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Sistema Sanitario Nazionale

Sanità tartaruga: quando la burocrazia viene prima della salute del malato

E’ sempre la stessa musica.

Che il Sistema Sanitario Italiano abbia tempi molto lunghi quando si tratta della prenotazione e dell’espletazione di esami e visite specialistiche è risaputo da anni. Tempi che, a volte, potrebbero benissimo essere definiti “biblici”.

Tutti gli italiani – sfido seriamente a trovare qualcuno che non abbia mai avuto un’esperienza simile –  almeno una volta nella propria vita hanno avuto a che fare, direttamente o indirettamente, con i vari CUP o sistemi di prenotazione sanitari sentendosi rispondere che “purtroppo è tutto prenotato. Il primo posto disponibile è tra 3 mesi. ” (n. d. autore: per come siamo messi c’è da dire che entro i 3 mesi ci si può ancora ritenere fortunati)

Chi può aggira l’ostacolo rivolgendosi alla sanità privata, costosa ma rapida. Chi non può invece si rassegna all’attesa e ogni tanto prova a vedere se – miracolosamente – si fosse all’improvviso liberato qualche posto per poter anticipare la propria visita o il proprio esame.

Da queste premesse non si direbbe proprio che il nostro Sistema Sanitario Nazionale sia uno dei migliori al mondo! Invece è così. ** 

[Per chi non lo sapesse la Sanità italiana è considerata una delle migliori a livello globale perché “libera”. Da noi chiunque abbia bisogno di un aiuto medico trova la porta aperta. A differenza invece degli Stati Uniti – un esempio tra tanti altri – dove chi non possiede un’assicurazione sanitaria invece non può permettersi alcun tipo di prestazione che vada oltre la banale visita al Pronto Soccorso.]

 

Ma si sa, migliore non vuol dire perfetto!

E nessuno, infatti – probabilmente – si aspetta la perfezione assoluta (possibile solamente in uno Stato utopico dove tutto funziona e tutto va sempre bene)!

Diciamo però che tutti – almeno una volta – abbiamo sperato in… qualcosina di più!?

ALT, qui è meglio fare una precisazione.

Nessuno mette in discussione le grosse difficoltà – evidenti e comprensibili – che inevitabilmente si vengono a creare quando si ha a che fare con un sistema così grosso e complesso come quello del nostro Sistema Sanitario Nazionale.

Siamo tutti consapevoli dei costi esosi che richiede mandare avanti un apparato come questo. Così come siamo a conoscenza della valanga di richieste che arrivano quotidianamente. Del problema della mancanza di personale sanitario che è spesso su tutti i notiziari nazionali. Delle difficoltà causate dalla pandemia Covid, con gli alti contagi tra il (poco) personale…. Dei turni moltiplicati e massacranti. Degli stipendi sottopagati. Dei Pronto Soccorso sotto stress per via degli accessi continui. E dei vari altri mille mila problemi che nascono ogni santo giorno…

Sì, ci rendiamo perfettamente conto che mandare avanti il Sistema Sanitario italiano è tutt’altro che uno scherzo.

Pur tuttavia siamo anche consapevoli che per poter usufruire di tutti i servizi pubblici –  compreso quello sanitario – noi cittadini paghiamo fior di tasse.

Senza contare i vari ticket per poter aver accesso alle prestazioni mediche (esami o visite che siano). [n. d . autore: sorvoliamo volutamente su quest’ultimo argomento perché meriterebbe un discorso a parte solo con il fatto (a dir poco ridicolo perché totalmente – e almeno apparentemente – privo di logica… Per lo meno a noi…) che persone giovani e inoccupate – quindi prive di qualsiasi forma di introito – sono costrette a pagare il ticket per ogni prestazione al pari della persona che invece lavora o percepisce una pensione. Meglio sorvolare… Lunga vita ai genitori/nonni/zii eccetera eccetera…]

Pertanto non ci sembra assurda la pretesa di ricevere una cura quando siamo malati. E invece no! O meglio….

La cura arriva, ma con quali tempistiche?

La risposta che dovrebbe essere banale spesso banale non è. [E ci si sente come dentro a una partita di Dungeons and Dragons dove per avere successo in un’azione occorre tirare un dado da 20 e pregare di fare 15 o più….]

In alcuni casi la cura è immediata. In altri invece, vuoi per problemi tecnici o per problemi burocratici, le tempistiche si allungano e al paziente – se non vuole morire – [n.d.a: e noi pensiamo che nessuno lo voglia] è costretto a trovare soluzioni alternative (e qui si torna al discorso fatto prima).

E’ il caso di Laura (nome di fantasia), nostra lettrice, che ci ha raccontato una situazione spiacevole che sta vivendo proprio in questi giorni.

Laura, già invalida quasi al 100%, ha recentemente scoperto di soffrire di una nuova grave patologia per cui necessita dell’ausilio di un macchinario per poter tenere sotto controllo la malattia.

Tale macchinario le può essere dato gratuitamente dalla ASL, a condizione però che Le sia riconosciuta l’invalidità per questa specifica patologia.

Questo significa che finché Laura – 72 anni – non completerà le pratiche di aggravamento della sua invalidità con l’aggiunta di questa nuova patologia all’elenco di quelle già riconosciutele, non potrà ricevere il macchinario che le serve e non potrà iniziare la sua cura salva-vita.

Fermiamoci di nuovo un attimo e ragioniamo….

Chi ha avuto a che fare con pratiche di invalidità sa bene quali sono le tempistiche dietro un iter del genere.

  • Prima bisogna andare dal proprio medico curante (e di questi tempi forse è più facile e veloce fare il giro del mondo che prendere appuntamento con il medico…) e avviare la richiesta per l’invalidità/aggravamento.
  • Poi con la richiesta in mano bisogna andare da un CAF per inoltrala all’INPS (e anche qui, altro appuntamento….).
  • Una volta ricevuta la richiesta di invalidità/aggravamento l’INPS deve valutare ogni singolo aspetto del caso attraverso una commissione medica ad hoc che, analizzando la/le cartella/e clinica/e del paziente, emette il suo insindacabile verdetto.
  • Per tutto questo di solito ci vogliono almeno 6 mesi…ALMENO!

Si capisce quindi la delusione di Laura dopo aver ricevuto questa (inaspettata) notizia!??

Direte voi, beh….ci sono le famose soluzioni alternative!

Sì, ci ha pensato anche Laura: affitto o acquisto diretto del macchinario da ditte specializzate. Nella speranza – quasi certezza – di poter poi avere almeno il rimborso nella prossima dichiarazione dei redditi 2023-2022.

Si parla di una cifra da 700 e oltre euro in entrambi i casi. Non proprio bruscolini.

Voi che fareste al posto della nostra scoraggiata Laura?

L’aggravamento dell’invalidità lo deve fare. Se non altro per segnalare un peggioramento delle proprie condizioni di salute e sperare che le venga aumentata la percentuale di invalidità quel tanto che basta per poter aver diritto ai vari aiuti economici (assegno di invalidità e quant’altro) ai quali finora non poteva aver accesso.

Ma per quanto riguarda la cura per la sua nuova malattia? Cosa fare?

Aspettare i tempi della legge e della burocrazia sperando che non succeda nulla di brutto nel frattempo (del resto fino a pochi mesi fa Laura non sapeva nemmeno di averla questa patologia ed è sempre andata avanti benissimo)? O procedere autonomamente – con le proprie forze – a recuperare il macchinario che le serve per poter iniziare subito la sua cura? *

Qualunque sarà la decisione di Laura, il problema di fondo appare comunque evidente.

Il nostro Sistema Sanitario, per quanto valido, ha ancora dei grandi grandissimi deficit!

E spesso, purtroppo, a farne le spese sulla propria pelle sono proprio le persone fragili e malate. Quelle stesse persone fragili e malate di cui – lo andiamo dicendo costantemente – dovremmo prenderci cura!

 

Editoriale a cura di Chiara Biffoni

 

Nota di autore: il caso di Laura è solo l’ultimo dei tanti casi di “lentezza sanitaria” di cui siamo venuti a conoscenza. Se anche Voi avete vissuto esperienze simili di disservizi sanitari, e avete piacere a condividerle con noi, potete scriverci a info@liguria.today. Proveremo a dare seguito alle vostre voci qui sul nostro giornale.

 

  • In un mondo/Stato utopico si sarebbe potuto dare a Laura, vista la gravità della sua patologia, il macchinario di cui necessitava permettendole così di iniziare a curarsi. E nel frattempo lei, persona onesta, avrebbe dimostrato, attraverso tutte le pratiche INPS del caso, di averne effettivamente diritto/bisogno. Ringraziamo i tanti “furbetti” se il nostro Stato è ben lontano dall’essere utopico!

** Secondo Bloomberg Economic News, azienda leader nel mondo per quanto riguarda soprattutto le notizie di analisi finanziaria, nel 2019 l’Italia era al 2° posto nell’elenco dei 25 paesi con il miglior sistema sanitario al mondo.

 

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