Genova Process
Foto di Sebastian Voortman da Pexels

Al via il “Genova Process” con il primo “innovation workshop” per il riconoscimento dei diritti dell’oceano

Si è aperto oggi nel capoluogo ligure il Genova Process, la serie di incontri, organizzati da The Ocean Race in collaborazione con il Comune di Genova, che coinvolgono portatori di interesse di altissimo livello da tutto il pianeta, per la definizione di una bozza di principi di una potenziale Dichiarazione dei Diritti degli Oceani.

E’ questo il Genova Process che pone il capoluogo ligure al centro di un percorso straordinario, parallelo al giro del mondo a vela in equipaggio che arriverà per la prima volta in Italia, proprio a Genova, nel 2023.

Il Blue District ospita il primo workshop del Genova Process. Ad accogliere i partecipanti è stato il Sindaco Marco Bucci.

Il mondo di Ocean Race porta ancora una volta la nostra città al centro dell’interesse internazionale. Non solo per lo sport, ma anche per i contenuti legati alla tutela dell’ambiente e del mare. E’ per noi un’occasione straordinaria e motivo di grande orgoglio essere sede degli incontri che porteranno alla definizione dei principi di una potenziale Dichiarazione dei Diritti degli Oceani. In quel documento, che verrà presentato all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York nel settembre 2023, ci sarà molto di Genova, del nostro amore per il mare e del nostro legame con il pianeta blu: una risorsa fondamentale per la vita, la crescita sostenibile, che abbiamo il diritto e il dovere di tutelare in quanto parte integrante della nostra esistenza”.

Il Presidente di The Ocean RaceRichard Brisius, molto legato alla città, avendo vissuto in Liguria, ha delineato la genesi del Genova Process. “Come velista ho questo legame speciale con l’oceano. Lo sport della vela apprezza il fair play e regole giuste, ma non c’è fair play per l’oceano. Abbiamo bisogno di una governance e di una gestione più nitida, che possiamo creare attraverso una Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Oceano – un set di regole che permetta all’oceano di prosperare. Se succederà, vedremo un cambiamento di paradigma nella protezione dell’oceano”.

Alla conferenza hanno preso parte anche Michelle Bender, giurista e direttore delle campagne sull’oceano dell’Earth Law Center, una ONG con sede negli Stati Uniti che lavora per il riconoscimento dei diritti della natura attraverso azioni di lobbying giuridica e di educazione, e Antonio Di Natale, il biologo marino con importanti incarichi e relazioni internazionali, che ricopre il ruolo di consulente scientifico per conto del Comune di Genova.

“Esistono già leggi sui diritti della natura – ha spiegato la Bender – ma non partono da quelli che sono gli interessi superiori del mondo ma hanno un punto di vista legato all’uomo e ai suoi bisogni. La natura è una entità legale e deve avere una voce. Gli oceani sono in grave pericolo. La plastica è solo uno dei problemi, il più visibile. Obiettivo di tutti noi deve essere quello della conservazione e tutela dell’ambiente marino e vogliamo che sia stabilito un diritto e che ci sia quindi una presa di responsabilità a livello globale”.

Antonio Di Natale ha invece sottolineato l’importanza di una migliore conoscenza dell’oceano per poter attuare efficaci politiche di protezione.

“La ricerca scientifica e il patrimonio culturale legato al mare sono alla base del Genova Process, gli elementi fondamentali per conoscere meglio il contesto nel quale ci muoviamo, e dunque per la definizione dei principi dei diritti dell’oceano, che vogliamo presentare ufficialmente ai Governi  e all’attenzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.”

Al workshop partecipano 25 esperti di diritto internazionale, politica, diplomazia e scienze oceaniche, alcuni in presenza e altri collegati online dai propri paesi. 

“Genova è in prima linea nel portare avanti iniziative in materia di sostenibilità ambientale e degli oceani”, ha sottolineato Matteo Campora, Assessore all’ambiente e alla transizione ecologica del Comune di Genova. “La nostra città è pronta ed orgogliosa di fare la sua parte per questo importante Genova Process”.

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