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12 maggio: giornata mondiale dell’infermiera e dell’infermiere

In Italia, secondo noi di Liguria Today, sono soprattutto due le professioni sottovalutate e mal retribuite. Gli infermieri e gli insegnanti.

E poiché oggi è la giornata mondiale dell’infermiera e dell’infermiere, sorvoliamo sulla disgrazia tutta italiana che subiscono quotidianamente gli insegnanti, per dedicarci a rendere omaggio a coloro che curano e accudiscono. E che nel periodo più difficile della pandemia hanno quadruplicato il loro sforzo sino al punto di mettere in pericolo la propria stessa vita.

A tale proposito, ricordiamo il primo messaggio in onore di tutti gli infermieri, anche dei “caduti” di questa professione durante la pandemia, che sollevò il 12 maggio 2020 il Papa all’inizio della messa mattutina a Casa Santa Marta:

“Preghiamo oggi per gli infermieri, le infermiere, uomini, donne, ragazzi, ragazze, che hanno questa professione, più di una professione, è una vocazione, una dedizione. Il Signore li benedica. In questo tempo della pandemia hanno dato esempio di eroicità. E alcuni hanno dato la vita“.

Il 12 maggio 2020, in piena emergenza Covid, cadeva il bicentenario della nascita della “Signora con la lanterna”, la famosa fondatrice dell’assistenza infermieristica moderna – al secolo, Florence Nightingale.

Florence nacque infatti nel 1820 a Firenze, e fu la prima ad applicare il metodo scientifico attraverso l’utilizzo della statistica, e a proporre un’organizzazione per gli ospedali da campo.

Il 12 maggio 2020, il presidente dell’ordine delle professioni infermieristiche Danilo Massai affermò che:

“L’assistenza infermieristica è una professione che, ora più di prima, richiede forza fisica, mentale ed emotiva. Gli infermieri a lavoro in questi giorni difficili stanno ricordando e onorando, con il loro operato, i sacrifici e i progressi compiuti dall’intera categoria dal 1800 a oggi. Celebriamo dunque Florence Nightingale e tutti gli infermieri impegnati, a vario titolo e negli ambiti più disparati,ad assistere e salvare vite umane ogni giorno”.

Siamo partiti dal 12 maggio 2020 perché anche per gli infermieri, e soprattutto per loro, la pandemia ha segnato un prima e un dopo. La vita prima, e la vita dopo. E quello che viene chiamato un “ritorno alla normalità”, in realtà è  l’inizio di un periodo più complesso e stressante. Sia per le burocratizzazione del lavoro, sia per il rapporto col paziente e i familiari.

Oggi, la federazione Nazionale delle professioni infermieristiche ha scelto come tema della ricorrenza 2022 “Ovunque per il bene di tutti – infermieristica di prossimità per un sistema salute più giusto ed efficace”.

Per l’occasione sono state realizzate tre diverse locandine incentrate su alcuni dei valori propri delle professioni infermieristiche, con 3 headline e altrettanti sottotitoli:

L’infermiere è vita – Senza infermieri il rischio di mortalità aumenta del 30%;

L’infermiere è relazione – Senza infermieri non c’è prossimità territoriale e le cure del paziente rischiamo di essere abbandonate;

L’infermiere è futuro – Senza infermieri il nostro Servizio sanitario nazionale non cresce.

 

 

 

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