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25 aprile: celebrazioni e polemiche durante la festa per la Liberazione

Come da programma, le celebrazioni genovesi del 25 aprile si sono aperte questa mattina al cimitero monumentale di Staglieno con la commemorazione dei Caduti Partigiani e di coloro che furono deportati nei lager nazisti.

Alle 10, da Piazza della Vittoria, è poi partito il corteo accompagnato dalle musiche eseguite dalla Filarmonica Sestrese. Arrivato a Ponte Monumentale, il corteo si è fermato per deporre le corone al sacrario dei caduti partigiani. E prima di ripartire per raggiungere Largo Pertini, è stata letta la motivazione della Medaglia d’oro al valor militare alla città di Genova e all’Atto di Resa delle truppe tedesche.

Da Largo Pertini, il corteo ha successivamente raggiunto Piazza Matteotti, dove hanno preso la parola il sindaco Marco Bucci e il presidente Giovanni Toti prima dell’orazione commemorativa di Giovanni Maria Flick, presidente emerito della Corte Costituzionale.

Ed è stato proprio durante la cerimonia in Piazza Matteotti che si sono levati più volte i fischi di alcuni contestatori. Anche se in realtà, nessuno dei tre oratori si è lasciato intimidire dai fischi e dalle contestazioni ricevuti. Il sindaco Bucci ha detto che:

“Oggi festeggiamo il 25 aprile tutti insieme, senza alcuna distinzione, tutti quanti uniti dalla voglia di libertà, democrazia e pace. Onoriamo 1800 e più persone che sono morte e sono i nostri partigiani morti per noi. Festeggiamo più di 2100 persone deportate, festeggiamo anche quelli che hanno lavorato nelle fabbriche per sabotare le armi, per far sì che non fossero usate contro gli italiani: a tutte queste persone va il nostro riconoscimento e il nostro grazie per averci donato la libertà, la democrazia e l’uguaglianza tra tutti. Vogliamo che questi valori siano distribuiti tra tutta la città, ne siamo più che orgogliosi. La città di Genova non sente quelli che protestano, sente quelli che sono d’accordo su queste cose. La città di Genova sente i valori e non li discute, non li porta in piazza per fare rumore ma per festeggiarli tutti insieme”.

Più piccato invece il presidente Giovanni Toti, che ai fischi ha replicato:

“Siamo qui a festeggiare una giornata che ha permesso anche a voi di fischiare. Fatemi però dire che è bello ritrovarci qui dopo due anni, fatemi ringraziare tutti coloro, medici e operatori sanitari, che ci hanno consentito di tornare a festeggiare in piazza. Voglio anche ricordare che se siamo qui lo dobbiamo a chi è sceso in piazza dopo aver ascoltato le parole lette alla radio da Sandro Pertini, che leggendo un comunicato del Cln chiedeva ai cittadini di riscattare il proprio onore liberandosi con le proprie forze. Credo che questo sia lo spirito con cui  dobbiamo affrontare oggi la nostra giornata”.

Nella sua orazione commemorativa, Giovanni Flick ha esordito dicendo di sentirsi onorato di celebrare il 25 aprile a Genova. Una città che nel 2009 ha ricevuto la medaglia d’oro al valor civile, nel 2019 omaggiava le lettere dei condannati a morte in cui si comprendeva il sacrificio della vita per lasciare la libertà a chi li avrebbe seguiti, e “Oggi” ha affermato Flick “ricordiamo anche le vittime del Morandi. A me sembra che Genova debba affrontare due nuovi profili di resistenza: le conseguenze della pandemia con le disuguaglianze che il Covid ha aggravato, e le conseguenze della guerra in Ucraina”.

 

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