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Il viale delle Camelie di Villa Durazzo Pallavicini

La stagione è quella giusta, siamo nel pieno della fioritura e il viale delle Camelie sfoggia una gamma di colori che va dal bianco candido al rosso intenso, attraversando un’infinità varietà di rosa.

È il camelieto storico più antico d’Italia. La collezione iniziata dal Marchese Pallavicini ha continuato ad ampliarsi, affiancando a esemplari imponenti e ormai centenari, nuove varietà di Camellia Japonica, alcune rare e preziose come la bianca Vergine di Colle Beato o la screziata Bella di Firenze.

 

Camelia
Camelia in fiore

 

La diffusione in Europa della Camelia, di provenienza orientale, inizia proprio nell’800 per poi diventare molto diffusa nei giardini italiani. Simbolo di amore eterno e devozione, si racconta fosse il fiore preferito di Coco Chanel, tanto da diventare uno degli emblemi della Maison.

Ma certo non è solo il viale delle Camelie a rendere unico e straordinario il Parco di Villa Durazzo Pallavicini a Pegli, complesso di architettura e paesaggio che nel 2017 ha vinto il titolo di Parco più bello d’Italia.

Tra il 1840 e il 1846 l’architetto Michele Canzio realizzò il progetto per il Marchese Ignazio Alessandro Pallavicini. Architetto sì, ma anche scenografo del Teatro Carlo Felice. Un’esperienza fondamentale per ricreare in un parco una vera e propria rappresentazione teatrale, che al simbolismo di natura e arte conferisse significati spirituali ed esoterici.

Qui è l’essenza del giardino romantico, dove la natura è protagonista dinamica e spontanea, ma mai incolta, libera di sorprendere con scenari grandiosi.

Come in uno spettacolo, lungo i viali del giardino si snoda la trama, con un antefatto, un prologo, tre atti e un esodo finale. E tanti cambi di scena, tra boschi, laghetti, cascatelle e grotte sotterranee, edifici classici e capanne.

Iniziamo questo viaggio attraversano una selva oscura d’ispirazione dantesca, il Viale Gotico, seguito dall’ordinato Viale Classico. Bosco selvaggio e ritmi regolari della quotidianità in netto contrasto, a sottolineare la distanza che l’uomo ha preso dalla natura.

Scolpito sull’arco di trionfo al termine del viale c’è l’invito ad abbandonare le preoccupazioni della vita quotidiana per tornare alla natura e ritrovare la spiritualità perduta.

 

Vila Durazzo Pallavicini
Giardino Mediterraneo

 

Oltre l’arco la scena cambia, la natura prende il sopravvento, l’ambiente del bosco montano invita alla meditazione per poi travolgerci con la rigogliosità del giardino mediterraneo, le palme e i tre grandi sugheri del Belvedere. Qui in origine si trovava il Parco dei divertimenti, perché è l’immersione nella natura che rende gioiosi e spensierati, come su una giostra.

Attraverso il romantico viale delle Camelie si arriva al Lago Vecchio e si prosegue in salita verso il punto più alto del Parco, a 130 metri circa di quota. Inizia così il secondo atto della rappresentazione, il ritorno alla storia rappresentato dal borgo feudale e dalle lotte che ha dovuto affrontare per la sopravvivenza.

Castello Villa Durazzo
Castello del Capitano

 

Eccoci al Castello del Capitano. In cima alla scala a chiocciola che porta alla terrazza, non solo la sorpresa di brillanti scorci di mare blu, ma l’arcobaleno di una sala dai vetri colorati.

Dall’alba al tramonto, i raggi del sole attraversano vetrate dalle diverse sfumature, immergendo la stanza nell’atmosfera cromatica del momento del giorno: rosa del mattino, giallo arancio a mezzogiorno, blu alla sera. La scena finale non può che essere la morte, rappresentata dal Mausoleo del Capitano.

 

Villa Durazzo Pallavicini
I vetri colorati della Sala del Castello

 

Il terzo atto rappresenta il processo di purificazione, con la discesa nelle Grotte degli Inferi, cavità sotterranee artificiali, ricostruite con stalattiti e stalagmiti provenienti da grotte naturali.

 

Grotte Villa Durazzo Pallavicini
Grotte degli inferi

 

Il buio è squarciato dalla luce abbagliante che filtra dalle aperture. È il Lago Grande, con al centro il tempio di Diana e intorno i simboli di altre culture: il ponte cinese, l’obelisco egizio, il chiosco turco.

 

Villa Durazzo Pallavicni
Il Lago Grande

 

Siamo giunti in Paradiso. Qui è quiete, serenità, pace, quella che ritroviamo negli incantevoli Giardini di Flora.

Sono tanti i messaggi nascosti tra il verde del Parco e infinite le chiavi di lettura. Prendetevi qualche ora per visitarlo a fondo, scarpe comode per affrontare con tranquillità i 3 km circa del percorso.

Il Parco è comodamente raggiungibile in treno. L’ingresso si trova proprio accanto all’uscita della stazione di Pegli e nella stagione della fioritura delle camelie, a marzo, è visitabile anche durante la settimana.

 

Tutte le foto sono di proprietà di Claudia Fiori

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Info Claudia Fiori

Genovese solo a metà, ho i piedi in riva al mare, ma la testa e il cuore in montagna. Ho chiuso la laurea in chimica in un cassetto e il mio laboratorio è diventato il territorio. Mi occupo di progetti per sviluppare il turismo rurale, promuovere l'entroterra ligure con le sue storie e i suoi personaggi, valorizzare un patrimonio poco conosciuto e sorprendente di natura, tradizione, cultura.

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