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Giornata Mondiale per la prevenzione della Sindrone Feto Alcolica
Stile di vita

Alcol, gravidanza e allattamento: la Giornata Mondiale per la prevenzione della sindrome feto-alcolica

L’8 Settembre è stata la Giornata Mondiale per la prevenzione della sindrome feto-alcolica.

Lo spettro dei disordini fetali da alcol è una patologia grave e invalidante.

Con questa definizione viene coperta uno spettro molto vasto di segni e sintomi che possono affliggere il bambino di una madre che ha consumato bevande alcoliche in gravidanza.

La Sindrome Feto Alcolica (SFA) rappresenta la forma classica completa di malformazioni scheletriche e danni cerebrali.

Ad oggi non vi sono stime precise, ma la letteratura scientifica riporta, a seconda delle varie aree geografiche, da 2 a 12 casi per ogni 1000 nati vivi di SFA completa e da 20-60 casi di forme sfumate sempre per ogni 1000 nati vivi.

In Italia è stata stimata un’incidenza di 3-4 casi di SFA completa e di 20 casi di forme sfumate per ogni 1000 nati vivi.

L’etanolo presente in tutti i tipi di bevande alcoliche (vino, birra e superalcolici) è teratogeno. Supera la barriera placentare e raggiunge l’embrione-feto.

Riduce la produzione di ormoni e fattori di crescita, interagisce con i fattori nutrizionali e distrugge le cellule nervose del cervello in formazione.

Considerando che entro le prime 8 settimane l’embrione pesa circa 10 grammi (lungo circa 2 cm), quando si beve una unità alcolica media, caratterizzata da 12 grammi di etanolo, l’effetto finale è quello di mettere “l’embrione sotto spirito”. È evidente che i danni possono essere enormi ed in questa fase completi.

 

 

Il consumo di alcol durante il secondo ed il terzo trimestre di gravidanza induce soprattutto alterazioni neurologiche.

Quando si consumano elevate quantità di alcol, nel 40% dei casi si sviluppa la cosiddetta “teratogenesi classica” caratterizzata da un quadro clinico grave.

Nelle signore che consumano alcol in modo moderato/sociale la probabilità di sviluppare alterazioni da alcol è superiore al 30% rispetto a chi non ne consuma.

Le alterazioni più frequenti sono:

  • ritardo di crescita pre e post natale (altezza e peso inferiori al 10° percentile),
  • riduzione del diametro fronto-occipitale (riduzione del cranio),
  • anomalie facciali (ridotte flessure palpebrali, labbro superiore assotigliato, filtro naso-labiale piatto, possibili malformazioni ossee),
  • alterazioni congenite in diversi distretti dell’organismo,
  • ridotta attività cognitiva e alterazioni del comportamento: minore capacità di apprendimento, disturbi psichiatrici (soprattutto deficit di attenzione/iperattività) e maggiore tendenza a comportarsi con scorrettezza.

 

La diagnosi è possibile quando la mamma dichiara di avere bevuto alcol in gravidanza. Più la diagnosi è precoce e più è possibile ridurre gli effetti negativi.

Sia per la diagnosi che per la cura il pediatra deve cooperare con il neuropsichiatra e con il genetista dismorfologo.

Attualmente l’evidenza scientifica afferma che qualsiasi dosaggio di alcol è dannoso in gravidanza.

È dannoso anche durante l’allattamento.

Tutto l’etanolo che la mamma assume si riversa nel latte con relativi danni (irritabilità, alterazioni del ritmo sonno-veglia, danni neurologici, ecc).

È bene che anche i futuri padri, in previsione di una gravidanza programmata, non consumino alcol per non danneggiare il materiale genetico degli spermatozoi.

Quindi, tutte le signore che decidono di avere una gravidanza devono interrompere l’assunzione di alcol e non bere mai durante la gravidanza e durante l’allattamento.

Ricordiamo, inoltre, che il consumo di bevande alcoliche induce infertilità e aborti spontanei.

Inoltre, è opportuno informare le ragazze che l’alcol favorisce il tumore della mammella. Soprattutto in caso di predisposizione familiare.

 

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Info Gianni Testino Patrizia Balbinot

Gianni Testino Balbinot Patrizia LiguriaToday
Lavoriamo in un settore sanitario che si occupa di patologie legate al consumo di alcol e/o sostanze da ormai più di quindici anni. Per Liguria.Today curiamo il magazine “Alcool, sostanze & C.”, un inserto bisettimanale che ha lo scopo di fornire informazioni utili alla lotta alle dipendenze e agli stili di vita scorretti, e scambiare con chi lo desidera, opinioni, pensieri riflessioni e critiche Gianni Testino è Primario SC Patologia delle Dipendenze ed Epatologia dell’ASL3 c/o Ospedale Policlinico San Martino e Coordinatore del Centro Alcologico Regionale Ligure. Patrizia Balbinot è Operatrice Socio Sanitaria, Caregiver Formale presso la SC Patologia delle Dipendenze ed Epatologia dell’ASL3 c/o Ospedale Policlinico San Martino e-Responsabile Segreteria Organizzativa del Centro Alcologico Regionale Ligure.

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