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Dipendenza da Internet
Stile di vita

Dipendenza da Internet: aumentano i casi. Peggiorano i dati sulla popolazione femminile

È uscita da poche settimane la Relazione al Parlamento del Dipartimento per le Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri sullo stato delle dipendenze in Italia.

Il problema della dipendenza tecnologica è in costante crescita con conseguente incremento dell’uso di video giochi e dell’isolamento sociale da parte dei nostri ragazzi.

L’accessibilità a Internet risulta estremamente elevata nella fascia di età fra i 15 e i 19 anni.

Infatti, la quasi totalità degli studenti Italiani (97%) afferma di possedere un device adatto alla navigazione su Internet e di averlo utilizzato per connettersi.

Inoltre, prendendo in esame un qualunque giorno di scuola, il 43,3% degli studenti riferisce di essere rimasto collegato mediamente più di 4 ore alla rete. Lo smartphone (96,9%) risulta lo strumento più frequentemente usato per accedere a Internet, seguito dal computer portatile o fisso (75,7%) e dal tablet (29,8%).

Circa la metà degli studenti ha, inoltre, affermato di possedere tutti e tre i dispositivi informatici. Per quanto riguarda il tempo trascorso online i dati sono riportati nella tabella riportata qui sotto.

I dati peggiori coinvolgono la popolazione femminile.

Possono insorgere danni psico-fisici già con un’esposizione fra 2-4 ore, ma oltre le 4 ore il comportamento è rischioso con probabile insorgenza di dipendenza.

 

Tabella – Numero di ore di utilizzo di Internet (15-19 anni)

0    ore   3.7%
<1  ora   7.7%
1-2 ore 20.5%
2-4 ore 24.9%
4-6 ore 20.4%
>6  ore 22.9%

 

Relativamente alle attività svolte online, il 92,9% degli studenti afferma di collegarsi ad Internet per utilizzare chat e social network, l’86,1% per fare ricerche o leggere quotidiani e l’80,8% per scaricare film o ascoltare musica. Tutte e tre le attività sono state svolte in quote maggiori dalle ragazze. In percentuale minore, gli studenti utilizzano Internet per giocare a giochi di ruolo o di avventura, ambientati in mondi virtuali (41,8%), per collegarsi a siti per adulti (37,2%) e per giocare a giochi di abilità come il sudoku, il biliardo o i solitari (16,9%). Per quanto riguarda le differenze di genere, quest’ultime attività risultano più comuni fra i ragazzi.

Negli anni la percentuale di ragazzi dipendenti da Internet sta rapidamente aumentando 

Un dato rilevante è che fra i ragazzi che utilizzano internet per più di 4 ore si assiste ad un maggiore consumo di sostanze psico-attive illegali: nel 43.9% fra chi chatta o sta sui social e nel 18.8% fra chi scarica/ascolta musica.

Due fenomeni strettamente collegati all’utilizzo dei social sono: Internet Challenge e il Gaming.

Il primo è caratterizzato da sfide e/o prove che possono indurre a comportamenti dannosi e pericolosi che “fa vivere” il soggetto in un mondo virtuale  spesso con adulti di cui non si conosce il profilo e il secondo è caratterizzato dall’uso di video giochi. L’8,5% e il 15,7% riferiscono di aver giocato, in media, per oltre 4 ore al giorno, rispettivamente nei giorni scolastici ed extrascolastici. Questi sono giovani certamente problematici.

Utilizzando invece un test specifico oggettivo (non fondato quindi da quanto riportato soggettivamente dai ragazzi) la percentuale di soggetti a rischio sale sino al 21.3% degli studenti giocatori (questionario ESPAD-Italia). Questi ragazzi sono nervosi e irritabili se non possono giocare. Hanno, inoltre, un minor rendimento scolastico.

Vi è un’associazione significativa con il consumo di alcol, soprattutto con la modalità del binge drinking (bere per ubriacarsi) (27-31%), fumo di sigaretta (15-20%), sostanze psicoattive illegali (18%) e cannabis (14-18%).

Cosa fare?

Innanzitutto prevenire con le corrette informazioni e con una corretta formazione ad iniziare dagli ultimi anni della scuola primaria/secondaria di primo grado. Naturalmente i genitori devono rivedere i propri comportamenti per diventare l’esempio su cui il ragazzo costruisce la sua crescita.

È comunque opportuno inserire l’educazione all’utilizzo dei social in un contesto più ampio di Educazione ai Corretti Stili di Vita (vedere Centro Studi del Centro Alcologico ASL3 Liguria e percorso per docenti/genitori Educazione a Corretti Stili di Vita ASL3 Liguria – chiave d’accesso gratuita; https://www.asl3.liguria.it).

I genitori comunque devono essere vigili attraverso l’osservazione e l’ascolto dei propri figli. In caso di dubbi parlarne con il pediatra o con il medico di famiglia.

I genitori possono avvalersi di un test per l’identificazione di un uso problematico di Internet (Test di screening Short Problematic Internet Use Test – SPIUT), facilmente reperibile in rete.

Nei casi di comportamento rischioso e problematico è opportuno che i genitori si avvalgano dei centri specialistici sul territorio in accordo con il pediatra o il medico di famiglia. Anche se ad oggi l’evidenza scientifica non ha inserito nessuno strumento validato nelle linee guida, certamente i vantaggi sono significativi.

Come per tutte le dipendenze un farmaco indispensabile, gratuito e riconosciuto dall’evidenza scientifica è la frequenza dei gruppi di auto mutuo aiuto per la dipendenza tecnologica.

Devono partecipare sia i ragazzi che i genitori. Ad oggi purtroppo tali gruppi sono poco rappresentati sul territorio nazionale. È nostro dovere promuoverli e favorirli. L’associazione della loro frequenza ai trattamenti tradizionali aumenta di molto la percentuale di successo.

 

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Gianni Testino Balbinot Patrizia LiguriaToday
Lavoriamo in un settore sanitario che si occupa di patologie legate al consumo di alcol e/o sostanze da ormai più di quindici anni. Per Liguria.Today curiamo il magazine “Alcool, sostanze & C.”, un inserto bisettimanale che ha lo scopo di fornire informazioni utili alla lotta alle dipendenze e agli stili di vita scorretti, e scambiare con chi lo desidera, opinioni, pensieri riflessioni e critiche Gianni Testino è Primario SC Patologia delle Dipendenze ed Epatologia dell’ASL3 c/o Ospedale Policlinico San Martino e Coordinatore del Centro Alcologico Regionale Ligure. Patrizia Balbinot è Operatrice Socio Sanitaria, Caregiver Formale presso la SC Patologia delle Dipendenze ed Epatologia dell’ASL3 c/o Ospedale Policlinico San Martino e-Responsabile Segreteria Organizzativa del Centro Alcologico Regionale Ligure.

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