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Scolmatore Bisagno: bloccati i lavori per interdittiva antimafia

La prefettura di Salerno ha disposta una interdittiva antimafia per il consorzio di imprese che sta eseguendo i lavori  per lo scolmatore del Bisagno. E cioè delle opere che servono a depotenziare le piene e a scongiurare nuove possibili alluvioni.

Lo ha annunciato il presidente Giovanni Toti, dicendo che “Ho avvisato il ministro Cingolani ed è partita subito la lettera per la cessazione dei lavori. Verranno fatte le sole opere di messa in sicurezza. Inoltre abbiamo avviato la procedura per la risoluzione contrattuale e partiranno le procedure per un nuovo affidamento“.

L’interdittiva antimafia è stata notificata al consorzio stabile ReseArch che ha appalti anche nel Terzo Valico e nella costruzione di una scuola a Sarzana. La stazione appaltante che ha scelto è Invitalia, che è stazione appaltante dello Stato, “Perché si tratta di un appalto governativo” spiega Toti “risalente agli anni di Italia Sicura e poi transitato sotto l’egida del ministero della Transizione ecologica“.

Toti ha poi aggiunto che non ci saranno significativi ritardi nella realizzazione dello scolmatore, anche se un po’ di ritardo è inevitabile accumularlo.

L’assessore ai Lavori pubblici Giacomo Giampredone ha invece ribadito che “Appena si insedierà la nuova azienda, si occuperà coi sindacati di fare applicare la clausola di salvaguardia per i circa cinquanta lavoratori che erano impegnati nel cantiere”.

Da parte sua il presidente del Municipio Media Valbisagno Roberto D’Avolio ha dichiarato che “Questa vicenda rischia di essere devastante per chi vive il quartiere interessato dalla prima fase dei lavori”.

D’Avolio si riferisce ai residenti di Via Emilia che stanno subendo da più di un anno un cantiere impattante e che ora rischia “Di diventare un cantiere fantasma. Nei prossimi giorni chiederemo un incontro urgente con i tecnici e amministratori per chiarire alla cittadinanza ogni aspetto della vicenda”.

L’aspettativa di D’Avolio è che una volta riassegnati i lavori, il Comune richieda l’attivazione del tavolo PRIS per indennizzare le attività commerciali e i residenti maggiormente colpiti dai disagi.

“L’interdittiva antimafia disposta dalla prefettura di Salerno riguarda l’intero consorzio ReseArch. Se avesse riguardato una sola impresa avremmo potuto procedere alla sostituzione, purtroppo non è così. Non abbiamo discrezionalità, la strada è obbligata” ha affermato l’avvocato Lorenzo Cuocolo.

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