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Da Sestri Levante a Moneglia
Torre Baffe

La traversata da Sestri Levante a Moneglia

In una caldissima giornata di aprile, tra Sestri Levante e Moneglia, ho scoperto le infinite gradazione di azzurro che si mescolano tra il cielo e il mare. La traversata Punta Manara – Punta Baffe – Moneglia è un’escursione strepitosa, ma piuttosto impegnativa e certo non adatta a questa stagione, ma da programmare in periodi con temperature più sopportabili.

Punta Manara è una meta conosciutissima e molto frequentata, difficilmente ci sono punti così panoramici (instagrammabili direbbe qualcuno) e al contempo facilmente raggiungibili.

Il tratto è breve, si percorre in meno di un’ora con un dislivello modesto. La via d’accesso parte dal carruggio di Sestri Levante, infilandosi sotto un voltino in vico del Bottone. Da lì si prosegue in salita verso il colle della Mandrella, inizialmente su una mattonata tra le case, per poi raggiungere il sentiero, immerso tra il verde profumato della vegetazione mediterranea e il blu senza fine del mare.

Penisola Sestri Levante
Sestri Levante e la Baia del Silenzio

 

Il rischio qui è di restare abbagliati dalla bellezza, fermandosi ogni tre passi per catturare bellissimi scorci della Baia del Silenzio.

La punta del promontorio si raggiunge con un ultimo sforzo, salendo una ripida scala in pietra. Di Torre Manara resta solo un rudere, a memoria del sistema di torri di avvistamento che punteggiavano i promontori all’epoca della Repubblica di Genova.

Ruderi di Torre Manara
Ruderi di Torre Manara

 

A strapiombo sul mare, il panorama è mozzafiato, non c’è altro modo per definirlo, con buona pace di sinonimi meno abusati e termini evocativi.

Punta Manara
Punta Manara

 

Riguadagnato il sentiero scendiamo a Riva Trigoso, tra olivi, lecci e fioriture primaverili, fino a raggiungere le case e la passeggiata a mare.

Dopo una velocissime pausa pranzo su una panchina assolata, il tempo di ricaricare la borraccia alla fontanella e via, si riparte direzione Punta Baffe.

Costeggiamo i cantieri di Riva e nella zona Valle Lago, passate le prime case, ritroviamo il Sentiero Liguria, che sale in un paesaggio arido e brullo, ricordo indelebile di un terribile incendio che anni fa ha devastato questo versante. A poco a poco la natura si sta riprendendo i suoi spazi, con erica arborea in fiore e arbusti di ginestra.

Dopo una decina di km dalla partenza giungiamo ai piedi della torre di Punta Baffe, incorniciata tra macchie di corbezzoli.

panorama da punta baffe
Panorama da Punta Baffe

La vista che si gode da qui fa ben comprendere la strategicità del suo posizionamento, in grado di tenere sotto controllo un vasto braccio di mare minacciato dalle scorrerie saracene e comunicare agevolmente a vista con le postazioni a levante e a ponente.

Raggiunte tutte le mete che ci eravamo prefissate, entriamo in modalità “via del ritorno” senza però aver pianificato il percorso con accuratezza. Cosa da non fare mai!

Arrivate a Vallegrande, aggirato l’agriturismo Nua Natua, forse manchiamo un bivio che ci avrebbe portato su un itinerario più agevole.

Ci ritroviamo su un sentiero per capre, quasi totalmente privo di vegetazione e con una pendenza notevole. Dopo una salita senza fine, in cui confesso di aver avuto anche qualche momento di scoramento, finalmente scolliniamo e iniziamo la discesa, altrettanto ripida, verso Costa di Comunaglia e Case Venino.

Non mi stancherò mai di suggerire l’uso dei bastoncini da trekking, che soprattutto in discese impervie e sconnesse non solo evitano – o accompagnano dolcemente – le cadute, ma aiutano a conservare in buona salute le ginocchia.

Già dimenticata la fatica della salita, finalmente al fresco di un tratto ombroso, possiamo di nuovo lasciarci catturare dal paesaggio.

Panorama Moneglia
Verso Moneglia

 

Davanti a noi si apre il Golfo di Moneglia in un abbraccio turchese.

L’ultimo tratto tra Case Venino e la stazione di Moneglia, ormai in sicurezza sul selciato, lo facciamo quasi a rotta di collo, per timore di perdere il treno del ritorno.

L’itinerario completo è lungo circa 16 km, con alcune salite un po’ impegnative; indispensabili scarpe da trekking e una buona riserva d’acqua. A parte l’ultimo tratto (Punta Baffe-Moneglia) in cui non abbiamo incontrato quasi nessuno, il resto del percorso è molto frequentato e offre diversi punti sosta attrezzati con tavoli e panche.

Il suggerimento “sostenibile” è quello di muoversi in treno: la stazione di Sestri Levante è servita benissimo, Moneglia un po’ meno, ma in caso di attesa tra un treno e l’altro si può sempre fare un salto in spiaggia!

 

(foto: Claudia Fiori)

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Info Claudia Fiori

Genovese solo a metà, ho i piedi in riva al mare, ma la testa e il cuore in montagna. Ho chiuso la laurea in chimica in un cassetto e il mio laboratorio è diventato il territorio. Mi occupo di progetti per sviluppare il turismo rurale, promuovere l'entroterra ligure con le sue storie e i suoi personaggi, valorizzare un patrimonio poco conosciuto e sorprendente di natura, tradizione, cultura.

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