Seguici su google news
Diga foranea aggiudicazione
Alessandro Pitto

Diga foranea, slitta ancora l’aggiudicazione della gara. Il parere di Pitto Presidente Fedespedi e di altri Big

Si allungano ancora i tempi per la decisone del progetto della nuova diga foranea.

Lo slittamento è dovuto al cambio del collegio degli esperti chiamato a valutare quanto proposto dalle aziende che hanno manifestato interesse alla realizzazione.

Il collegio era stato nominato tempo fa, ma si è scoperto un componente che avrebbe potuto creare un conflitto di interessi.

Dalla nota dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale si evince:

Dall’esito delle verifiche effettuate da parte degli uffici dell’Autorità di sistema è emerso un potenziale rischio di conflitto di interessi da parte di uno dei componenti del Collegio degli esperti individuato per la valutazione delle proposte tecniche presentate dagli operatori economici. L’Autorità di Sistema Portuale provvederà quindi a nominare a stretto giro un nuovo collegio di esperti per la valutazione delle due proposte tecnico economiche presentate, prevedendo l’aggiudicazione entro un mese.

I tempi dunque si allungheranno almeno di un altro mese.

Diga Foranea di Genova: progetto maledetto?

Sembra quasi che una maledizione sia stata scagliata sopra il progetto della nuova Diga Foranea di Genova, che fin dall’inizio ha subito diversi intoppi.

L’ultimo a fine giugno quando, a sorpresa, non venne presentata nessuna proposta a causa degli extra costi di un’opera infrastrutturale che già di base vale 1,3 miliardi di euro.

Oggi questo nuovo stop.

Al riguardo sono intervenute più parti, tra cui il Presidente nazionale degli spedizionieri, Alessandro Pitto che in un’intervista a Il Secolo XIX ha dichiarato:

“La Diga di Genova? Meglio ricominciare ora, che veder tutto bloccato con i cantieri aperti”

Sconsolato?

“Ma no. Guardi, stiamo parlando di un’opera molto complessa. E sappiamo che in Italia, i tempi più lunghi nella costruzione delle grandi infrastrutture sono gli iter autorizzativi e procedurali che precedono i cantieri. C’è un ritardo? Uno scrupolo? Un rischio all’orizzonte di possibili ricorsi? Senza entrare nel merito, a mio giudizio penso che sia giusto prendersi un mese in più, o il tempo necessario”.

Ma l’urgenza dell’opera… “Io dico che è meglio perdere un mese adesso, piuttosto che si corra il rischio di dover fermare i lavori quando i cantieri sono aperti, con il rischio che rimangano in stand-by per dei periodi molto più lunghi. Anche perché questo porterebbe un rischio ben maggiore, rispetto al ritardo che stiamo registrando adesso”.E sarebbe?
“Erodere il consenso intorno alla nuova Diga, che è una delle pochissime grandi opere ad averlo: sia a livello centrale, attraverso l’azione dei governi che hanno seguito il dossier, sia a livello locale. Non ci sono comitati contrari alla sua costruzione, non ci sono particolari contrapposizioni tra chi vuole l’opera e chi non la vuole. Se pensiamo al Terzo valico, alla Gronda, per citare degli esempi, tanti ritardi si sono dovuti al fatto che si trattava di lavori che hanno incontrato e che incontrano delle opposizioni. Questo per la Diga non è successo: quindi è giusto risolvere ciò che è necessario da subito. Lo dico anche pensando al periodo che stiamo vivendo, alle ipotesi che abbiamo davanti di revisione del Piano nazionale di Ripresa e resilienza”.

Perché è importante la Diga per gli spedizionieri?
“Beh, la Diga permette di portare più navi, più navi significa più armatori e quindi più merce da gestire per noi. Però vorrei ricordare alle istituzioni che il traffico via mare non è tutto. La merce arriva anche a terra, dove entriamo in gioco noi, che siamo la logistica. Puoi creare una mega-infrastruttura, ma poi gli armatori vanno ancorati al porto. Con la logistica: a questo serve il progetto della Green Logistic Valley degli spedizionieri genovesi. Se ci sono spazi per ospitare e lavorare la merce a terra, i caricatori si stabilizzeranno lì. Decathlon ha una base logistica da 50 mila container l’anno a Barcellona. Gli armatori non possono lasciare quel porto, magari per risparmiare quattro dollari ad accosto, perché lì c’è il traffico. Ecco perché servono sia le infrastrutture a mare, sia quelle a terra”.

 Sul tema è intervenuto anche il Sindaco di Genova Marco Bucci:

“Scoperto il problema grazie al nostro modello.È proprio grazie al modo di lavorare che abbiamo impostato a Genova in questi anni che siamo riusciti ad individuare un potenziale problema che necessita di immediate soluzioni. Non possiamo consentire che ci sia alcun dubbio sull’iter amministrativo di un’opera così strategica per il futuro di Genova e del nord Italia come la nuova Diga foranea”

Anche il Presidente della Regione Giovanni Toti ha espresso la sua opinione, rispondendo su Twitter alle frecciatine lanciate da Pd e Movimento 5 Stelle:

“La diga di Genova si farà, senza se e senza ma. Si rassegnino i soliti pessimisti di sinistra che esultano a ogni intoppo. Un mese di stop non cambierà di certo l’esito di un’opera in mano a due grandi e seri gruppi imprenditoriali che ridisegnerà il futuro della città.”

Il Pd, tramite la segretaria del Partito in Liguria Valentina Ghio, il segretario Metropolitano di Genova Simone D’Angelo e il capogruppo del PD in Regione Luca Garibaldi, avevano infatti così attaccato l’operato di Regione, Comune e Autorità Portuale:

“Da mesi assistiamo a una gestione per la realizzazione della Diga di Genova che lascia esterrefatti per la leggerezza e la superficialità con cui viene affrontata da tutti i soggetti coinvolti. L’operato di Toti, Bucci e Signorini sta mettendo a serio rischio la realizzazione dell’opera. Già a luglio avevamo chiesto di riferire in commissione, sia in Comune sia in Regione, cosa stesse succedendo rispetto al progetto della diga, ma la domanda è caduta nel vuoto. Viste le ultime vicende, riteniamo ancor più necessario e urgente che vengano al più presto a riferire in commissione.”

Alle critiche del PD si erano aggiunte poi anche quelle del Movimento 5 Stelle:

“Senza Giuseppe Conte e senza Danilo Toninelli, che fine ha fatto il tanto sbandierato “Modello Genova?”. Sono stati commessi errori macroscopici prima e superficialità poi che rischiano di far perdere a Genova una montagna di soldi del Pnrr destinati alla nuova Diga. Ancora una volta, gara ferma nonostante la roboante propaganda di Toti a fine luglio. A questo punto, le dimissioni di Signorini sarebbero un atto dovuto. C’è chi perde tempo ad accusarci di gufare, e chi invece proprio come il M5S aveva a suo tempo messo in guardia gli Enti, invitandoli a chiudere il cerchio muovendosi con la massima attenzione e non sparando proclami solo per convenienza elettorale. Non siamo stati ascoltati. Morale: tutto da rifare. E ora, nella migliore delle ipotesi, serviranno altri 40 giorni per ripartire. Ma quelli del “fare”, esattamente cosa stanno facendo per evitare ulteriori intoppi?.”

 

Può interessarti leggere anche

Campagna elettorale a Genova: ieri Salvini, mercoledì Meloni

Vittorio Dufour

 

Condividi su
Spazi pubblicitari Liguria.Today

Info La Redazione

La redazione di LiguriaToday
La Redazione di Liguria.Today è formata da persone di ogni dove, genere e età, e diversa provenienza culturale e professionale. Un gruppo eterogeneo e colorato di professionisti che, per passione e con passione, ogni giorno rendono Liguria.Today, il Vostro quotidiano online sulla Liguria.

Lascia un commento

Liguria.Today