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Gala Pas De Deux
Teatro Carlo Felice

Gala Pas De Deux: sfilata di stelle l’8 aprile al Carlo Felice

Andrà in scena l’8 aprile alle ore 20,30 al Carlo Felice Gala Pas de Deux una serata di grande danza e di straordinaria bellezza, patrocinata dal Comune di Genova, sponsorizzata da AON, sostenuta dall’associazione culturale Pasquale Anfossi e fortemente voluta da Jacopo Bellussi, etoile di Hamburg Ballet, direttore artistico dell’evento.

Il ricavato della serata verrà donato all’associazione Piccoli Cuori ODV, in ricordo di Mattia Napoli, per l’acquisto di dispositivi medici destinati al reparto di cardiologia dell’ospedale pediatrico genovese Gaslini.

Una vera e propria sfilata di stelle della danza internazionale e non solo, per Genova: Hamburg Ballet, Royal Ballet, Royal Danish Ballet Opera National de Bordeaux, Staatsballett Berlin Leipzig Ballet e con la partecipazione di Alina Cojocaru già Royal Ballet e English National Ballet.

I biglietti sono disponibili presso la biglietteria del Teatro Carlo Felice oppure online su www.vivaticket.com

Il violoncellista Giovanni Ricciardi sarà sul palco del Teatro Carlo Felice sia in veste di concertista di fama internazionale che di Ambasciatore di Genova nel Mondo per rendere omaggio alla sua città.

 

Giovanni Ricciardi
Giovanni Ricciardi (foto di Francesca Ricciardi)

 

Lei è stato nominato Ambasciatore di Genova nel Mondo dal Sindaco Marco Bucci nell’ottobre 2020, proprio al Teatro Carlo Felice in occasione delle Celebrazioni Colombiane, che cosa significa per lei e per la città di Genova questo incarico?

 Innanzitutto l’istituzione di questa tipologia di incarico onorario è stata un’idea del Sindaco. Anzi per usare le sue parole che ho ricevuto nella lettera che ha preceduto la nomina ufficiale:

Ambasciatore di Genova nel Mondo” inteso come l’attribuzione di una prestigiosa missione civica: l’Ambasciatore va inteso, infatti, come colui che rappresenta i talenti, le competenze e il fascino di una città che si vuole riscoprire Superba nei settori dello sviluppo economico e dell’industria, del porto e della logistica, della scienza e dell’alta tecnologia, del patrimonio culturale, storico, artistico e monumentale nonché in quello enogastronomico.“

Una visione bellissima, necessaria: la missione civica.

Ambito di cui la nostra città è stata un esempio unico al mondo, anche durante la tragedia e la ricostruzione in tempi record del Ponte Morandi.

La rete degli Ambasciatori di Genova nel Mondo nasce con una finalità altruistica tesa a rendere la città, in linea con il pensiero di tutta l’Amministrazione Comunale, più conosciuta in tutto il mondo sotto ogni profilo: industriale, economico, finanziario, culturale, commerciale e turistico.

Il ruolo degli Ambasciatori onorari di Genova nel Mondo si inserisce in una lunga tradizione storica della Città di Genova, volta al dialogo, alle relazioni sociali e internazionali che hanno reso la Superba al centro non solo dei commerci ma della diplomazia del Mediterraneo e oltre.

La nuova rete degli Ambasciatori mira, come anticamente, a rinsaldare amicizie tra moltissimi paesi del mondo con i quali la Superba ha saputo intrattenere relazioni, scambi culturali e commerciali. Si è sempre detto che i genovesi non sono mai vissuti a Genova, ed effettivamente anche la nuova rete degli Ambasciatori onorari recentemente creata sembra proprio darne dimostrazione.

Attualmente gli Ambasciatori di Genova nel Mondo sono 130, suddivisi per aree tematiche o meglio working group che sono: Hi Tech, Porto e Logistica, Salute, Cultura e Turismo, e suddivisi ancora per aree geografiche: UK, Americhe, Europa, Africa Middle East, Far East, con nove nazioni coinvolte.

Tutti insieme cerchiamo di far conoscere le nostre eccellenze e portare nuova linfa alla città. Progettiamo, creiamo, proponiamo, in accordo con l’Amministrazione Comunale, in base alle rispettive specificità, progetti che siano in grado di attirare su Genova, investimenti, opportunità, Cultura, Turismo, con l’obbiettivo di portare Genova sempre più sotto i riflettori dell’attenzione internazionale.

Ci racconti alcuni episodi in cui durante o dopo i suoi concerti nelle più importanti città del mondo ha avuto modo di parlare di Genova. I suoi interlocutori come hanno accolto le sue parole, conoscevano Genova, che immagine ne avevano?

Genova ha diversi legami molto forti con diversi paesi, con gli USA- ad esempio – dove c’è molto interesse anche per il Sistema dei Rolli, per le collaborazioni effettuate e progetti futuri con la New York Classical Music Society di New York di cui sono attualmente direttore artistico. Inoltre Genova è gemellata con Murcia, Marsiglia, Columbus, Odessa, Baltimora, l’isola di Chios, Fiume, Beyoglu (Instanbul), Cartagena, Ryazan.

Si, molte volte ho portato il pesto in aereo nei miei viaggi e ho cercato di descrivere questa meravigliosa città incastonata fra monti e mare, cieli azzurri di tramontana, gabbiani, vele (ho un cuore da velista).

Molte persone, credo anche grazie a me e alle mie descrizioni, sono venute a visitarla con occhi meravigliati, rendendosi conto che Genova è città assolutamente da vedere.

Aeroporto a pochi minuti dalla città, un’interessante architettura, palazzi con all’interno opere d’arte meravigliose, trasporti funzionanti (noi genovesi mugugnamo sempre ma vi assicuro che in tante città anche importanti ci sono grosse manchevolezze), strategicamente la città è a poco più di un centinaio di chilometri da Milano e da altri importanti nodi ferroviari e a meno di duecento chilometri dal confine francese. Senza considerare che è sul mare e che dispone di un grande porto e alcuni porti turistici.

Al mio maestro di violoncello, Michael Flaksman, piaceva molto Genova. Amava camminare nel centro storico quando veniva a trovarmi per fare le vacanze e mi diceva che nell’azzurro del cielo di questa città ci si sarebbe potuto perdere.

Ricordo la prima volta che ho parlato di Genova in Iran, a Teheran, le ragazze che partecipavano al masterclass mi hanno chiesto se si poteva andare a vedere il mare e stare in costume da bagno.

Cose che noi non mettiamo neanche in discussione.

In occasione del Capodanno 2015/2016 ho invitato personalmente 126 violoncellisti provenienti da tutte le parti del mondo, che si sono fermati 5 giorni realizzando 8 concerti per la popolazione e che ancora adesso hanno nel cuore Genova, la sua bellezza e la sua ospitalità.

Genova più che descriverla vale la pena di viverla e venire a visitarla. Queste sono le parole che più ho usato nei miei incontri. E ho anche detto che noi liguri, a dispetto dei luoghi comuni, sappiamo accogliere con calore e aprire la nostra porta di casa.

Parliamo di Cultura…

La Cultura è il mezzo necessario allo sviluppo sociale: si, perché crescere con il business e il marketing è importante ma senza una Cultura diffusa fra la popolazione il rischio è di costruire una cattedrale perfettamente funzionante ma vuota dentro, di immagine, di rappresentanza che fa però eco solo a se stessa e non ai bisogni delle persone.

Arte e Cultura sono per la gente, non per pochi eletti e prima ancora la cultura dell’Umanità.

La Musica, la Danza, la Pittura, la Poesia…sono messaggi che i popoli decodificano e tramandano nel tempo e che ricordano all’uomo quali sono i valori per cui vale la pena vivere, crescere e lottare.

Si perché per esempio nella musica la diversità è fonte di ricchezza e apprezzabile varietà, esattamente come nella vita.

Senza una Cultura diffusa si tende a dimenticare che siamo tutti in comunicazione, come se fossimo in un network si tende a separare le opinioni degli altri, schierandoci, anziché considerare una vera e propria fortuna poter ascoltare opinioni differenti dalle nostre o un valore aggiunto.

Basti a pensare al funzionamento dei Social, ci si schiera con un’opinione o una frase senza affrontare in realtà un vero dialogo.

Così impegnati a leggere sul telefonino le ultime news, non ci rendiamo conto che nella maggior parte dei casi la notizia non è più un servizio ma un prodotto e quindi funzionale a crearci un’opinione non nostra ma indotta.

Stessa cosa quando si cerca qualcosa su Google, quando scrivi una parola ne vengono fuori altre, quindi un motore di ricerca che in realtà è anche predittivo e ti spinge verso alcune delle molteplici risposte, molte delle quali sono indicizzate a pagamento.

Così indaffarati fra una news e l’altra, fra un social e l’altro, fra guardare continuamente cosa fanno gli altri senza muoverci realmente, la vita passa.

La Cultura invece risveglia le persone come quando in un teatro ci si trova tutti insieme ad applaudire e a emozionarsi, magari insieme a qualche migliaio di perfetti sconosciuti.

Questa è la magia dell’Arte e della nostra vita che reagisce alla bellezza.

Recentemente ho assistito a un’iniziativa molto bella del Comune di Genova, Jazz nei Vicoli, dove numerose piazze sono diventate teatri naturali di musica bellissima.

Iniziativa di carattere gratuito per la popolazione che ha risvegliato non solo il desiderio della musica dal vivo, dopo due anni di pandemia, ma che grazie alla musica ha impreziosito i vicoli della nostra bella città.

Per mantenere una città viva e sana sono necessarie iniziative come questa, dove le persone si sentono parte stessa di un progetto, che è poi anche funzionale alla frequentazione di certe zone della città, quindi funzionale anche alla sicurezza e alla trasformazione del territorio.

Cosa pensa della guerra in Ucraina?

Penso che la guerra non sia nessun sentiero, nessuna risoluzione, specialmente quando a patire sono milioni di persone fra cui i bambini.

C’è una responsabilità nell’incidere la guerra negli occhi e nelle menti di quei bambini, che saranno le generazioni di domani, che non può essere scusata da nessun interesse o ragione.

In questo il Comune di Genova si è subito attivato con tutti i mezzi a disposizione e per aiutare i profughi e mandare un segnale concreto.

Dall’altra parte bisogna stare attenti a non fare di tutta l’erba un fascio perché la Russia ha una tradizione culturale millenaria e di grande importanza.

Ho suonato in diverse città russe e ho molti amici anche lì, moltissimi artisti che hanno consacrato la loro vita all’arte e alla ricerca, che non sono per nulla d’accordo con questa guerra.

Anche in questo caso possiamo fare come per il Covid e leggere di continuo numeri e opinioni oppure possiamo costruire una nostra identità, una nostra idea e in ogni caso pregare per la Pace.

Per me vale ogni singolo pensiero di pace che coltiviamo nel nostro cuore, nella nostra vita quotidiana che schierarsi a destra o sinistra della guerra.

La guerra è la sconfitta del genere umano.

Con questo pensiero nel cuore porterò il mio violoncello l’8 aprile sul palco del Teatro Carlo Felice, per tutte le persone che soffrono a causa della guerra.

 

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