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missili russi in Polonia
Cratere provocato a seguito dell'esplosione

Missili russi in Polonia causano due morti a Przewodów. Un “incidente sfortunato” che fa salire la tensione

Mentre la guerra prosegue in Ucraina, due missili russi avrebbero colpito l’insediamento di Przewodów, in Polonia.

Il tragico episodio ha causato la morte di due civili. Il rimpallo di responsabilità tra le parti è stato immediato nella confusione iniziale.

Quando un Paese aggressore lancia un massiccio attacco missilistico sull’intero territorio di un grande Paese situato nel continente europeo con le sue vecchie armi sovietiche“, spiega Mikhailo Podoliak, il consigliere di Zelensky. “prima o poi si verifica una tragedia sul territorio di altri Stati.” Ed ha invocato nuovamente una no fly zone sui cieli gialli e blu.

Immediata la replica di Mosca, che rifiuta qualsiasi responsabilità.

Più distensivo, invece, è stato l’intervento di Biden che ha definito “improbabile” l’ipotesi che le armi fossero russe.

Tuttavia la Polonia conferma che sia stato proprio un S-300 di fabbricazione russa a provocare l’incidente.

Il presidente polacco Andrzej Duda, ha però aggiunto che si tratterebbe di un “incidente sfortunato”, precisando al contempo che “Kiev non avrebbe colpe”, essendo il risultato di un “massiccio attacco da parte di Mosca”.

L’ipotesi al momento più probabile è che i sistemi difensivi ucraini abbiano intercettato il razzo russo, poi precipitato in territorio polacco.

Tuttavia, le conclusioni affrettate sono sempre un pessimo affare durante una guerra ed è il caso di procedere nelle analisi con i piedi di piombo.

Il G20 a Bali ed il lancio di missili russi

All’indomani della caduta di Kherson, le truppe russe – ormai in seria difficoltà – sono state costrette ad abbandonare la città e a prendere posizione sulla riva opposta del fiume Dnepr.

Da mesi, queste erano pressate all’interno del perimetro di Kherson senza poter ricevere un adeguato supporto logistico a causa dei precisi bombardamenti di missili himars sull’unico ponte utile al trasporto di provvigioni e rinforzi.

Non una trappola, dunque, come supposto da alcuni analisti, ma una sconfitta grave da un punto di vista simbolico. Viene ceduta l’unica grande città in mano agli invasori ed il capoluogo di un oblast che “sarebbe per sempre rimasto Russia“.

La questione Ucraina è stata all’ordine del giorno anche del G20 di Bali, Indonesia, iniziato martedì mattina.

Sarebbero in corso incontri per cercare di giungere ad una fine del conflitto, ma tali sforzi hanno incontrato il disappunto del ministro degli esteri russo Sergei Lavrov, che commenta così la bozza del testo congiunto.

“I nostri colleghi occidentali hanno cercato in tutti i modi di politicizzare quella dichiarazione e hanno cercato di far passare un linguaggio che implicasse la condanna delle azioni della Federazione Russa a nome dell’intero G20”

Dopo la prima giornata di lavori, Lavrov ha abbandonato il summit, sostituito dal ministro delle finanze Anton Siluanov. A smentire le voci che hanno ipotizzato un malore o un gesto politico, l’agenzia di stampa russa Ria Novosti ha sottolineato come tutto ciò fosse in programma.

Durante l’incontro di martedì, Zelensky ha annunciato i 10 punti per intavolare una trattativa con gli avversari. Tra questi, oltra alla cessazione delle ostilità, anche la tutela dell’integrità territoriale ucraina.

Queste sono condizioni molto difficili da accettare per il governo di Putin.

Risulta quindi difficile non leggere nell’imponente attacco missilistico lanciato da Mosca una provocazione – proprio mentre si discute di pace – o come un ritorsione per la perdita di Kherson.

Non vi è dubbio che la scelta dei bersagli rientri pienamente nella strategia russa di danneggiare le infrastrutture energetiche nemiche, ma il tempismo non sembra essere casuale.

Una possibile escalation

La possibilità che questo incidente possa provocare un allargamento del conflitto è stata ventilata da alcuni, ma già smentita da molti, non ultima la stessa Polonia. Non che incidenti simili non acuiscano la tensione, ma le probabilità di un escalation sono remote.

Reuters riporta che si terrà una riunione dei vertici della NATO secondo l’articolo 4 del trattato. Questo infatti recita:

I paesi aderenti “si consulteranno ogni volta che, nell’opinione di uno di essi, l’integrità territoriale, l’indipendenza politica o la sicurezza di una delle parti” possano essere minacciate.

Certamente si tratta di un evento preoccupante, ma ben diverso dalla prospettiva di attivazione dell’articolo 5, che prevede invece un attacco armato.

Gli USA si sono offerti di assistere l’alleato nelle indagini. Allo stesso modo, il  Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, ha invocato un’indagine approfondita dopo un confronto diretto con Lavrov, proprio nell’ottica di disinnescare possibili escalation.

Un intervento dell’ONU per far luce sulla vicenda con trasparenza ed alleggerire le tensioni è probabilmente il modo migliore di procedere.

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Info Fabio Comazzi

Fabio Comazzi, nato a Genova nel 1996. Ho frequentato il liceo scientifico G.D. Cassini e mi sono laureato in Scienze Politiche (indirizzo internazionale e diplomatico) all'Università di Genova. Al momento studio Informazione ed Editoria. Da sempre appassionato di politica, ho - fin dai tempi del liceo - partecipato a progetti come il GeMun o le simulazioni tenute dall'associazione Diplomatici. Ad oggi scrivo per Liguria Today articoli di politica e cronaca, a livello locale e nazionale.

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