Seguici su google news
Via Oberdan
disegno di Martina Musio

Via Guglielmo Oberdan, un grido di libertà per salutare Viadicendo

Immaginiamo un figlio illegittimo che diventa disertore del regno. E che rifugiatosi a Roma, nella sua minuscola stanza di Trastevere tiene appese due fotografie. Una di Gesù, e l’altra di Garibaldi.

Immaginiamo anche che questo figlio illegittimo, questo disertore dell’esercito imperiale, incontri Garibaldi nel 1879. E che l’eroe dei due mondi gli dia un bacio sulla fronte.

Un sigillo indelebile, un’autentica consacrazione. Ebbene, tre anni dopo quel bacio, Guglielmo Oberdan segue il feretro di Garibaldi con una bandiera di Trieste intorno al collo. Lo segue come se seguisse, per consacrazione, il proprio stesso feretro. Oberdan è dentro e fuori la bara di Garibaldi. Sta letteralmente camminando dietro di sé.

Mentre la fotografia di Gesù continua a rifulgere nella minuscola stanza di Trastevere. Illuminando i suoi passi al seguito del feretro. Così che appena deposta la salma, il germe del martirio inizia a divorare Guglielmo.

Trieste sarà libera solo grazie al mio martirio” pensa Guglielmo Oberdan intanto che prepara l’attentato, lui, figlio illegittimo, contro l’imperatore Francesco Giuseppe nonché illegittimo padre della patria di Oberdan.

Padre, Figlio, Gesù, Garibaldi, Imperatore… manca soltanto il luogo ideale in cui fare giocare insieme tutte queste figure simboliche e reali. E quale teatro migliore dell’Italia irredenta, per spezzare i fili del burattinaio austro-ungarico?

Proprio in occasione dei festeggiamenti per i 500 anni di dominio a Trieste?

Siamo sempre nel 1882. Pochi mesi dopo la morte di Garibaldi. Oberdan viene scoperto, arrestato e incarcerato. E di fronte al giudice si autoaccusa per immolarsi, diventando il primo martire della liberazione triestina.

Io ho confessato tutto ciò che può solo nuocermi” dice prima di essere portato sulla forca. E prima che i suoi piedi penzolino nel vuoto, con la corda al collo al posto della sciarpa, grida “Evviva l’Italia, Evviva Trieste libera!“. Mentre il rullo dei tamburi cerca di coprire la sua voce.

Ebbene, è con questo grido di Oberdan che sfugge al rullo di tamburi che si chiude il magazine ViaDicendo.

Si ringraziano tutti i lettori che ci hanno seguito durante questo lungo anno. E ai quali diamo appuntamento, sempre di venerdì, con un nuovo magazine che prenderà spunto dal cinema e dal teatro.

Condividi su
Spazi pubblicitari Liguria.Today

Info Roberto Baghino

Scrittore e organizzatore di eventi culturali. Tra le sue pubblicazioni Il sipario di Maissa(2004), Virginia (2006), Atti lunici(2008), Storie di cani (2019). Tra i testi teatrali rappresentati Il sesso di Igor (2007), Puntura (2008). Con Davide Barabino ha realizzato i cortometraggi Scheria(2008), Ecco (2008). Fondatore e redattore della rivista cultura Il Cormorano dal 2000 al 2006.

Lascia un commento

Liguria.Today