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Cannabis
Stile di vita

Cannabis sì o cannabis no?

Dopo la bocciatura della proposta di referendum sulla legalizzazione della cannabis da parte della Corte Costituzionale, si è aperto un acceso dibattito.

I fautori della legalizzazione della cannabis sono molti e le ragioni di tale proposta sono le seguenti:

  1. un numero rilevante di Italiani la usa abitualmente (circa 4 milioni; il 34% dei ragazzi fra i 16 e i 19 anni l’ha provata almeno una volta),
  2. sostanze come alcol e fumo di sigaretta che provocano migliaia di morti e disabili ogni anno sono legali,
  3. il mercato offre “prodotti di bassa qualità”,
  4. viene alimentata la criminalità e si arricchiscono le organizzazioni mafiose,
  5. le carceri sono piene di piccoli spacciatori
  6. è considerata una “droga leggera” ed utilizzata anche a scopo terapeutico.

Chi è contrario invece sostiene che:

  1. una sostanza definita legale verrebbe percepita dai giovani come “non dannosa”,
  2. favorirebbe un aumento significativo dei consumatori,
  3. aumenterebbe indirettamente il consumo di altre sostanze (soprattutto cocaina),
  4. non creerebbe alcun problema alle organizzazioni criminali in quanto queste ultime inserirebbero sul mercato prodotti sempre “migliori” dal punto di vista degli effetti a prezzi sicuramente competitivi rispetto agli eventuali produttori legali.

Cosa pensiamo noi?

Innanzitutto pensiamo che su questo tema la società nel suo complesso sia ipocrita e poco informata.

I danni psico-fisici legati all’uso di cannabis sono sovrapponibili a quelli provocati da alcol e fumo. Anzi la morbidità e mortalità sono di gran lunga più elevati per alcol e fumo rispetto alla cannabis.

Questa ipocrisia di fondo è ben rappresentata da Simonetta Piccone Stella (Droghe e tossicodipendenze. Il Mulino, Bologna: 2002):
«Il senso comune del cittadino medio è incline a considerare le droghe legali con indulgenza, come sostanze innocue e accettabili, e a indignarsi solo di fronte ai limiti estremi dell’abuso. Infatti, l’abuso viene disapprovato o perché produce danni alla salute o perché lede l’accettabilità e la credibilità sociale della persona. Si potrebbe tuttavia proporre un ragionamento analogo anche per le sostanze illecite. Perché esistono consumatori di cannabis e di oppiacei che fanno un uso sporadico di queste sostanze, la disapprovazione e la condanna dovrebbero anche in questo caso colpire soltanto l’eccesso… Ma le nostre abitudini mentali più radicate, il nostro linguaggio, la nostra ripugnanza resistono al paragone… non vogliamo credere che la sostanza alcol e la sostanza cannabis (o addirittura cocaina o eroina) abbiano qualcosa in comune… »

Quindi nessuna distinzione fra droghe leggere e droghe pesanti.

Dal punto di vista pratico pensiamo che se abbiamo 34 milioni di Italiani che consumano alcol in modo legale, di questi 8.2 milioni rischiano di contrarre patologie ad esso correlate. Senza contare gli 800.000 alcolisti dipendenti e i circa 55 morti al giorno. Per quanto riguarda il fumo legale la situazione non è migliore: 11 milioni di persone dipendenti e circa 220 morti al giorno.

Con questi numeri è facile prevedere un sensibile aumento del consumo di cannabis con relative patologie psico-fisiche.

D’altra parte la legalizzazione ne normalizzerebbe l’uso.

Quali sono i probabili danni collegati al consumo di cannabis?

Innanzitutto è bene precisare che il principio attivo più importante è il tetraidrocannabinolo (THC) che svolge una funzione psico-attiva. Il suo danno è dose dipendente. Quindi prodotti con una bassa percentuale di THC creano meno danni, ma comunque li creano!
Il THC si lega a recettori in diverse aree cerebrali, ma anche in numerosi organi (fegato, pancreas, sistema immunitario…).

 

Recettori THC del cervello

All’inizio il consumo induce un senso di rilassatezza, ma attraverso un continuum lento e subdolo possono insorgere manifestazioni di irritabilità, aggressività, ansia, attacchi di panico, depressione sino a veri stati psicotici.

Per rimediare a questi problemi il soggetto ne aumenta il consumo.

Questo costante tamponamento dei sintomi emergenti con dosaggi sempre maggiori può indurre alterazioni cerebrali anche irreversibili con la inevitabile “psichiatrizzazione” del paziente.

È noto che circa il 12% degli adolescenti che consumano cannabis contrarranno patologie psichiatriche.

Gli altri, a vari livelli, potranno avere una sensibile riduzione della performance intellettiva ed una maggiore fragilità emotiva (deficit dell’attenzione, dell’apprendimento e della memorizzazione, difficoltà di concentrazione, alterazione delle percezioni e dell’interpretazione della realtà, ridotta capacità di autocontrollo, di giudizio e di stima del pericolo, riduzione il rendimento scolastico e lavorativo, ecc).

Dal punto di vista oncologico è bene ricordare che, per quanto riguarda il danno polmonare, uno “spinello” corrisponde a circa 5 sigarette.

Il fumo di cannabis contiene il 50-70% in più di idrocarburi cancerogeni rispetto al fumo di tabacco.

Insomma, la nostra posizione pertanto è a sfavore della legalizzazione.

Però a pensarci bene potremmo anche affermare che in realtà se avessimo persone informate e veramente libere di scegliere, l’eventuale legalizzazione sarebbe un dato irrilevante.

Dobbiamo correttamente informare i nostri ragazzi per renderli liberi di dire “no”!

Sarà questa le vera carta vincente per superare inutili dibattiti ideologici o politici! Troppo spesso legati a convenienza o ignoranza!

Naturalmente siamo totalmente a favore dell’uso di cannabis a scopo terapeutico sotto stretto controllo medico. Ma questo è un altro argomento!

 

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Info Gianni Testino Patrizia Balbinot

Gianni Testino Balbinot Patrizia LiguriaToday
Lavoriamo in un settore sanitario che si occupa di patologie legate al consumo di alcol e/o sostanze da ormai più di quindici anni. Per Liguria.Today curiamo il magazine “Alcool, sostanze & C.”, un inserto bisettimanale che ha lo scopo di fornire informazioni utili alla lotta alle dipendenze e agli stili di vita scorretti, e scambiare con chi lo desidera, opinioni, pensieri riflessioni e critiche Gianni Testino è Primario SC Patologia delle Dipendenze ed Epatologia dell’ASL3 c/o Ospedale Policlinico San Martino e Coordinatore del Centro Alcologico Regionale Ligure. Patrizia Balbinot è Operatrice Socio Sanitaria, Caregiver Formale presso la SC Patologia delle Dipendenze ed Epatologia dell’ASL3 c/o Ospedale Policlinico San Martino e-Responsabile Segreteria Organizzativa del Centro Alcologico Regionale Ligure.

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