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crisi idrica Nord Italia
22 marzo, Giornata Mondiale dell'Acqua

Giornata mondiale dell’acqua e crisi idrica al nord Italia.

Si è celebrata il 22 marzo scorso il World Water Day, ossia la Giornata Mondiale dell’Acqua, una ricorrenza che non tutti sanno essere stata istituita nel 1992 dalle Nazioni Unite.

Un evento che ha lo scopo di farci riflettere sull’importanza di questa risorsa che viene considerata, sbagliando, infinita e sempre disponibile.

L’acqua dolce, infatti, è solo il 2.5% dei 10 mila miliardi di metri cubi d’ acqua che per il 70% ricopre il pianeta.

Di questo 2.5% di acqua dolce, la maggior parte è bloccata nei ghiacci perenni e solo lo 0,008% è disponibile ai bisogni dell’uomo.

L’acqua scarseggia a causa delle ridotte precipitazioni causate dai cambiamenti climatici mentre il suo fabbisogno aumenta all’aumentare continuo della popolazione mondiale, rischiando di diventare presto l‘oggetto del contendere di intere nazioni.

E mentre in tutto il mondo si tengono convegni e incontri per ragionare su come gestire al meglio questa preziosa risorsa, gettando uno sguardo a casa nostra le cronache ci informano che – vedi TG 5 del 19 marzo scorso – nel nord Italia sono più di tre mesi che non piove.

Una sete che dura da oltre 100 giorni mentre con gli occhi al cielo gli agricoltori continuano ad attendere la pioggia che non arriva.

Il grande fiume Po si assottiglia di giorno in giorno anche a causa del fatto che i suoi affluenti stanno soffrendo dello stesso problema.

Non è la prima volta che l’allarme siccità crea preoccupazioni ma ad oggi, dati alla mano, è certamente quello più grave a memoria d’uomo.

La portata del fiume Trebbia, Secchia e Reno è ai minimi storici dal 1972. Dora Baltea, Adda e Ticino hanno perso i tre quarti del loro flusso abituale. A Piacenza, Cremona e gran parte del Piemonte la situazione viene definita molto grave, con gli agricoltori che temono di vedere compromessa la stagione dell’irrigazione. Bisogna iniziare subito a prelevare e distribuire l’acqua per i raccolti” sostiene l’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po.

Coldiretti nel mentre segnala che è a rischio oltre un terzo della produzione agricola nazionale e metà degli allevamenti.

Per la prima volta i grandi laghi registrano volumi pari al 30% della loro capienza e rischiando di mettere in crisi anche la produzione di energia elettrica prodotta dalle centrali idro elettriche. A Pontelagoscuro in provincia di Ferrara il fiume vive una emergenza inedita con una riduzione di portata del 55% . Al Ponte della Becca, l’acqua si è abbassata di oltre 3 metri, un dato che si registrava saltuariamente solo nel mese di agosto.”

Questa minacciosa crisi idrica deriva dalle temperature anomale registrate in questo tiepido inverno che ha condizionato la normale caduta di neve ad alta quota e la penuria di pioggia.

Il problema delle scarse precipitazioni si ripete anno dopo anno con costanza ed inizia a preoccupare seriamente gli scienziati e i climatologi che trovano conferma alle peggiori ipotesi sin qui formulate dagli enti internazionali di studio dei fenomeni climatici.

Quello che sino a qualche decennio fa era solo il frutto di previsioni e proiezioni matematiche adesso si sta manifestando in tutta la sua cruenta realtà e deve obbligarci a prevedere un futuro complesso dove la crisi idrica avrà un posto di primo piano.

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Info Walter Pilloni

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Affermato Imprenditore, da anni porta avanti la missione di divulgatore ambientale. Laureato in Giurisprudenza, ha pubblicato centinaia di articoli su clima e ambiente, realizzato 3 libri e un programma tv. Per le sue frequentazioni dei mercati asiatici, è stato nominato Ambasciatore di Genova nel mondo. E' consigliere comunale di VINCE GENOVA.

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