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Vele d'Epoca Flavio Grassi
Vele d'Epoca 2022

Il fascino delle Vele d’Epoca per il campione Flavio Grassi

Nelle limpidissime e ventosissime giornate del secondo fine settimana di settembre a Imperia sono tornate le Vele d’Epoca.

Calata Anselmi è l’affaccio al mare di Borgo Marina, accanto al Museo Navale e a breve distanza dalla collina del Parasio che è il centro storico di Porto Maurizio, la metà “genovese” di Imperia.

Qui ogni pomeriggio arriva una folla di visitatori, alcuni sono esperti di vele e di marineria altri semplici profani curiosi di osservare le eleganti barche “antiche” che si preparano a trascorrere la notte all’ormeggio dopo la giornata di regata. A bordo o sulla banchina gli equipaggi lavorano, sistemano, riordinano e si riuniscono per fare il punto della situazione.

 

Vele d'Epoca Flavio Grassi
Vele d’Epoca 2022: gli equipaggi si preparano alla partenza

Ieri pomeriggio, noi di Liguria.Today abbiamo fatto due chiacchiere con Flavio Grassi, sanremese, classe 1968, velista di fama internazionale, per sapere da un esperto qual è il fascino, qual è il significato delle Vele d’Epoca per chi va per mare a vela, per i “velisti veri”.

Flavio ci dice che le barche moderne, quelle su cui regata anche lui, hanno tantissima tecnologia: hanno la chiglia che si alza per tenere la barca più dritta, si regolano le vele pigiando dei bottoni, etc…

Nelle barche d’epoca tutti questi marchingegni non esistono. Per cazzare le vele e compiere tutte le manovre necessarie si lavora tanto di braccia e di gambe. I timoni sono duri. per farli virare servono i velisti, serve la loro forza fisica.

È un modo parecchio diverso di navigare: le prestazioni delle barche d’epoca sono inferiori rispetto alle barche moderne…

Navigare e regatare sulle barche d’epoca è un po’ come correre la Formula Uno con le auto dei tempi di Nuvolari, di Fangio, o anche magari solo di Lauda e Regazzoni.

 

Vele d'Epoca Flavio Grassi
Vele d’Epoca 2022: tanto legno e poca tecnologia

Insomma, il fascino delle Vele d’Epoca sta soprattutto nella maggiore importanza che ha l’uomo rispetto alla tecnologia.

Nelle barche d’epoca c’è un rapporto molto più stretto tra i velisti, i marinai, e la barca, il mare, il vento. Si potrebbe dire (aggiungo io) che forse è il fascino dei “bei tempi andati” in cui l’abilità dell’essere umano contava di più delle capacità della macchina.

Poi, aggiunge Flavio Grassi, “le barche sono bellissime, hanno il fascino e l’eleganza del passato, con gli alberi in legno… perché i loro armatori sono dei pazzi, collezionisti appassionati, tengono le loro barche come soprammobili, e noi velisti andiamo sopra e cerchiamo in tutti i modi di distruggerle… ma ci tengono anche loro a vincere quindi sono contenti se le “tiriamo” un po’! Le barche d’epoca ti portano ad essere un marinaio come una volta, perché per andare a vela con quelle barche devi essere prima marinaio, poi velista. Se sei solo un velista ma se non sei marinaio sulle barche d’epoca non riesci ad andare”.

 

Vele d'Epoca
Vele d’Epoca 2022 a Imperia

La chiacchierata finisce parlando dei Consoli del Mare di Sanremo.

Flavio Grassi lo è stato negli anni scorsi e mi pare doveroso chiedergli chi sono questi personaggi, la cui periodica nomina viene celebrata con una cerimonia che nella cosiddetta Città dei Fiori e del Festival riscuote sempre attenzione e successo da parte dei cittadini e della stampa.

Storicamente i Consoli del Mare erano coloro che nel porto di Sanremo gestivano tutte le operazioni portuali, aiutavano a risolvere i problemi tra i mercantili che attraccavano e gli armatori o i clienti, si occupavano del buon funzionamento del porto.

 

Vele d'Epoca
Vele d’Epoca: tutto pronto alla partenza

 

Oggi il titolo di Console del Mare è soltanto un’onorificenza che viene data a chi è o è stato “un marinaio”.

E fa piacere riceverla perché significa l’aver fatto qualcosa di bello e di utile sul mare e per il mare.

 

Tutte le foto sono di proprietà di Gianni Dall’Aglio

 

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Info Gianni Dall'Aglio

Genovese, per ragioni familiari divido (anzi, raddoppio) la mia vita tra Genova e Sanremo. Dopo la laurea in Geologia ho lavorato all’Università di Genova ma da più di vent'anni collaboro con case editrici locali e nazionali come autore di libri, guide, articoli su turismo, storia, arte e scienze; sono Direttore Responsabile del Gazzettino Sampierdarenese, socio del Club per l'UNESCO di Sanremo e delegato regionale del FAI, Fondo Ambiente Italiano. La mia famiglia comprende anche cinque gatti e un numero quasi incommensurabile di alberi di bosco e piante da giardino.

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