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Ministero del Mare

Ministero del Mare: competenze ancora da decidere…

C’è curiosità attorno all’istituzione del neo Ministero per le Politiche del Mare e per il Sud. Comprensibile, del resto l’Italia è una potenza che si erge al centro del Mediterraneo, vanta una posizione strategica con più di 8000 km di coste ed ospita uno dei porti principali d’Europa.

E proprio il “tema porti” in questi giorni sta tenendo puntata l’attenzione generale.

All’annuncio del nuovo Ministero infatti è venuto naturale pensare che gli sarebbe stata attribuita la competenza su tutto ciò che compete il settore del “mare”, quindi porti in primis con a seguire blue economy e pesca. Cosa che avrebbe comportato il distacco della competenza portuale dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, oggi assegnato al vicepremier Mattero Salvini.

E invece no. O meglio…tutto deve ancora essere ancora deciso.

Salvini sembrerebbe intenzionato a conservare la competenza su porti e capitanerie. E sebbene la battaglia sulle deleghe e sui sottosegretari sia ancora aperta, sembrerebbe che alla fine potrebbe spuntarla in questo tira-e-molla con Musumeci.

Ed è proprio dal neo ministro che arriva la pseudo conferma della vittoria di Salvini sulla questione. Subito dopo il discorso di Giorgia Meloni alla Camera, infatti, Musumeci ha detto: “Mi occuperò anche di blue economy e di pesca con funzione di coordinamento e programmazione e tutto quello che riguarda il mare d’intesa con altri ministeri

Quello che poteva essere, almeno sulla carta, un Ministero di fondamentale importanza sembrerebbe dunque destinato a un ruolo più “trasversale” e di collegamento. Il cui lavoro sarebbe quello di coordinarsi con quello dei colleghi le cui competenze sia correlate al “mare”: trasporti, turismo, sviluppo economico, etc…

Datemi una settimana di tempo per spiegarvi al meglio quale sarà il nostro compito. Si tratterà comunque di un ministero di coordinamento e di programmazione.”

Da Genova le prime “occhiatacce” al neo Ministero del Mare

Per una città portuale come Genova le tematiche legate al mare sono di vitale importanza. Pertanto non sorprende l’attenzione che la città e le sue istituzioni stanno prestando alla vicenda.

Ed è proprio da Genova che arrivano i primi scetticismi in merito al nuovo Ministero del Mare.

Giampaolo Botta, direttore generale di Spediporto, nei giorni scorsi ha dichiarato: “Non vi è dubbio che la tematica dei porti non possa essere disgiunta da quella delle infrastrutture – interviene il direttore generale di SpediportoGiampaolo Botta -. Auspicherei che i porti siano oggetto di una delega specifica ricondotta nelle infrastrutture. Lascerei tutto il tema legato a turismo, itticoltura e pesca nelle mani di un dicastero di altro genere. Anche perché le decisioni che gli ultimi governi hanno assunto, come la diga di Genova, sono sempre state legate al tema della portualità”.

Nonostante sia appena stato istituito (e sembri giusto – o quanto meno corretto – sospendere il giudizio in attesa di scoprire quale saranno le sue future deleghe), dunque, sembrerebbe che il neo Ministero del Mare sia stato già motivo di “turbolenze”. Non resta che aspettare e vedere da che parte girerà il vento.

Fabio Comazzi

 

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Info Fabio Comazzi

Fabio Comazzi, nato a Genova nel 1996. Ho frequentato il liceo scientifico G.D. Cassini e mi sono laureato in Scienze Politiche (indirizzo internazionale e diplomatico) all'Università di Genova. Al momento studio Informazione ed Editoria. Da sempre appassionato di politica, ho - fin dai tempi del liceo - partecipato a progetti come il GeMun o le simulazioni tenute dall'associazione Diplomatici. Ad oggi scrivo per Liguria Today articoli di politica e cronaca, a livello locale e nazionale.

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