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Parchi naturali in Liguria
Parco di Portofino

Parchi naturali in Liguria: come vengono governati e gestiti?

Riceviamo e riportiamo integralmente la nota del Presidente del Coordinamento per il Parco Nazionale di Portofino Ermete Borgetti.

 

Come vengono governati e gestiti i Parchi naturali in Liguria 

A livello normativo, è di questi giorni la notizia che, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Mariastella Gelmini, Il Consiglio dei Ministri, ha deliberato di impugnare la legge della Regione Liguria n. 7 del 15 luglio 2022 sul riordino della aree protette, «In quanto talune disposizioni in materia di tutela del paesaggio, si pongono in contrasto con la normativa statale, violano gli articoli 9 e 117, secondo comma, lett. s), della Costituzione, nonché il principio di leale collaborazione». 

Il Consiglio dei ministri ha rilevato, infatti, che la legge regionale ha ridotto le superfici dei parchi sottraendole alla tutela naturalistica e paesaggistica, in assenza, tra l’altro, di copianificazione col ministero della Cultura. La legge, inoltre, si pone in pieno contrasto con il principio della necessaria prevalenza della pianificazione paesaggistica rispetto a ogni altro piano, programma o progetto nazionale o regionale. La legge, infine, è costituzionalmente illegittima sotto il profilo paesaggistico, in quanto, riducendo i confini dei Parchi regionali, comporta un abbassamento dei livelli di tutela (in contrasto con l’art. 9 della Costituzione). 

E non è la prima bocciatura che Regione Liguria riceve alle sue leggi sui Parchi naturali. 

A livello gestionale, deve rilevarsi, tra l’altro, che il Parco dell’Antola, il Parco di Portofino, il Parco di Montemarcello – Magra – Vara (con sede in Sarzana) e il Parco delle Alpi Liguri (con sede in Arezzo) hanno tutti come Direttore – figura importantissima sotto il profilo gestionale – il Dr. Federico Marenco. Pur riconoscendo al Dr. Marenco elevatissima competenza e indubbia efficienza, non può non sottolinearsi come il suo sia un compito umanamente impossibile, considerato che oltre a tali funzioni riveste anche tre incarichi dirigenziali di estremo rilievo in Regione Liguria: 

– Vice direttore generale Agricoltura, Risorse Naturali, Aree Protette ed Interne; – Dirigente di Settore presso il Settore Affari Giuridici e Staff del Dipartimento Agricoltura, Turismo, Formazione e Lavoro con funzioni di Autorità di controllo e della gestione della rendicontazione del Fondo Sociale Europeo; 

– Dirigente ad interim dell’Ispettorato Agrario Regionale, dopo il pensionamento del Dr. Maurizio Rezzano. 

Specificamente sul Parco Nazionale di Portofino. 

Ricordo che con la legge di bilancio n. 205 del 2017, è stato istituito il nuovo Parco Nazionale di Portofino: il già esistente Parco Regionale è finalmente divenuto un tutt’uno con l’Area Marina Protetta che lo lambisce.  

La definizione dei nuovi confini spetta al Ministero dell’Ambiente con il coinvolgimento della Regione Liguria. Il territorio del Parco Nazionale, individuato in base all’ istruttoria dell’ ISPRA del 2018, avrebbe dovuto estendersi a 22 Comuni della costa e dell’interno (Val Fontanabuona), posti attorno allo storico Parco, già istituito come Ente autonomo nel 1935, fra i primi in Italia. 

Il Ministero, invece di procedere utilizzando i poteri che la legge gli intesta, ha ritenuto di cercare ad ogni costo un’intesa con Regione Liguria e con gli enti locali interessati. Ciò ha determinato uno stallo durato quattro anni, in quanto Regione Liguria non ha alcun interesse alla realizzazione del Parco Nazionale e molte delle Giunte dei Comuni potenzialmente interessati avversano l’istituzione del Parco Nazionale. Di fatto nessun accordo per un Parco Nazionale che abbracci un territorio ampio è stato (e tuttora non è) possibile. 

A seguito di ricorso dell’ Associazione Internazionale “Amici del Monte di Portofino” e dell’”Associazione Verdi Ambiente e Società – V.A.S.”, il TAR Lazio, con sentenza del 28 giugno 2021 ha imposto a Ministero dell’Ambiente e per la Tutela del Territorio e del Mare di provvedere nel termine di 30 giorni alla delimitazione provvisoria del Parco Nazionale di Portofino, nonché all’adozione delle misure di salvaguardia necessarie a garantire la conservazione dello stato dei luoghi. 

A seguito di detta sentenza il Ministero ha provveduto alla delimitazione provvisoria, ricomprendendo nell’area del Parco Nazionale parte del territorio di 11 comuni, ha adottato le

misure di salvaguardie ed ha istituito un Comitato di Gestione Provvisorio, il quale per pochi mesi ha operato senza che né Regione Liguria, né il Ministero mettessero a disposizione le minime risorse indispensabili al suo funzionamento. 

Questi atti del Ministero sono stati impugnati da Regione Liguria e da numerosi comuni innanzi al TAR Liguria, che con diverse sentenze li ha annullati, riportando la situazione a quella di stallo precedente alla sentenza del TAR Lazio. 

Il Ministero, l’ Associazione Internazionale “Amici del Monte di Portofino” e l’”Associazione Verdi Ambiente e Società – V.A.S.” hanno proposto appello al Consiglio di Stato, chiedendo anche misure cautelari. Il Consiglio di Stato ha deciso sulle istanze cautelari con distinte ordinanze, delle quali alcune hanno sospeso gli effetti delle sentenze del TAR Liguria, ma altre hanno deciso soltanto la data ravvicinata dell’udienza di merito (in tre distinte udienze nel novembre 2022). Il risultato complessivo è che, sopravvivendo l’efficacia di alcune delle sentenze di annullamento del TAR Liguria, gli atti del Ministero, che avevano dato un provvisorio impulso alla realizzazione del Parco Nazionale, risultano ancora annullati, quanto meno fino alla decisione sul merito del Consiglio di Stato. 

Nel frattempo, nelle more del contenzioso, si sono verificati due fatti di estremo rilievo, che evidenziano un forte conflitto di interessi fra il Presidente del Parco Regionale, Matteo Viacava (Sindaco di Portofino), e lo stesso Ente Parco Regionale. 

Sono stati, infatti, proposti una variante del Piano del Parco naturale regionale di Portofino e un nuovo regolamento per il patrimonio edilizio, che riguarda soprattutto il Comune di Portofino. Viene detto che: “La variante al Piano si pone come mediazione tra gli interessi di tutela dell’area di riserva integrale ed orientata, per la salvaguardia assoluta dei valori ambientali e naturalistici, di conservazione del paesaggio agricolo e delle ville e di potenzialità di espansione delle aree di sviluppo, in un contesto di turismo sostenibile”.  

L’attentato all’integrità del Parco pare preordinato a favorire interessi specifici di espansione edilizia nel Comune di Portofino, il cui Sindaco è Presidente del Parco regionale, proprio mentre non sono operative le misure di salvaguardia approvate dal Ministero, in modo che gli eventuali atti autorizzativi possano essere legittimamente adottati prima dell’eventuale esito sfavorevole del contenzioso. 

Il secondo fatto di notevole rilevanza è che il Presidente del Parco e Sindaco di Portofino, Matteo Viacava, è stato citato a giudizio dalla Procura della Repubblica di Genova per reati ambientali per un intervento realizzato (si noti: nel territorio del Comune di Santa Margherita) «lungo il sentiero pubblico pedonale che parte da località Nozarego nel tratto compreso tra “Gave” e “Mulino del Gassetta”, area situata all’interno del Parco regionale di Portofino e ricompresa nella fascia di rispetto di 40 metri di distanza da un corso d’acqua significativo, già dichiarata di notevole interesse pubblico poiché situata sul promontorio». 

E’ di tutta evidenza che l’Ente Parco avrebbe interesse a costituirsi parte civile nel procedimento penale, ma la carica di Presidente, rivestita dal Viacava, imputato nel medesimo processo, impedisce tale doveroso adempimento, in quanto il Presidente dell’Ente Parco non può essere presente nel giudizio contemporaneamente nell’interesse dell’Ente e contro se stesso. Occorre considerare, infatti, che, ai sensi del comma 3 dell’art. 11 dello Statuto del Parco, “Il Presidente … è presente in giudizio nell’interesse dell’Ente, sia come attore che come convenuto ….”. 

Ne deriva un evidente conflitto di interessi fra l’Ente Parco e la persona del Presidente, che non può essere risolto se non sostituendo l’organo in conflitto di interessi. 

Il Coordinamento per il Parco Nazionale di Portofino ha chiesto al Ministero – con PEC del 10 agosto 2022 – la nomina di un commissario ad acta per entrambe le situazioni di palese conflitto di interesse fra il Signor Matteo Viacava (come Sindaco di Portofino e come imputato) e l’Ente Parco. 

Ermete Bogetti 

Presidente del Coordinamento per il Parco Nazionale di Portofino*

*Il Coordinamento per il Parco Nazionale di Portofino, fondato all’inizio del 2019, é composto dalle principali associazioni ambientalista, realtà associative locali e singoli cittadini

 

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