Spreco Alimentare
Foto di Filmbetrachter da Pixabay

Spreco alimentare: un paradosso da 800 milioni di persone in sofferenza

Lo spreco alimentare è uno dei più grossi paradossi della società contemporanea: milioni di persone hanno alimenti in eccesso e molti altri non ne hanno affatto.

Sprecare il cibo significa sprecare la vita. Buttarla via pezzo, dopo pezzo, kilogrammo dopo kilogrammo. Bisogna ridistribuire, riequilibrare, condividere questa risorsa sia a livello locale che globale.

Proprio  questa considerazione ha spinto la FAO a celebrare ogni anno il giorno 16 ottobre la Giornata Mondiale dell’Alimentazione e dello spreco alimentare.   

L’obiettivo di questa celebrazione è quella di sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale attorno al grande tema della ridistribuzione dei generi alimentari al netto degli sprechi quotidiani .

Ogni anno vengono dirottate al macero 1 miliardo e 300 milioni di tonnellate di prodotti.

Finiscono in discarica il 30% dei cereali, il 20% dei prodotti caseari, il 33% dei prodotti ittici e il 20% della carne.

Le ragioni dello spreco sono spesso legate alla scadenza del prodotto e al loro deterioramento o alla impossibilità di avere a disposizione ulteriori spazi per lo stoccaggio .

Ogni cittadino spreca circa il 30% del cibo che acquista per un valore equivalente a 13 miliardi di euro. 

Da una relazione della FAO si stima che nel mondo almeno 800 milioni di persone soffrano la fame o non abbiano a disposizione abbastanza generi alimentari per sostenersi adeguatamente.

In Europa si stima che siano 39 milioni le persone che si trovano in questo stato di bisogno compreso il nostro paese.

Secondo i dati della CARITAS per quanto riguarda l’Italia il numero dei bisognosi da sfamare si ferma a circa tre milioni. Lo 0,5% degli abitanti della penisola.

Arrivando in cascata alla nostra città, a Genova, dall’ultimo censimento svolto da Caritas e Ricibo, si registrano circa 29 mila persone bisognose di assistenza alimentare quotidiana a cui le organizzazioni di volontariato e del terzo settore fanno fronte seppur con crescenti gravi difficoltà.

Il fenomeno dell’indigenza a Genova, vista la grave situazione che il paese sta attraversando, potrà solo aumentare.

Questo ci viene confermato dall’ultimo rapporto nazionale Caritas sulle povertà ed esclusione sociale e dalle altre associazioni che operano con coscienza e generosità nella nostra citta spesso con mezzi a disposizione limitati e meritevoli invece di grande supporto logistico e di risorse.

A Genova si sprecano ogni anno 9.965 tonnellate di cibo edibile di cui si stima che almeno un terzo sia recuperabile, per un valore di circa 100 milioni di euro. Inoltre, solo il 13% dei supermercati hanno attivi programmi di recupero eccedenze alimentari.

Per queste ragioni chiediamo alla politica di acconsentire a promuovere o sostenere ogni tipo di iniziativa privata che abbia come finalità la donazione gratuita di generi alimentari. Mentre vanno messi a disposizione delle associazioni spazi da adibire a raccolta e stoccaggio dei generi alimentari collocati in più punti della città per agevolare i volontari nella loro azione di prelievo e  deposito.

Ogni pasto gratuito erogato a un bisognoso allontana tutti noi dal cupo mondo dell’egoismo e dell’ indifferenza e garantisce ad altri un momento di speranza.

 

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Info Walter Pilloni

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Affermato Imprenditore, da anni porta avanti la missione di divulgatore ambientale. Laureato in Giurisprudenza, ha pubblicato centinaia di articoli su clima e ambiente, realizzato 3 libri e un programma tv. Per le sue frequentazioni dei mercati asiatici, è stato nominato Ambasciatore di Genova nel mondo. E' consigliere comunale di VINCE GENOVA.

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