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Nuova diga foranea: gli ultimi sviluppi

Il presidente dei porti di Genova Paolo Emilio Signorini ha dichiarato oggi che la nuova diga foranea di Genova sarà più corta di 200/330 metri per procedere in fretta alla sua realizzazione.

Oltre a essere più corta per risparmiare sui costi, la negoziazione sarà portata avanti anche con altre imprese oltre alle due cordate che avendo manifestato interesse non hanno però presentato l’offerta.

Il presidente Signorini, in una intervista al Secolo XIX, si è inoltre detto sicuro che il Governo darà priorità all’opera nei fondi per gli extra costi.

Ricordiamo ai nostri lettori che la nuova diga foranea di Genova è una delle opere simbolo del Pnrr. Il costo della sua realizzazione completa ammonta a un miliardo e 300 milioni di euro.

La prima parte dei lavori pari a 929 milioni per i quali la gara è andata deserta, prevede il posizionamento di 104 cassoni in cemento armato a una profondità di 50 metri. i cassoni sono alti 28 metri, larghi 24 e lunghi 40.

I motivi del ritiro dalla gara delle due cordate sono l’aumento dei costi dei materiali a causa della guerra in Ucraina, la sottostima dell’importo di base d’asta, e le eccessive penali.

Signorini ha anche puntualizzato che: “Una cosa è imputare il ritiro delle cordate a questi fattori, altra è asserire che negli ultimi tre anni abbiamo sbagliato tutto. C’è un problema sistemico, visto e considerato che anche Rfi ha ritirato diversi bandi per poi riemetterli. Non condivido questo clima di frustrazione eccessiva. Abbiamo testato il mercato e adesso possiamo rivedere alcuni elementi del bando e tornare sul mercato. Andremo, come è possibile fare, a una negoziazione diretta sul mercato con chi ha partecipato alla manifestazione di interessee anche con altri soggetti. Le imprese potranno proporre migliorie che rispettano il progetto approvato dal Consiglio superiore dei lavori pubblici ma che consentano di risparmiare. Il molo da 2.8 Km potrebbe diventare più corto di 2-300 metri, salvaguardando le caratteristiche di sicurezza e risparmiando così centinaia di milioni. Poi c’è l’adeguamento dei prezzi attraverso il dl Aiuti che riconosce un forfettario del 20% come adeguamento del prezzario regionale. Se ci fosse un ulteriore aumento è prevista una copertura del 90%di questa eccedenza”.

Secondo i calcoli del Governo gli extra costi sono intorno ai 150-200 milioni, però la norma attuale prevede che qualsiasi numero oltre questa cifra è coperto al 90%. Il problema è che ancora oggi le imprese ritengono che questa tutela non sia sufficiente. 

Roberto Baghino

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Info Roberto Baghino

Scrittore e organizzatore di eventi culturali. Tra le sue pubblicazioni Il sipario di Maissa(2004), Virginia (2006), Atti lunici(2008), Storie di cani (2019). Tra i testi teatrali rappresentati Il sesso di Igor (2007), Puntura (2008). Con Davide Barabino ha realizzato i cortometraggi Scheria(2008), Ecco (2008). Fondatore e redattore della rivista cultura Il Cormorano dal 2000 al 2006.

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