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Ponte Morandi: la miglior difesa è l’attacco

Gli avvocati dell’ex amministratore delegato di Aspi Giovanni Castellucci partono subito all’attacco: “Il ponte è crollato per un vizio costruttivo”.

Queste le parole dell’avvocato difensore Giovanni Accinni: “Credo che tutti desiderino poter avere un accertamento della verità, quindi una giustizia con verità nel rispetto effettivo delle regole del processo e perciò anche del contraddittorio delle parti nel rispetto di quelli che sono effettivamente i fatti e non una forma di vendetta”.

Parole pronunciate prima dell’inizio del processo per il crollo del Morandi che come tutti sanno provocò la morte di 43 persone. L’avvocato ha poi proseguito dicendo:

“Speriamo di chiarire in contraddittorio e speriamo questa volta in modo gentile. Se saranno come noi siamo certi, rispettate le regole per le quali la colpevolezza deve essere accettata legalmente e fuori dalla favola e quindi nel rispetto dei fatti, emergerà che il Ponte è crollato per un vizio costruttivo. L’ingegnere Castellucci non ha nessuna responsabilità penale rispetto a quanto gli è stato contestato. Il rispetto per chi è morto in un modo tanto assurdo è di una compartecipazione totale. Faccio presente che anche l’innocente se venisse condannato diventerebbe a sua volta una vittima”.

Un’affermazione pesantissima quella dell’avvocato che urta contro le aspettative dei parenti delle vittime. Il presidente del Comitato vittime Morandi Egle Possetti ha infatti a sua volta dichiarato che:

“Dopo quasi quattro anni d’attesa inizia il processo e noi abbiamo tante aspettative. Abbiamo l’aspettativa che porti giustizia, che faccia chiarezza e sulle cause e sulle responsabilità che hanno portato all’uccisione dei nostri familiari, perché altrimenti le morti dei nostri cari saranno state inutili e loro non potranno riposare in pace. Noi pensiamo che con tutto quello che è emerso in questi quattro anni con l’indagine approfondita della Guardia di Finanza e degli organi inquirenti, con le analisi accurate della Procura, a mano a mano che emergevano elementi importanti in qualche modo mutava la strategia della difesa. La perizia di periti indipendenti, commissionata dal Giudice, individua le cause del crollo nella scarsità se non assenza di manutenzione. Già dal 2013 era nota la pericolosità di questa infrastruttura e non si è fatto nulla.

Le dichiarazioni iniziali della difesa e di Egle Possetti annunciano sin da subito la battaglia senza esclusioni di colpi che verrà combattuta sotto il Ponte crollato.

Nell’immagine in evidenza fotografia del Ponte Morandi crollato presa da La Stampa.

Vittorio Dufour

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