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Le navi da crociera fanno troppi fumi. La denuncia delle associazioni

Il tema delle emissioni delle grandi navi, dell’impatto delle navi da crociera sulle città nelle quali approdano è una delle questioni direttamente legate alla gestione del turismo di massa.

Una posizione sempre decisa, ma comunque ancora minoritaria nella società – come si suol dire – è rappresentata da gruppi di cittadine e cittadini che contestano per varie ragioni questo modello applicato in pratica in tutte le città dotate di porto disposto all’accoglienza delle crociere; da qualche settimana a questa parte, non a caso, perfino a Carrara si è data una nuova, quasi inedita anzi, attenzione a questa tipologia di turismo comunque più impattate di tutte le altre, a questa forma, sempre, di opportunità economica diretta.

Con tanto di numeri in aumento palesati per attracchi e di persone sbarcate per qualche ora a Marina di Carrara, e da portare dalla marina un poco almeno sotto le svettanti – e bucate dalle cave – Apuane. Epperò, forse, rimane comunque Venezia l’esempio più rappresentativo quando si parla dell’argomento.

Qui nella Laguna delle gondole di Sordi e Manfredi, in buona sostanza, la contrarietà alle “grandi navi” è in continua crescita. Eppure per essere specifici, rimandando al massimo a uno dei tanti aspetti della questione, occorre ripartire dalle emissioni.

A La Spezia, in agosto scorso, aveva cominciato intanto Legambiente a ragionare sui fumi della navi da crociera associati alle attività intense del porto.

“Da settimane, e con maggior frequenza negli ultimi giorni, si susseguono gli episodi di emissioni di fumi da parte delle navi da crociera ormeggiate nelle banchine spezzine. Stessa cosa fanno quelle in rada. È una situazione ormai insostenibile, che si associa alle criticità ambientali dello scalo commerciale, con emissioni anche qui di fumi e di rumore. Tutte le istituzioni competenti – concludeva quest’estate l’associazione ambientalista – devono al più presto intervenire per togliere la cittadinanza spezzina, in particolare coloro che abitano davanti alle attività portuali e crocieristiche, da questo stato delle cose, pena un grave comportamento omissivo. In particolare – chiosavano dalla sede spezzina di Legambiente – chiediamo una presa di posizione ed un intervento forte da parte del sindaco della Spezia, nella sua qualità di massima autorità sanitaria. I dati parlano chiaro, soprattutto quelli riguardanti le centraline fisse e mobili di Via San Cipriano, la più esposta alle problematiche delle navi da crociera”.

Ma è in queste ultime ore, che si è tornati al clima dell’attualità su questo punto della vivibilità del capoluogo del Golfo dei Poeti. Nicola Caprioni, Presidente Circolo Pertini, Rino Tortorelli, vicesegretario Cittadinanzattiva Liguria, Luca Cerretti, presidente Italia Nostra La Spezia, Stefano Sarti, presidente Legambiente La Spezia, Alessandra Ricci, presidente associazione Palmaria Aps, Franco Arbasetti, responsabile Vas La Spezia, rappresentati dall’avv. Valentina Antonini hanno formalmente intimato: “Entro 15 giorni si devono avviare le procedure per rispettare le prescrizioni degli atti di pianificazione sull’impatto atmosferico delle navi da crociera. E sia predisposto un regolamento che limiti l’accesso delle grandi navi al porto spezzino”.

Firmando una missiva inviata all’Autorità del Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale, al presidente della Regione Liguria, all’Assessore all’Ambiente della Regione Liguria, al comandante della Capitaneria di porto della Spezia e al primo cittadino della Spezia. Dove, tra le altre cose, è citata una nota pal fine 2020 sulle emissioni al Molo Garibaldi e a Calata Paita, che evidenziava il superamento del valore medio annuo di 40 mg/m3 previsto dalla vigente normativa per il Biossido di Azoto (NO2).

Un superamento del limite di legge consentito rispettato nel 2022, come attestato nella stazione dalle stazioni di rilevamento di San Cipriano e da quella mobile dell’Authority. Mentre, ancora, “la Regione Liguria non ha ancora pubblicato la nuova Valutazione della Qualità dell’Aria 2021”. Era dai tempi di Lorenzo Forcieri, che l’Autorità portale non entrava direttamente sotto la lente dell’attenzione pubblica. Adesso è però la famosa minoranza della società che ha cominciato a trattare il tema delle grandi navi, partendo dalle emissioni di queste, fra Migliarina e il Canaletto, alla periferia del redamare.

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