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Caso migranti e Ventimiglia, commercianti al Governo: “risarciteci”

Lo scontro frontale diplomatico tra Italia e Francia non si è giocato solo sulla pelle dei migranti della Ocean Viking o di quelli stazionati lungo il confine, ma pesa anche sulle spalle dei commercianti della città di Ventimiglia.

La questione, lungi dall’essere risolta, sembra essere una gatta da pelare sia a livello diplomatico e internazionale, sia per il cittadino comune.

Se, da un lato, l’Italia rischia di ritrovarsi sempre più sola a gestire la crisi, dall’altro Confcommercio e Confesercenti si sono appellate al Governo con un documento congiunto, sostenendo che le attività commerciali e turistiche della cittadina di frontiera abbiano risentito enormemente delle ultime scelte dell’esecutivo, che sarebbero andate a sommersi ai disagi precedenti.

Dario Trucchi, presidente Confcommercio, si sfoga così: “Da oltre cinque anni la città è in ginocchio.” Tra i principali colpevoli del misfatto cita la “Pandemia, la tempesta Alex, il rincaro delle bollette, e soprattutto la questione dei migranti“. E sulla difficoltà delle piccole imprese:

Non entro nei tecnicismi ma non possiamo più andare avanti in questo modo. Turisti e potenziali clienti vanno altrove a fare acquisti e la Francia contribuisce oggi a creare ulteriori disagi. Riaprire il centro di accoglienza, anche se solo temporaneo, può andare bene per i primi giorni ma non è certo la soluzione definitiva.

In assenza di un luogo in cui dormire e ricevere assistenza, i migranti sono allo sbando. E forse, oggi, il comune rimpiange la decisione di non aver reintegrato il centro d’accoglienza.

Secondo un servizio di Riviera Time Telivision, tra chi sarebbe favorevole e chi più timido nei confronti della riapertura, emerge come la cittadinanza avrebbe bisogno di aiuto da parte delle istituzioni più in alto.

Questa voce è raccolta da Confesercenti che dichiara:

Lo Stato è assente da troppo tempo. L’accoglienza e l’assistenza ai migranti vengono effettuate solo dai volontari e quanto sta accadendo sta creando seri disagi ai residenti. Alcune zone sono allo sbando nonostante l’intervento delle forze dell’ordine sempre presenti sul territorio. Non si tratta più solo di problemi economici, ma anche strutturali di settore perché sempre meno operatori sono intenzionati ad impegnarsi sul territorio, ad affittare o comprare attività locali. Il calo degli introiti per le attività è costante. Francesi e monegaschi sono meno presenti. Stiamo perdendo anche l’attenzione degli imprenditori che non vogliono più investire in città e in alcuni quartieri. Il Governo preveda un sostegno straordinario immediato per il commercio e il turismo cittadino, Ventimiglia non può essere solo considerata un ricovero per migranti

 

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