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La Liguria tra siccità e incendi

Siccità e incendi stanno spaventando la Liguria, e la Regione tiene sotto costante monitoraggio la situazione idrica.

Il presidente Giovanni Toti, a causa delle scarse piogge cadute in Liguria, ha dichiarato che:

“La settimana scorsa abbiamo riunito l’Osservatorio dei corpi idrici, presieduto da Regione Liguria e dall’Autorità di bacino dell’Appennino settentrionale. L’Osservatorio raggruppa tutti i soggetti gestori: nei prossimi giorni, con gli esiti dell’Osservatorio alla mano, decideremo quali misure di indirizzo intraprendere e quindi trasmettere ai Comuni e agli Enti gestori Ato provinciali, che restano i titolari delle azioni da intraprendere direttamente sul territorio”.

A Genova non piove ormai da 40 giorni, e alcuni dati raccolti confermano che tra gennaio e giugno quest’anno sono caduti 100,6 mm di pioggia contro i 537,8 che cadono mediamente. 

A Spezia 233,8 su una media di 722,3 

A Imperia 90 su una media di 372,2

Ed è proprio da ponente che giungono le prime notizie di razionamento idrico. Sono infatti nove i comuni in provincia di Imperia dove sono state emanate ordinanze che vietano l’utilizzo dell’acqua fornita da acquedotto pubblico per qualsiasi scopo che non sia alimentare o igienico sanitario.

Si tratta di Borghetto d’Arroscia, Diano Argentino, Dolcedo, Molini di Triora, Pieve di Teco, Pontedassio, Prelà, Vasia e Vessalico.

In tre frazioni di Pieve di Teco, il sindaco ha anche ordinato di non utilizzare più di 200 litri di acqua al giorno per ogni singola utenza. Mentre a Vasia sono state chiuse tutte le fontane pubbliche.

Insieme ad altre regioni, la Liguria ha quindi chiesto il sostegno del Governo per affrontare l’emergenza idrica. La riunione dell’esecutivo per analizzare la situazione della siccità nelle diverse regioni e valutare eventuali misure per fare fronte all’emergenza dovrebbe tenersi questa settimana.

Alla riunione dovrebbero partecipare il ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli, e il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani. 

La scarsità dell’acqua nelle nostre regioni è una situazione che bisogna affrontare subito: livelli dei fiumi non sono mai stati così bassi, le piogge sono più che dimezzate, e il territorio è martoriato da temperature inusuali.

Lo stato di emergenza è già stato chiesto da Veneto, Lombardia e Piemonte. E il presidente Bonaccini ha annunciato che lo chiederà anche l’Emilia Romagna. 

Alla siccità sono ovviamente legati gli incendi che divampano alimentati dal vento e dal caldo aggredendo la vegetazione secca. Come quello in corso ad Arma di Taggia vicino al viadotto dell’A10, e a causa del quale sono state evacuate molte persone.

Pare che l’incendio sia “partito” ieri pomeriggio da una campagna con annessa baracca, per poi estendersi a un intero versante della Valle Argentina sfiorando le abitazioni. Sono al lavoro per spegnerlo i Vigili del fuoco di Liguria e Piemonte, volontari delle protezione civile, tre Canadair e un elicottero.

 

 

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