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Genova Blue, Green e Smart: la visione della città futura all’Assemblea Pubblica di Spediporto

Questa mattina, presso la Sala delle Grida del Palazzo della Borsa, si è tenuta l’Assemblea Pubblica dei Soci di Spediporto.

L’Assemblea è ruotata intorno alla fine del mandato presidenziale di Alessandro Pitto, e sui risultati ottenuti durante i lavori svolti nei sei anni della sua carica.

 

 

Oltre ai Soci di Spediporto erano presenti anche il Presidente della Regione Giovanni Toti, il Sindaco di Genova Marco Bucci, il Presidente della Camera di Commercio di Genova Luigi Attanasio.

E ancora il Segretario Generale della ASDP MLO Paolo Piacenza, il candidato Sindaco di Genova Ariel Dello Strologo, i rappresentanti di tutte le categorie e i nostri parlamentari.

L’assemblea di questa mattina è stata anche la prima Assemblea pubblica dopo il difficile periodo di pandemia, dopo quella intitolata We Bridge Worlds – che affrontava il tema della ricostruzione del Ponte Morandi in chiave pragmatica e propositiva, intrecciandolo idealmente con la capacità insita nella professione degli spedizionieri di costruire ponti tra mondi diversi, “tra l’est e l’ovest, tra la terra e il mare, tra l’industria e la logistica”.

Durante i sei anni di mandato, Alessandro Pitto ha dovuto affrontare due nemici insidiosissimi: il Covid 19 nelle sue varie mutazioni e varianti, e la guerra in Ucraina col conseguente aumento dei prezzi al consumo.

Nonostante ciò” ha affermato Alessandro Pitto “dopo la flessione del 2020 il commercio estero italiano ha avuto una ripresa nel 2021.

Sono tornati a crescere sia l’export (+ 21,0%), sia l’import (+ 30,2%).

L’Italia si colloca all’8° posto nel ranking mondiale come paese esportatore e all’11° come importatore.

Il traffico containers nel 2021 è stimato in 179,1 milioni di TEUs, con una crescita del 6,6% rispetto al 2020. Risultato che segna un’inversione di tendenza rispetto alla flessione dell1% registrata dal dato 2020 su 2019.

Gli aumenti più importanti riguardano in import verso il Nord America e il Sud America, e in export dai Paesi del Far East.

Considerando la particolarità dell’anno 2020, se si mettono a confronto i dati del 2021 con quelli del 2019, si nota però che su diverse trade lanes la ripresa del 2021 non è stata tale da recuperare i livelli pre-pandemia“.

 

 

Dopo avere illustrato la situazione dei MED PORTS con un aumento del 4,8% rispetto al 2020, e i porti del Nortehrn Range con una crescita del 5,6%, Alessandro Pitto ha chiarito la situazione relativa alla portualità italiana.

Affermando che i porti italiani sono tornati a crescere, superando per la prima volta la soglia degli 11 milioni di TEUs movimentati.

“In particolare” ha sottolineato Pitto “il porto di Genova. Che con 2.781.112 TEUs raggiunge il miglior risultato di sempre in netta crescita rispetto sia al 2020 sia al 2019“.

Per quanto riguarda la Logistica i dati sono molto importanti. In Italia, infatti, il mercato dei servizi logistici ha raggiunto gli 84,8 miliardi di euro, a  cui vanno aggiunti i 49.3 miliardi di euro del segmento della Contract Logistics.

Tale risultato va anche imputato alla maggiore considerazione di cui godono oggi logistica e trasporti.

“E non bisogna dimenticare” ha spiegato Alessandro Pitto ” che dopo i lockdown causati dal Covid è stato proprio il mondo della logistica a fare sì che merci, medicinali e prodotti di prima necessità fossero sempre disponibili nel supermercato sotto casa“.

Si è così capito l’importanza di poter contare su di un sistema logistico “efficiente e silenzioso, paragonabile a una rete idrica che porta l’acqua nelle nostre case”.

 

 

Secondo Alessandro Pitto, il contesto dinamico e imprevedibile creato dalla pandemia e dalle nuove condizioni geopolitiche va affrontato con cooperazione e condivisione.

E con una unione di intenti che permetta di sfruttare al meglio le possibilità offerte dal Pnnr. ”

Perché se è vero che nei porti di Genova, Savona e Spezia la Liguria ha tre asset fondamentali per lo sviluppo, è altrettanto vero che sono fondamentali anche gli asset di cantieristica e IT, di turismo e florovivaismo”.

Per sfruttare al meglio questi asset, Alessandro Pitto indica come necessarie la realizzazione di alcune opere quali:

  • Il terzo valico dei Giovi
  • Il nuovo nodo ferroviario
  • La nuova diga foranea
  • La riorganizzazione dello snodo di San Benigno e della nuova viabilità portuale
  • Il miglioramento dell’accessibilità ferroviaria al bacino di Genova Prà.

“Un programma complessivo di 27 interventi per un controvalore di circa 2 miliardi di euro che si stima genereranno un’occupazione diretta di 22.500 unità nei prossimi quattro anni”.

 

 

Una serie di lavori da eseguire, ovviamente, in un’ottica di sostenibilità ambientale vera e concreta.

Nel senso che “Non possiamo limitarci a una mera operazione di green wishing, ma dobbiamo ripensare daccapo modelli organizzativi e modalità produttive”.

Una sostenibilità che dovrebbe anche prevedere e includere alcuni criteri sui quali poggia una smart city.

E precisamente: Smart Connectivity, Smart Governance, Smart Services, Smart Automation, Smart Health, Smart Mobility.

 

 

 

Nell’immagine di copertina Alessandro Pitto fotografato da Alessio Ferretti

 

 

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