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programma politico di Italia al Centro
Giovanni Toti

Elezioni, Toti prende tempo sulle alleanze. Presentato il programma di Italia al Centro

La notte sembrerebbe aver portato consiglio al Presidente della Regione Giovanni Toti che nei giorni scorsi si era lasciato andare a diverse dichiarazioni a tratti un po’ contradditorie che sembravano ipotizzare uno sguardo a sinistra dell’ex membro di Forza Italia.

Nella conferenza stampa, tenuta alla Camera dei Deputati questa mattina e mandata in diretta streaming sul canale Youtube dell’istituzione, il governatore della Liguria avrebbe dovuto rivelare gli alleati con cui intende correre nelle prossime politiche di settembre. Invece, ha preso tempo, rimandando la dichiarazione alla prossima settimana.

Ha invece presentato il programma politico di Italia al Centro fondato su 3 caposaldi: chiarezza, concretezza e pragmatismo.

Accantonato quindi ancora per qualche giorno il “gioco della coppie sotto l’ombrellone“(come definito da Toti quanto si legge in questi giorni sui quotidiani circa i movimenti di partito in questa nuova campagna elettorale ormai avviata e già sviluppata nel suo lato più polemico), il fondatore di Italia al Centro si concentra sui temi fondamentali su cui far volgere la propria campagna elettorale convinto (giustamente) che – ora come ora – agli italiani interessino più i prossimi passi da fare per salvare il Paese anziché i soliti “giochini politici” tra partiti.

Ai giornalisti presenti in conferenza, Toti ha dunque presentato – per voce del senatore Gaetano Quagliariello – il suo programma politico articolato in 12 argomenti, all’interno del quale – su sua stessa ammissione – sono ricompresi alcuni punti dell’agenda Draghi.

Tra i più importanti il primo riguarda la posizione atlantista-europeista del Paese assolutamente da mantenere.

Dobbiamo avere un collocazione chiara in Europa e nel mondo. Dobbiamo stare nella NATO e a fianco dei nostri alleati storici come gli Stati Uniti. Riportarci a un clima di guerra fredda credo che non sia consono al Paese, come non penso che nessuna forza politica abbia mai pensato che il nostro fronte fosse quello di Putin. – ha detto Toti – Non credo che chiunque vada a palazzo Chigi possa mai governare rinunciando alla Nato, all’Unione europea, alla moneta unica.”

A seguire il tema della modernizzazione del Paese. 

Una modernizzazione che per il governatore della Liguria deve passare attraverso la realizzazione concreta di di grandi opere infrastrutturali. Opere portuali, come la Diga del Porto di Genova, “forse la più opera marittima prevista in questo Paese“. Ma non solo. “Servono opere che guardino alla transizione ecologica: come ad esempio, un potenziamento della rete ferroviaria e dei servizi pubblici – quali autobus – per incentivare le persone a non utilizzare il mezzo privato, gallerie attraverso cui far passare i treni sotto le montagne“. Per fare tutto questo Toti ammette “serve una revisione del Codice degli Appalti. Una revisione che però venga poi approvata in Parlamento e non solo ipotizzata a voce

Si è parlato anche di fisco, debito pubblico e pace fiscale. Di rimettere mano al mercato, in particolar modo quello del lavoro, e di riformare il superbonus.

Altresì si è parlato di “reddito di resilienza”, che andrebbe a sovrascrivere il reddito di cittadinanza “che è stato un fallimento“, e di dignità salariale. Di profonda riforma del welfare in ambito sociale per aiutare le famiglie in difficoltà. Di transizione ecologica, di riforme istituzionali, di coesione territoriale tra Nord-Sud e zone interne e zone costiere (“Non è possibile avere un paese a due velocità” ha detto Quagliariello).

Alcuni di questi punti – secondo il senatore Quagliariello – sarebbero già correlati da disegni di legge pronti da presentare.

Di tutte queste tematiche Toti si è detto “pronto a discuterne con tutte le altre forze politiche.Aggiungendo: “La prossima settimana riuniremo gli organi di partito e avvieremo il confronto a partire da questo programma e dai problemi reali di questo Paese. le nostre liste sono quasi pronte, valuteremo – visto che questa legge elettorale lo consente – quali saranno le forze politiche al cui fianco scendere in campo”.

 

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