Porti liguri
Porti liguri tra occupazione e sostenibilità.

Porti liguri, risorse occupazionali che puntano alla sostenibilità

I porti liguri di Genova, Savona e Vado generano 70 mila posti di lavoro e guardano ad un futuro più sostenibile con il cold ironing

 

Porti liguri tra lavoro e sostenibilità. I porti sono da sempre fonte di guadagno e di occupazione, punti nevralgici e snodi fondamentali per l’economia e il commercio.

I dati emersi dai porti liguri di Genova, Savona e Vado comunicano che sono 70 mila i posti di lavoro generati e altri 50 mila sono invece quelli indirettamente legati alle attività che sono distribuite su tutto il territorio nazionale. 

Ne ha parlato Alberto Pozzobon – coordinatore del gruppo di lavoro sostenibilità dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure occidentale – fissando anche degli obiettivi per il futuro in termini proprio di sostenibilità.

Si parla soprattutto di ridurre le emissioni dei giganti dei mari parcheggiati all’interno dei porti.

La soluzione a questo problema si chiama: cold ironing, cioè l’elettrificazione delle banchine in porto, che consentiranno alle navi di spegnere i motori.

L’appalto per il cold ironing è stato assegnato da AdSP poco tempo fa al gruppo RTI Nidec Asi che avrà il compito di realizzare sei accosti per navi da crociera e traghetti così da poter spegnere i motori in sosta e mitigare l’impatto acustico causata dalle navi e migliorare la qualità dell’aria.

Porti, quelli liguri, decisamente più avanti degli altri nell’ambito della transizione ecologica.

L’obiettivo è di abbattere le emissioni di Co2 del 25% entro il 2025.

Per i nostri porti di domani abbiamo scelto tre parole chiave: connected, green e smart ports che riflettono le priorità strategiche del nostro lavoro: accessibilità via mare e via terra, transizione energetica, innovazione e digitalizzazione” spiega il presidente dell’AdSP Paolo Emilio Signorini nell’introduzione del documento.

Questi sono i pilastri su cui vogliamo costruire un sistema portuale più robusto e ben integrato – ha continuato – con l’industria e i mercati italiani ed europei, dove gli operatori possono investire per sviluppare il loro business e portare nuove attività e ricchezza, ma anche un sistema armonicamente inserito nel territorio, in grado di contribuire positivamente alla tutela dell’ambiente ed al contrasto dei cambiamenti climatici“.

Francesca Galleano

 

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Francesca Galleano, 25 anni, laureata in Lettere e in Informazione ed Editoria. Appassionata di calcio, cultura, viaggi e fotografia. Caparbia, determinata e responsabile ma anche sognatrice e capace di stare contemporaneamente con i piedi per terra ma la testa tra le nuvole.

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