Meloni G20 Bali
G20 di Bali - Foto di Agenzia Nova.com

G20 di Bali: “Poteva essere un fallimento, è stato un successo”

Tra il 15 ed il 16 di novembre si è tenuto a Bali, in Indonesia, il G20, il summit delle 20 nazioni più industrializzate. Il presidente del consiglio Giorgia Meloni ha partecipato a nome del nostro paese. Quest’anno il tema trattato è stata la risoluzione del conflitto ucraino, in un clima teso che ha visto presenti rappresentati di paesi NATO, apertamente schierati contro la Russia, di paesi neutrali e paesi, come la Cina, il cui ruolo resta ambiguo e nebuloso. Ovviamente, era presente anche il ministro degli esteri di Mosca, Lavrov.

Inoltre, la presenza del presidente francese Emmanuel Macron ha spinto molti a chiedersi se, oltre all’Ucraina, ci fosse l’occasione di ricucire lo strappo tra i nostri due paesi a seguito della crisi della Ocean Viking. Tuttavia, Giorgia Meloni è stata diretta, dichiarando che il summit fosse “incentrato su altro” e che se ne riparlerà “nelle sedi appropriate“.

La questione Ucraina al G20

Al termine del primo ciclo di incontri, Meloni si è detta soddisfatta. “Non si voleva che questo importantissimo summit finisse senza una dichiarazione finale congiunta dei leader, ma dall’altra parte non si poteva fingere di non vedere quello che stava accadendo con l’aggressione russa all’Ucraina“.

Di fatti è stato prodotto un documento congiunto di “forte condanna dell’aggressione da parte della Federazione Russa” e che prendesse in considerazione anche la crisi alimentare. Lavrov, prima di essere sostituito dal Ministro delle Finanze russo, ha accusato l’occidente di voler “politicizzare” la dichiarazione.

Lavrov ha, inoltre, anche assistito all’intervento di Zelensky senza abbandonare la sala come in molti avevano prospettato. La cortesia è stata ricambiata dagli altri leader, che non hanno boicottato il suo discorso.

Il Presidente ucraino ha presentato 10 condizioni per intavolare un negoziato, aprendo dunque uno spiraglio per la pace. Spiraglio, va detto, che sembra molto sottile. Non solo “sicurezza alimentare, nucleare ed energetica”, ma anche il “rilascio di tutti i prigionieri”, la “cessazione di ogni ostilità”, il “ritiro delle truppe” e soprattutto “ripristino dell’integrità territoriale dell’Ucraina e dell’ordine mondiale”.

L’ultimo punto in particolare risulta indigesto alla Federazione Russa, che non può accettare di tornare a casa a mani vuote o – peggio – rinunciare alla Crimea. Lavrov infatti ha definito le condizioni “non realistiche e non adeguate“.

Il giorno dopo queste dichiarazioni, i leader del G20 si sono svegliati con la notizia di un imponente attacco missilistico russo in Ucraina.

La questione cinese

Da tempo il ruolo della Cina è stato ambiguo. Inizialmente il drago cinese pareva l’unico alleato dell’orso russo.

Per quanto formalmente Xi Jinping  non avesse appoggiato l’invasione (anzi sembra che egli non ne fosse stato informato) non aveva applicato sanzioni. Anzi, aveva aiutato l’alleato comprandone il Gas ed aveva sempre tenuto un tono neutrale.

Ad oggi la situazione sembra diversa. Le minacce nucleari di Putin non possono essere ignorate dal colosso economico e, nonostante non possa allinearsi agli Stati Uniti, la fine del conflitto potrebbe essere ora una nuova priorità per Pechino.

Sono determinato a tenere aperte le linee di comunicazione tra lei e me personalmente e tra i nostri governi, perché i nostri due Paesi hanno tante cose da affrontare e noi ne abbiamo l’opportunità” ha detto Biden dopo un lungo confronto con la controparte cinese.

L’incontro, culminato in una stretta di mano, difficilmente siglerà una ritrovata armonia tra i due paesi, ma potrebbe essere un segnale di aperta sul fronte russo. Solo il dipanarsi degli eventi potrà confermare queste congetture.

Il mondo si aspetta che la Cina e gli Stati Uniti gestiscano le loro relazioni in modo appropriato“, ha detto Xi. “Il nostro incontro ha attirato l’attenzione del mondo, quindi dobbiamo lavorare con tutti i Paesi per dare maggiore speranza alla pace nel mondo, maggiore fiducia alla stabilità globale e forte impulso allo sviluppo comune.” L’unica certezza è sulla condanna al nucleare, per il resto bisognerà stare a guardare.

Xi Jinping e Meloni al G20 di Bali

Anche Giorgia Meloni si è confrontata a lungo con il Presidente cinese, in un colloquio definito “molto cordiale“. I temi trattati sembrano essere i reciproci interessi economici tra i due paesi. In particolare, “nell’ottica di un aumento delle esportazioni italiane in Cina.

In merito alla guerra, entrambi i paesi hanno concordato sulla necessità di “evitare un’escalation” e trovare una soluzione per un “fine rapida del conflitto“.

 

Foto di copertina: Agenzia Nova.com

Ti può interessare leggere anche

Precisazioni sui “missili caduti in Polonia”. Il punto della situazione con Mirko Campochiari

Condividi su
Spazi pubblicitari Liguria.Today

Info Fabio Comazzi

Lascia un commento

Liguria.Today