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Generazione inadeguata
Opera di Walter Festuccia

Una generazione inadeguata, quella dei giovani inoccupati

I giovani inoccupati, che non studiano e non lavorano, vengono chiamati con l’acronimo di: NEET – dall’inglese: “Not (engaged) in Education, Employment or Training”, “Non occupati in studio, lavoro o formazione” e sono italiani quelli tra loro a presentarne il maggiore numero europeo, in rapporto ai propri coetanei, secondo le fonti di Eurostat.

Nel nostro paese ci sono più di tre milioni di giovani, tra cui 1,7 milioni di donne, a soffrire del proprio stato sociale e di inserimento nel mondo del lavoro.

La situazione italiana è piuttosto grave, più del 25% dei cittadini di un’età compresa tra i 15 e i 34 anni non studia e non lavora.

Secondo i dati divulgati da Il Sole 24 Ore:

«Gli oltre 3 milioni di ragazzi Neet rappresentano il 25,1% dei giovani italiani tra i 15 e i 34 anni, praticamente 1 su 4. Non solo. Ben 1,7 milioni sono donne. Insomma, un vero e proprio esercito che, invece di ridursi, si è di anno in anno implementato, amplificando i divari a livello internazionale. Praticamente, dopo Turchia (33,6%), Montenegro (28,6%) e Macedonia (27,6%), nel 2020 l’Italia è risultato il paese con il maggior tasso di Neet. Negli ultimi mesi del 2020 il Covid ha peggiorato il quadro.

Eurostat, Ocse, Istat hanno evidenziato come in Italia una donna su due non lavora e il 25% delle ragazze con meno di 30 anni è Neet. Delle 8,6 milioni di donne in questa condizione in Europa, un terzo appartiene all’Italia. Alta poi è la quota di abbandoni prematuri della scuola. Nel secondo trimestre 2020, da noi, il percorso formativo si è interrotto molto presto per il 13,5% dei giovani tra 18 e 24 anni (sono giovani che hanno al più la licenza media)[1]

Nel mezzo di un insieme di pedagogie confuse e di stimoli contraddittori delle pubblicità e delle informazioni, le nuove generazioni si sono trovate nella balìa di eventi generati dai propri genitori, abitanti questi ultimi di un altro mondo precedente, dove la guerra lasciava il posto al consumo economico di massa.

Le storie a lieto fine, raccontate loro dalle propagande consumistiche, di cui sarebbero stati evidenti gli interessi lucrativi, non li hanno incantati, ma lasciati con poche aspettative e speranze per il futuro.

Potere intraprendere la propria vita, lontano dalle menzogne dei poteri garantiti, è ciò di cui qualsiasi ragazza o ragazzo sente l’intimo bisogno; così, solo un impegno sociale costruttivo e onesto può donare ai giovani di ogni tempo la verità e l’affetto che cercano.

 

[1] https://www.ilsole24ore.com/art/neet-sale-25percento-quota-giovani-che-non-studia-ne-lavora-AEOasNHB0

 

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Info Laurent Vercken de Vreuschmen

Professore di lingue romanze e scrittore. Tra le sue pubblicazioni, le sillogi poetiche: Qualcuno di inadeguato (2018) e Gli sbagliati (2020).

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