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Si allungano i tempi del Processo Morandi: al via il 7 luglio con due nuovi magistrati

Il presidente del Tribunale di Genova Enrico Ravera ha accolto la richiesta di astensione dal processo Morandi di due magistrati.

Cambia così, a quasi due mesi esatti dalla data di inizio che è il 7 luglio prossimo, il collegio di giudici del processo ai 59 accusati per il crollo del Ponte Morandi.

I magistrati che hanno chiesto di potersi astenere sono Riccardo Crucioli e Valentina Vinelli.

Riccardo Crucioli è fratello dell’avvocato e senatore Mattia Crucioli, che a marzo scorso ha depositato una class action contro Aspi per i danni conseguenti al crollo del ponte.

Valentina Vinelli ha invece chiesto di astenersi per motivi familiari.

Come già scritto in precedenti articoli, le accuse rivolte ai 59 imputati sono le seguenti: omicidio colposo plurimo, omicidio stradale, crollo doloso, attentato alla sicurezza dei trasporti, falso, omissione di atti d’ufficio e rimozione dolosa di dispositivi di sicurezza. 

Inoltre, secondo i pm, la maggior parte degli indagati sapeva che il ponte sarebbe potuto crollare, ma nessuno mosse un dito per evitarlo.

“Da una costola del Ponte Morandi” erano anche state avviate tre indagini separate su: barriere fonoassorbenti pericolose, falsi report su viadotti stradali, e gallerie non a norma.

La Procura ha riunificato le tre indagini e sta per chiuderle. I pm Stefano Puppo e Walter Cotugno hanno infatti chiesto di fissare l’udienza stralcio per la selezione delle intercettazioni. Tra le persone indagate ci sono l’ex amministratore delegato Aspi Giovanni Castellucci insieme a Michele Donferri, ex responsabile della manutenzione Aspi, Paolo Berti, ex direttore delle operazioni centrali, Antonio Galata, ex ad di Spea. Oltre a tecnici e dirigenti delle due società.

Secondo la guardia di Finanza, i tecnici Spea ammorbidivano i rapporti sullo stato dei ponti per evitare i lavori. Durante l’inchiesta hanno anche scoperto che le barriere fonoassorbenti montate su alcuni tratti autostradali erano difettose e si erano staccate creando problemi agli utenti.

“Sono attaccate col vinavil” ha detto uno degli intercettati al telefono. 

a dicembre 2019, invece, si erano staccate 2 tonnellate di cemento dalla volta della galleria Berté, per fortuna senza causare feriti né vittime.

Sono 56 gli indagati di queste tre indagini riunificate.

Nell’immagine in evidenza il Tribunale di Genova

 

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