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Viaggi dell'orrore - Trasporto Suini

I viaggi dell’orrore dei suini e la mancanza di normative etiche

Suini e viaggi dell’orrore

Oggi fa caldo, molto caldo, davvero troppo caldo. L’idea della spiaggia con queste temperature africane non mi solletica neanche un po’.

Ho deciso di starmene a casa, anche se potrei andare a fare un giro e riposarmi un po’ dalle fatiche della settimana.

Invece sono qui seduta al mio Pc, ho acceso il ventilatore e cerco di bere tanta acqua per evitare di disidratarmi.

Sono queste le strategie messe in atto per difendersi da un sole oggi violento e da temperature che rischiano di rallentare le sinapsi.

Non riesco a rilassarmi, però. Il mio pensiero va ai video che ho visionato nell’ultima settimana per alcuni articoli di prossima pubblicazione.

Video che documentano il trasporto di suini in camion roventi, sprovvisti di acqua e costretti a viaggiare ammassati per oltre otto ore prima di giungere al macello.

Sono immagini che al netto, davvero, di ogni possibile retorica, mi spezzano il cuore.

Perché non credo sia un comportamento umano infliggere scientemente sofferenze indicibili a chi non ha nessuna colpa e nessuna possibilità di scegliere.

L’impegno della LAV

La LAV, Lega Anti Vivisezione, documenta in modo puntuale questi viaggi dell’orrore.

Insieme alle altre associazioni animaliste presenti in Italia porta avanti le sue battaglie per risparmiare le indicibili sofferenze cui questi animali vengono costantemente sottoposti.

Dal sito ufficiale della LAV: “Ogni anno 500 milioni di animali sono trasportati lungo le nostre strade: di questi, oltre 5 milioni viaggiano per migliaia di chilometri, anche per più giorni, spesso in condizioni drammatiche, con temperature proibitive, senza soste, cibo o acqua.

Sono animali costretti a sofferenze terribili anche durante il loro ultimo viaggio. Nel 2020, in Italia sono morti durante il trasporto più di 5 mila maiali (Fonte: BDN).

L’esito drammatico di viaggi dove il benessere di questi animali viene completamente calpestato.

 

LAV – Dalla parte degli animali

 

Oltre a batterci per una legge che ponga fine a questi viaggi infernali, siamo in prima linea per portare alla luce la sofferenza degli animali trasportati.

Collaboriamo con le Forze dell’Ordine da ormai più di dieci anni, con cui abbiamo creato una task force operativa per i controlli su strada.

La realtà drammatica che emerge dai controlli rivela che in 8 casi su 10 vengono riscontrate gravi irregolarità.

Grazie al lavoro portato avanti da LAV, l’impunità per i comportamenti illegali non è più tollerata, e una singola sanzione può arrivare a decine di migliaia di euro.”

“La civiltà di un popolo si misura dal modo in cui tratta gli animali”

Queste le parole del Mahatma Gandhi. E aveva ragione da vendere. D’altronde basta osservare tutto quello che quotidianamente accade intorno a noi per capire che di umano, nel mondo che abitiamo, è rimasto ben poco.

E non mi vengano a chiedere che cosa c’entrano i suini stipati in un camion per ore con gli episodi di violenza che ascoltiamo ogni giorno.

C’entrano eccome, perché la mancanza di rispetto verso gli altri, siano appunto persone o animali, indica anche e soprattutto la mancanza di empatia.

E l’empatia, che ogni animale possiede, è la capacità di immedesimarsi nell’altro e di capire che sta soffrendo.

Per questo motivo non riesco a concepire che sia ad oggi legale trasportare animali in condizioni a dir poco disumane.

Non riesco a non soffrire mentre chiudo gli occhi e penso a ciascuno di quei poveri maiali rinchiuso per ore ed ore a soffrire.

E’ atroce anche solo pensarlo, ma credo che la morte, alla fine di sofferenze simili, possa risultare quasi una sorta di liberazione.

 

Ghandi

 

Alla base di tutto questo orrore – il trasporto dei suini è solo uno dei tanti strazi ai quali assistiamo – regna sovrano l’antropocentrismo.

Il credere, di fatto, che l’essere umano è al centro del mondo: punto di partenza, questo, per comportamenti che di umano non hanno assolutamente nulla.

Animali sottoposti a sofferenze e stress prolungati

Le sofferenze inflitte a questi e ad altri poveri animali che hanno come unico scopo quello di fornire a noi umani del cibo, si ripercuotono anche sul nostro essere.

Non è infatti possibile che nutrirsi della sofferenza altrui possa fare bene.

Lo stress prolungato al quale questi animali vengono sottoposti, la quantità di antibiotici a loro somministrati, le condizioni di vita e di trasporto indiscutibilmente disumane, non possono “regalarci” un pasto salutare.

Esistono importanti studi medici in grado di rilevare la presenza di più o meno alti livelli di cortisolo nella carne prodotta da suini che hanno sofferto per trasporti e trattamenti violenti ed inadeguati.

Ecco che coloro che smettono di nutrirsi di carne non lo fanno perché la trovano cattiva, o per ideologie particolari.

Lo fanno molto semplicemente perché ritengono inaccettabile cibarsi della sofferenza altrui.

Anche tra chi mangia carne, però, è sentito il problema della sofferenza cui gli animali vengono sottoposti.

Per questi motivi trovo inaccettabile che ad oggi, pur con qualche passo avanti rispetto ai decenni scorsi, non ci sia ancora una normativa realmente rispettata a tutela dei maiali e del loro trasporto.

Tilly Metz del Parlamento Europeo

Il Parlamento Europeo ha negli anni scorsi riscontrato numerose inadempienze nell’applicazione delle regole esistenti in materia di trasporto degli animali. Ad oggi si attende la revisione della normativa prevista per il 2023

Questa la dichiarazione di Tilly Metz, membro del Parlamento Europeo: “Il mancato rispetto delle norme sul trasporto animale è un rischio per il loro benessere ed ingiusto per gli allevatori.

L’UE deve migliorare e completare la sua legislazione in materia di benessere degli animali, in modo da assicurare che ogni animale goda dello stesso livello di protezione, indipendentemente da dove sia nato, cresciuto o macellato.”

La carenza di normative ed il mancato controllo dell’effettiva osservanza di quelle vigenti, dà origine ad un limbo nel quale ciascun allevatore e trasportatore può adottare comportamenti contrari ad ogni senso logico ed umano.

Ciascuno di noi, contrario a queste torture, può fare la sua parte.

Ci si può informare sui siti delle associazioni animaliste. Si può prendere visione, pur con le lacrime agli occhi, dei video che documentano quello che davvero succede ai suini trasportati al macello.

“Questa commissione d’inchiesta – spiega Tilly Metz – non avrebbe mai visto la luce, se non fosse stato per l’incessante pressione da parte della società civile.

E da parte dei cittadini preoccupati e stanchi di leggere sui giornali notizie sul trasporto degli animali. E’ molto chiaro che una larga maggioranza di cittadini vuole un rapido miglioramento della situazione”.

Spetta a ciascuno di noi pretendere un’informazione adeguata. E normative precise in grado di regolamentare, in un’ottica decisamente più etica, il trattamento dei suini da carne.

Possiamo anche supportare le tante valide associazioni che svolgono lavoro di indagine a tutela degli animali.

Quello che non possiamo fare è girarci dall’altra parte con disumana indifferenza perché davvero il mondo e gli animali non ci appartengono.

 

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Info Rosella Schiesaro

Nata a Savona, di origini toscane, Rosella Schiesaro ha svolto per più di vent'anni attività di ufficio stampa e relazioni esterne per televisioni, aziende e privati. Cura per Liguria.Today la rubrica Il diario di Tourette dove affronta argomenti di attualità e realizza interviste sotto un personalissimo punto di vista e con uno stile molto diretto e libero. Da sempre appassionata studiosa di Giorgio Caproni, si è laureata con il massimo dei voti con la tesi “Giorgio Caproni: dalla percezione sensoriale del mondo all’estrema solitudine interiore”. In occasione dei centodieci anni dalla nascita del poeta, ci accompagna In viaggio con Giorgio Caproni alla scoperta delle sue poesie più significative attraverso un percorso di lettura assolutamente inedito e coinvolgente.

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