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Letta a Genova occorre riduzione shock tasse su lavoro

Letta in campagna elettorale a Genova parla ancora di tasse

Letta a Genova: occorre riduzione shock tasse su lavoro. Salario minimo e incentivi per contratti tempo indeterminato.

Cinema Sivori, il dibattito no! Direbbe Nanni Moretti, e invece è proprio questo luogo simbolo della la sinistra italiana, che Enrico Letta, segretario “pro tempore” del PD, sceglie per l’ultimo cambio di direzione della sua dinamica campagna elettorale.

Dopo le critiche ricevute per aver dichiarato la necessità di introdurre nuove tasse [Fanpage] il sereno leader sceglie la linea dell’astuzia: abbassare le tasse piace agli italiani, soprattutto ai genovesi.

Purtroppo Letta non specifica l’origine delle coperture economiche: riduzione dei servizi sanitari gratuiti? Taglio delle pensioni? Oppure ulteriore debito? Quello che pagheranno le prossime generazioni — gli attuali percettori di reddito — a cui stiamo rubando il futuro, eccetera.

Almeno non è stato calato il jolly evasione: stima presunta € 100 miliardi di euro, previsione recupero 80% nel corso del primo anno. Propaganda ricorrente, ai confini della fantasia ideologica e di bilancio.

Letta a Genova: occorre riduzione shock tasse su lavoro.

Intendiamoci la detassazione del lavoro è un’idea interessante, tutte le idee che includono “detassazione” lo sono, le ricette della sinistra per finanziare invece sono meno popolari: tasse di successione, tasse sulla casa, tasse sugli utili… un curioso circolo vizioso in cui con la mano sinistra si dà, e poi con la sinistra si prende.

Dal dibattito sui balzelli resta curiosamente escluso il tema dell’anticipo sul fatturato presunto dell’anno successivo, vera grande devianza, anzi perversione nazionale. In pratica a novembre, quando un imprenditore potrebbe pianificare investimenti e assunzioni per l’anno successivo, lo stato-siamo-noi dice: intanto anticipami qualcosa di quello che forse guadagnerai tra un anno, poi si vedrà.

“Il nostro programma sul lavoro è molto chiaro: lotta alla precarietà, primo impiego per i giovani con la decontribuzione e a tasse zero, abbattimento dei finti stage e soprattutto una riduzione shock delle tasse su lavoro”

ha dichiarato il segretario del Pd, che in questi giorni di campagna elettorale appare sempre più preoccupato per gli ultimi impietosi sondaggi.

Il centrodestra è in netto vantaggio. Il campo stretto di Enrico Letta è staccato di almeno 15 punti percentuali, secondo le rilevazioni più ottimistiche, e questo comprensibilmente lo rende un po’ nervoso quando fa gli occhi di tigre.

La confusione a sinistra è palpabile, non si trova nemmeno il tempo di smarcarsi da episodi che le peggiori dittature le ricordano per davvero, come le minacce inviate a Giorgia meloni dalle nuove Brigate rosse, o l’aggressione ad un gazebo della Lega ad opera di una squadra di cinquanta (50) picchiatori (La Nazione).

Questi silenzi inquietanti, ricordando un passato non così remoto, in cui i protagonisti di analoghi episodi di violenza erano considerati compagni che sbagliano.

 

Foto di copertina: tiscali.it

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Articolo scritto da un collaboratore indipendente. N.d.R: L’opinione degli autori non coincide necessariamente con quella della Redazione.

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