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Quinta ondata Covid: contagi in continuo aumento

 

Oggi in Italia la percentuale di persone maggiori di dodici anni che ha completato il ciclo vaccinale anti-Covid è al 90%. Un altro 5% è guarito dal Covid nell’ultimo semestre. L’immunità di gregge dovrebbe quindi essere garantita. Eppure i contagi dell’ennesima variante del famigerato Coronavirus stanno aumentando di continuo. Anche tra i vaccinati (benché, per questi ultimi, in misura minore e con effetti in genere non gravi).

I sintomi iniziali, spesso pesanti nei primi giorni, laddove si manifestino, sono tosse, mal di gola, affaticamento, congestione nasale, mal di testa. I soggetti più a rischio di contrarre virus e patologie correlate sono i non vaccinati e i fragili. Ma anche ad anziani, donne e bambini i medici consigliano in genere di mantenere maggiori cautele per evitare il contagio.

Da marzo si è assistito, in relazione alla variante Omicron 2, a un progressivo calo della curva dei contagi e dei ricoveri, confermato anche nei mesi successivi. Da allora però si è registrata anche l’insorgenza di altre tre varianti.

Siamo ora alla quinta ondata Covid, in cui imperversa la variante Omicron 5, definita ‘il virus più veloce del mondo’ per l’estrema contagiosità, superiore a quella del morbillo e della varicella. L’incubazione è veloce: in media è scesa da 10/12 giorni sino a 72 ore. Anche la negativizzazione è piuttosto veloce: può bastare una settimana. L’indice R0 si situa tra 15 e 17. A confronto la variante Wuhan aveva un R0 di 2.5 e la Delta di 7. Ciò significa che una persona affetta da Omicron 5 può contagiarne altre 15-17.

La patogenicità invece è risultata sinora ben più bassa rispetto alle prime ondate Covid del 2020, quando si registravano punte anche di mille morti al giorno. L’indice Rt (tasso di positività) è però schizzato in pochi giorni al 27,4%. Il momento in cui si è avvertito il ‘cambio di passo’ del virus può essere fissato a fine giugno.

Il report Fiaso (Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere) riferito al 28 giugno lancia l’allarme: aumentano del 17,7% i ricoveri per o con Covid, soprattutto quelli ordinari (con incremento specifico del 20,9%). Aumentano anche, nella misura del 34,5%, i pazienti con sindromi polmonari che necessitano di assistenza respiratoria e ventilazione.

Un dato confortante: nelle Terapie intensive ci sono pochi ricoveri Covid. Di questi il 38% riguarda pazienti non vaccinati. La percentuale di non vaccinati con patologie respiratorie e polmonari tipiche del virus Sars-Cov-2 sale tuttavia al 56%. L’età media di questi pazienti si è abbassata: 59 anni per i vaccinati e 48 per i non vaccinati. Si registra anche un aumento di ricoveri pediatrici (nella misura del 13,3%), soprattutto nella fascia di età 0-4 anni.

Fatte queste doverose premesse, vediamo qual è l’impatto del fenomeno per quanto riguarda i ricoveri in Liguria tramite un raffronto tra date prese a campione: 15 febbraio, 23 marzo, 28 giugno e 3 luglio.

I dati Alisa-Ministero della Salute del 23 marzo indicavano che nell’intera Liguria i casi Covid (esclusi guariti e deceduti) erano 17.354, di cui 9.825 nell’ex Provincia di Genova. 253 erano i ricoveri Covid totali (oltre il 50% in meno rispetto al 15 febbraio). 7 i casi trattati in Terapia Intensiva in tutta la Liguria (19 in meno rispetto al 15 febbraio). Risultava un decesso.

Per un utile raffronto, ecco i dati del 28 giugno: nell’intera Liguria i casi Covid (esclusi guariti e deceduti) erano 15.002 (2.352 in meno rispetto al 23 marzo, ma 952 in più rispetto al giorno precedente), di cui 8.356 nell’ex Provincia di Genova. 192 erano i ricoveri Covid totali (14 in più rispetto al giorno precedente). I 3 casi trattati in Terapia Intensiva in tutta la Liguria erano così distribuiti: uno nell’Asl 2 Savonese, uno al Policlinico San Martino e uno al Galliera. Risultavano tre decessi: due al Galliera (una donna di 95 anni e un uomo di 76) e uno nell’Asl 2 Savonese (una donna di 89 anni).

Ed ecco, infine, i dati del 3 luglio: nell’intera Liguria i casi Covid (esclusi guariti e deceduti) sono 18.433 (461 in più rispetto al giorno precedente), di cui 10.045 nell’ex Provincia di Genova. 250 sono i ricoveri Covid totali (10 in più rispetto al giorno precedente). I 6 casi trattati in Terapia Intensiva in tutta la Liguria sono così distribuiti: uno nell’Asl 2 Savonese, due al Policlinico San Martino e tre al Galliera. Non risultano decessi.

Quanto durerà l’attuale ondata di Omicron 5? Gli esperti parlano di due-tre settimane. Ma sugli scenari futuri sono vaghi. L’Asl 3 invita i soggetti ultraottantenni e fragili a rafforzare la risposta immunitaria sottoponendosi alla quarta dose. Naturalmente la raccomandazione di vaccinarsi vale anche per chi non lo ha ancora fatto o lo ha fatto in modo incompleto. In autunno saranno per tutti disponibili vaccini più evoluti, specifici anche per le ultime varianti del virus.

Marco Bonetti

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Info Marco Bonetti

Marco Bonetti
Nato a Genova (1961), funzionario e avvocato presso una grande azienda pubblica genovese da non pochi decenni, ha sempre parallelamente coltivato la cultura umanistica in varie declinazioni. È redattore, per diletto, dal 1994 del Gazzettino Sampierdarenese, sul quale pubblica mensilmente articoli culturali divulgativi, specie su temi storici e linguistici, soprattutto relativi a Genova e alle altre aree di influenza ligure nel mondo, ma anche su questioni di politica sociale (specialmente in campo sanitario) e di vario genere cronachistico. Appassionato di Enigmistica Classica, collabora come autore alle Riviste specializzate del settore (per abbonati). Dal 2020 collabora con l’Unione Giornalisti e Comunicatori Europei anche come consulente storico e divulgatore. Nel 2021 la sua trattazione "Genovese e monegasco: due tradizioni a confronto" è stata pubblicata negli Atti del XVI Colloquio Internazionale dell'Accademia delle Lingue Dialettali del Principato di Monaco.

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