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La Spezia

La Spezia, Confcommercio contro il caro bollette

LA SPEZIA – Gli importi delle bollette per le utenze lievitano mentre il governo Draghi sta pensando a un altro “decreto aiuti” per contrastare il problema. Un ulteriore grido di allarme è lanciato da Confcommercio Imprese per l’Italia La Spezia.

Dagli aumenti delle materie prime alle tariffe alle stelle delle utenze di luce e gas, la situazione – ragionano da via Fontevivo – è ormai diventata insostenibile per le nostre imprese”.

La preoccupazione è che i rincari portati da questi aumenti dei costi per gli imprenditori stiano completando un processo di distruzione del tessuto economico che la crisi pandemica aveva inaugurato.

Bollette che sono triplicate nel giro di pochi mesi e che: “costringono gli imprenditori a fare sforzi spesso al di là delle proprie possibilità e obbligando alcuni a dover decidere di chiudere i battenti in attesa dell’evoluzione degli eventi“, è marcato da Confcommercio.

All’aumento di luce e gas vanno sommati i rincari nelle materie prime e dei servizi, una situazione che sta mettendo sotto torchio gli esercenti di ogni categoria merceologica” ha detto il presidente di Confcommercio della Spezia, Vittorio Graziani.

Le tariffe delle utenze triplicate rendono la situazione davvero ingestibile e ciò si riflette non solo in un costo vivo per i commercianti, per i ristoratori e per tutti gli imprenditori, ma ha conseguenze anche sulle famiglie, che pagano un prezzo pesante, sia da un punto di vista economico sia psicologico. Famiglie costrette quindi a limitare i consumi a causa di questi aumenti, provocando così un doppio danno per gli esercenti.”

Le nostre imprese – ha aggiunto in una nota il presidente Graziani – hanno resistito alla pandemia e al lockdown, grazie alle capacità e allo spirito combattivo degli imprenditori che sono stati capaci di adattarsi e talvolta reinventarsi rispetto a ciò che stava accadendo. Eppure ora rischiano invece di non sopravvivere a causa dei costi di gas ed energia. E purtroppo rispetto a questo non c’è iniziativa imprenditoriale che tenga o nuove strategie commerciali che possano reggere rispetto a questi rincari. Del resto anche un aumento dei prezzi al dettaglio rischierebbe di paralizzare del tutto i consumi”.

Quindi la richiesta alla classe politica italiana.

Le nostre attività – ha sottolineato lo stesso Vittorio Graziani – necessitano di aiuti sottoforma di crediti di imposta o bonus. Questa è del resto una delle richieste che Confcommercio, anche a livello nazionale, ha presentato a tutti i candidati in vista delle elezioni del 25 settembre. È necessario ribadire l’esigenza a un corso di debito buono che permetta di aumentare il debito pubblico a favore di operatori produttivi che quindi possano poi ricreare energia e risorse che coprano l’eventuale debito fatto. Abbiamo chiesto inoltre che venga fissato un tetto massimo oltre il quale non possano andare i costi di luce e gas, non solo per le imprese ma anche per le famiglie per proteggere il loro potere d’acquisto già messo a dura prova”.

Nel frattempo Fipe-Confcommercio, come si sta notando in questi giorni passeggiando fra negozi e altre attività commerciali, per accendere i riflettori su questa drammatica situazione, ha messo in piedi un’iniziativa di trasparenza a livello nazionale volta a mostrare ai cittadini e agli avventori di bar e ristoranti quale è la situazione in cui le imprese sono costrette a operare: “Bollette in Vetrina“. Con tanto di cornice per le ultime bollette di gas ed energia elettrica.

Foto e testo di Nunzio Festa

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