Seguici su google news
La voce della pace
Opera di Walter Festuccia

Includere e partecipare per costruire la società

Rispettare gli altri significa rispettare sé stessi. Includendo le altre persone, si intraprende il lento cammino della maturità della propria vita, partecipando delle cose pubbliche insieme alla collettività.

Nell’occasione della Giornata Mondiale della Consapevolezza dell’Autismo, World Autism Awareness Day (WAAD), indetta nel 2007 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite come incoraggiamento rivolto agli Stati Membri verso una maggiore sensibilizzazione rispetto all’autismo, lo scorso 2 aprile il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha dichiarato ciò che segue, in un messaggio dedicato alla Presidente dell’Associazione Nazionale per l’Autismo, Rosalia Pennino:

«In un contesto sociale in cui la pandemia ha acuito la distanza tra gli individui – sottolinea il Capo dello Stato – è fondamentale incrementare gli sforzi affinché l’inclusione sociale, l’accesso alle strutture didattiche e lavorative e, in generale, l’esercizio dei diritti fondamentali siano garantiti a tutti i membri della comunità senza alcuna forma di discriminazione e senza alcuna frapposizione di barriere al godimento di essi. Esprimo pertanto il mio apprezzamento per le iniziative di supporto alle famiglie e di sensibilizzazione dell’opinione pubblica che la vostra associazione sta portando avanti in molteplici ambiti. Con questo spirito, rivolgo ai presenti il mio incoraggiamento e formulo i migliori auguri.»[1]

Dopo gli ultimi anni di dolore e sconvolgimenti, sentiamo il bisogno profondo di tornare a vivere nella socialità. La società è un sistema umano di rispetto reciproco, che non potrebbe funzionare senza la maggiore partecipazione delle persone in essa coinvolte. Assistiamo, dopo anni faticosi, alla ripresa dei contatti umani; riguadagniamo giorno dopo giorno le distanze gli uni con gli altri e per farlo necessitiamo di includere chi vediamo diverso da noi.

Includere e partecipare

L’esempio dell’autismo porta di fronte alle nostre esperienze il fatto di potere imparare costantemente a valutare il mondo in cui viviamo, sotto nuove prospettive, nonché a poterci supportare gli uni con gli altri, senza alcuna pretesa rispetto alla propria identità.

La dignità, infatti, è la stessa per tutti: essa è il valore profondo di ogni persona. Quando amiamo, lo facciamo senza critica alcuna; anche per questa ragione, preferiamo costruire i nostri progetti amati, piuttosto che distruggerne i presupposti.

E se gli autistici guardano il mondo da punti di vista diversi, ciascuno di noi fa la stessa cosa rispetto alla propria razionalità. Non esiste una ragione collettiva, sebbene esista da sempre una vita in comune; includendo e partecipando della comunità, riscopriamo una occasione irripetibile, quella della vita, che ha valore solo se condivisa. Intraprendendo ogni giorno la scoperta della propria persona, si possono coltivare maggiormente le percezioni inclusive e partecipative verso gli altri, compagni del viaggio esistenziale di ognuno.

[1] https://www.quirinale.it/elementi/65757

PUÒ INTERESSARTI LEGGERE ANCHE > STORIE DI POTERE. COME NASCONO LE GUERRE

Condividi su
Spazi pubblicitari Liguria.Today

Info Laurent Vercken de Vreuschmen

Professore di lingue romanze e scrittore. Tra le sue pubblicazioni, le sillogi poetiche: Qualcuno di inadeguato (2018) e Gli sbagliati (2020).

Lascia un commento

Liguria.Today