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F/EAR di P.E.A.C.E
Copertina del magazine Psyche Out

VV.AA. “F/ear this!”, 1987 P.E.A.C.E.

 

Locandina dell’album F/Ear This! di P.E.A.C.E

 

PAURA: “Stato emotivo di repulsione e di apprensione in prossimità di un vero o presunto pericolo” (Enciclopedia Treccani).

Interessante compilation di inediti del 1987 da parte di artisti (particolarmente orientati verso la grey area), a sostegno della pubblicazione “A rivista anarchica”.

Non si trattava di un semplice ensemble di gruppi, ma di un’idea precisa, legata al tema del progetto: la paura, nelle sue diverse forme ed interpretazioni.

Uscito per la P.E.A.C.E. record, ovvero un’associazione  di etichette alternative, (tra cui Blu Bus, Tunnel,  Trax etc,) ricevette moltissimo materiale a testimonianza di quanto il progetto era sentito che si concretizzò con la realizzazione di un album doppio, per oltre due ore di  “musica/interpretazioni”. Si rese quindi necessaria una dolorosa selezione, al fine si sfoltire le opere ricevute.

In allegato, vi è un book di quasi trenta pagine, dove gli artisti hanno dato libero sfogo alla creatività attraverso poesie, disegni, pensieri, ad interpretare il tema proposto,  il tutto assemblato con maestria da Vittore Baroni, grande mail artista, esperto di controcultura, critico musicale, eclettico.

Tra i venticinque artisti che compongono la raccolta, vi è un’estrema varietà.

Personaggi che non avevano mai inciso nulla come il duo olandese femminile Two Tone (con vocalizzi degni di Diamanda Galas)  con sax e piano , gli  italiani  “2+2=5″ che propongono un mix  tra  avanguardia e sonorità industriali, che hanno all’attivo un solo tape, affiancati a veterani del circuito come i Nurse With Wound (anche se qui leggermente sottotono) con il brano “Ship of the dead” o i Possession di Stephen Thrower, ex Coil, con “De vermis“.

Nel mezzo tanti brani interessanti, partendo dal blues dei Detonazione al rock esoterico dei Thelema, passando per quello oscuro dei Weimar Gesang, i LA 1919 con la loro elettronica asfissiante, per arrivare ai francesi Oriental Express con la nenia ipnotica di “In articolo mortis” ed altri ancora  sempre di ottimo livello, per chiudere con la stupenda “Un anno nelle favelas” di Giorgio Cantoni, ex Detonazione.

Un grande progetto, un ottimo risultato, a favore di una pubblicazione che purtroppo non è riuscita a sopravvivere negli anni:

À rivista anarchica febbraio/1971 – ottobre./2020.

 

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Info Silvano Pertone

"Dio del rock ( e non solo...) fa' che resti sempre alternativo" Coinvolto per un decennio nel mondo dell'underground grazie alla mia fanzine, oggi guardo ad altre scene sempre alternative, in primis la mail art.

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