza sanitaria

È ben noto ormai che vi sia disuguaglianza a parità di offerta sanitaria pubblica. Basta vederlo ed avere il coraggio di affrontarlo. Il periodo pandemico ha certamente peggiorato le cose.

Nella nostra attività quotidiana inserita in un’area clinica che spesso si inserisce in contesti di fragilità sociale questo fenomeno emerge con chiarezza.

Tutti i tipi di dipendenza (alcol, sostanze, gioco, disturbi alimentari, ecc) insorgono “democraticamente” in tutti i contesti familiari, tuttavia il decorso sia medico che sociale può essere completamente diverso.

Dall’ultimo nostro Report (Centro Studi del Centro Alcologico ASL3) sappiamo che una percentuale rilevante di adolescenti conduce uno stile di vita scorretto.

Da un’analisi delle famiglie che si rivolgono presso la nostra struttura di patologia delle dipendenze ed epatologia ASL3 Liguria emerge la tendenza alla disuguaglianza che colpisce soprattutto i giovani. Nella nostra analisi abbiamo studiato i dati relativi a ragazzi nati dal 1995 in poi.

I problemi correlati alle dipendenze sono ubiquitari in tutta la città, tuttavia dal confronto su alcuni criteri socio sanitari fra le aree meno abbienti della città e quelle più agiate emerge che nelle prime la regolare attività sportiva settimanale viene svolta nel 28% dei casi vs quasi il 100%, il sovrappeso/obesità è presente nel 45% vs 36% e sono state effettuate precedenti valutazioni mediche specialistiche nel 17% vs il 72%, le risorse economiche per poter accedere ad alcol e sostanze sono state trovate al di fuori della famiglia nel 60% vs il 10%danni fisici già presenti nel 75% vs 58%, anni scolastici persi nel 52% vs 33% e problemi legali nel 26% vs il 4%.

È chiaro che l’appartenenza a famiglie economicamente più elevate si traduce in una minore percentuale di danni fisici e problemi sociali. Insomma, ci sono maggiori possibilità di gestire la situazione prima di rivolgersi alla struttura pubblica e di seguire uno stile di vita che in parte compensa l’uso di alcolici e sostanze stupefacenti.

Ancora una volta emerge la necessità di rivedere completamente l’organizzazione dell’educazione alla salute che è alla base di una comunità prospera e solidale.

È opportuno rivederla secondo criteri semplici e facilmente applicabili che possano coinvolgere tutti i bambini e tutti i ragazzi per evitare disuguaglianza informativa/formativa.

La maggior parte delle attività, seppur meritorie, cadono nel nulla in quanto parte di attività spot o di eventi fine a se stessi.

È evidente la necessità di programmare con chiarezza e trasparenza i momenti di dialogo, confronto e cooperazione fra istituzioni amministrative, sanitarie, scolastiche e sportive.

Creare una rete che garantisca percorsi semplici e usufruibili routinariamente da tutti aperti alle famiglie e alla comunità in generale. L’autonomia delle varie Istituzioni è importante, ma la cooperazione per il bene comune è mandatoria.

Il progetto educazione a corretti stili di vita del Centro Alcologico di ASL3 Liguria, seppur con tutti i limiti del caso, vuole essere un esempio di cooperazione fra sanità, scuola e famiglie. Offerto su una piattaforma pubblica per tutte le scuole, tutte le classi e tutti i ragazzi di ogni realtà sociale.

D’altra parte si parte anche da qui per favorire l’ascensore sociale.

Educazione alla salute psico-fisica significa maggior rendimento scolastico, maggiore capacità di relazione con il raggiungimento di un elevato grado di libertà da condizionamenti di ogni genere: dalla pubblicità, dalle fake news dei social, dalla politica abbaiata,  dalla massificazione dei pari.

Insomma, educazione a ragionevoli stili di vita vuol dire avere una vision per se stessi e per la comunità.

Vuol dire andare contro corrente e con fermezza dire no a tutto ciò che luccica, ma non ha sostanza.

Ricordiamo che a livello sperimentale è in corso la formazione di 24 bambini dai 10 ai 12 anni dell’Istituto Comprensivo di Teglia. Diventeranno “addetti agli stili di vita”.

Probabilmente sarà questa la svolta: bambini che insegnano ad altri bambini (di pari età o più piccoli), che a loro volta parleranno a quelli degli anni successivi.

Insomma il sogno è quello di coinvolgere costantemente tutte le generazioni e di ogni posizione sociale.

Speriamo che non rimanga un sogno!

 

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Gianni Testino Balbinot Patrizia LiguriaToday
Lavoriamo in un settore sanitario che si occupa di patologie legate al consumo di alcol e/o sostanze da ormai più di quindici anni. Per Liguria.Today curiamo il magazine “Alcool, sostanze & C.”, un inserto bisettimanale che ha lo scopo di fornire informazioni utili alla lotta alle dipendenze e agli stili di vita scorretti, e scambiare con chi lo desidera, opinioni, pensieri riflessioni e critiche Gianni Testino è Primario SC Patologia delle Dipendenze ed Epatologia dell’ASL3 c/o Ospedale Policlinico San Martino e Coordinatore del Centro Alcologico Regionale Ligure. Patrizia Balbinot è Operatrice Socio Sanitaria, Caregiver Formale presso la SC Patologia delle Dipendenze ed Epatologia dell’ASL3 c/o Ospedale Policlinico San Martino e-Responsabile Segreteria Organizzativa del Centro Alcologico Regionale Ligure.

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