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Ansaldo Energia protesta

Ansaldo Energia: “Nuova protesta tra 15 giorni se non arriva una risposta dal Governo”

“Oggi i lavoratori di Ansaldo Energia hanno scioperato manifestando in modo determinato dallo stabilimento fino alla Prefettura di Genova per denunciare la grave situazione in cui versa l’azienda. Abbiamo chiesto con forza al Prefetto di farsi immediatamente parte attiva verso il Governo. Ansaldo che ad oggi dichiara 200 mila ore di scarico di lavoro a fronte della mancanza di commesse dal primo marzo 2023. È urgente che il Governo ricapitalizzi l’azienda e soprattutto sblocchi quelle commesse già affidate e poi bloccate a causa dei ritardi sulla transizione energetica. Si tratta del rifacimento di 3 centrali che dovrebbero passare da carbone a gas e che sarebbero una boccata d’ossigeno per i lavoratori.  Abbiamo ottenuto mostrando la forza dei lavoratori Ansaldo impegni precisi e scritti. Ora ci aspettiamo riscontri concreti da parte del Governo. Se così non sarà, se il Governo non batterà un colpo, torneremo in piazza con ancora maggiore forza e determinazione.”
Sono state queste le parole di Stefano Bonazzi Segretario Generale Fiom Cgil Genova riportate al termine della manifestazione di ieri dei lavoratori di Ansaldo Energia.

Gli operai di Ansaldo Energia sono scesi in piazza in protesta dopo che il precedente incontro in Confindustria aveva confermato la crisi dell’azienda.

Zero commesse per i primi mesi del 2023 e uno scarico di 200 mila ore che dovrebbe coinvolgere un terzo dei 2400 dipendenti. Sarebbe questa la situazione che si prospetta in Ansaldo Energia per il prossimo anno.

Il corteo dei lavoratori era partito da Corso Perone ed era arrivato fino a sotto la Prefettura di Genova.

Non vi faremo chiudere Ansaldo” hanno detto ad alta voce i lavoratori chiamando in causa anche il Governo: “Sarà un bagno di sangue se il governo non interviene. E deve intervenire perché avevamo 3 commesse già firmate con Enel e altre con la Russia bloccate dalle sanzioni. Queste commesse vanno sbloccate, non pagheremo noi il conto“.

Alla protesta hanno partecipato circa 800 lavoratori. Ai quali si sono poi aggiunti rappresentanze di lavoratori di altre aziende industriali genovesi in difficoltà. “Senza lavoro c’è l’agitazione” hanno gridato uniti.

Il prefetto Franceschelli ha ascoltato le loro parole e le rimostranze presentate dalle diverse associazioni sindacali presenti. Dopodiché ha redatto un documento che ha convinto i lavoratori a terminare la manifestazione e il blocco del traffico creato in Piazza Corvetto. Nel documento si legge l’impegno del prefetto a “rappresentare immediatamente al governo le richieste avanzate assicurando la massima attenzione sulla vertenza in questione“.

Intanto Federico Grondona delle Rappresentanze Sindacali Unitarie ha già fatto sapere che, se non arriverà una risposta chiara da parte del Governo, tra 15-20 giorni si tornerà di nuovo in piazza “con una tensione che sarà sempre più alta”.

 

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