Seguici su google news
pandemia e adolescenti

Gli effetti della pandemia sugli adolescenti (seconda parte)

 

Leggi qui: Gli effetti della pandemia sugli adolescenti (prima parte)

 

Come giustamente fa notare il prof Vicari, Ordinario di Neuropsichiatria Infantile presso la facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e Responsabile dell’Unità Operativa Complessa di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, il problema principale durante la pandemia è stato l’isolamento che ha messo a rischio la salute mentale. E che, tra un DPCM e un altro, ha portato i ragazzi a chiudersi in casa, prima che in se stessi.

Molti articoli hanno documentato come nei bambini in età preadolescenziale, quindi fino a 12 anni, si sia registrato un aumento dei disturbi del sonno e dell’ansia in generale. Quindi sono bambini più irritabili, che dormono meno, dormono male, e che mostrano forti preoccupazioni rispetto alla loro salute, ma ancora di più per quel che riguarda la salute dei propri genitori.

Per gli adolescenti, oltre ad un netto aumento dei disturbi del sonno, si registra anche la comparsa di quadri di ansia e di depressione.

Nell’analisi dei dati si è riscontrato una differenza marcata tra la prima e la seconda fase della pandemia. Nella prima ondata, il periodo che va da marzo a giugno, è stato registrato addirittura una leggera diminuzione dei casi di rilevanza psichiatrica, rispetto ai ragazzi che hanno manifestato un vero e proprio disturbo mentale, allo stesso periodo dell’anno precedente.

Il tutto è cambiato drammaticamente con la seconda ondata, il periodo che va da ottobre ad oggi, dove invece si è registrato un forte aumento delle richieste di aiuto nell’ordine del 25/30 % in più.

Se si guardano ai dati provenienti dal Pronto Soccorso dell’Ospedale Bambino Gesù, quindi alle situazioni più drammatiche, c’è un netto aumento dei tentativi di suicidio.

Il motivo per cui i ragazzi arrivano in pronto soccorso sono prevalentemente legati a tentativi di suicidio o comunque ad attività di autolesionismo.

 

“La mente adolescente”, Daniel J. Siegel

 

Se nel primo periodo vivere le norme restrittive è stato accettato di buon grado dagli adolescenti come una funzione di protezione insieme alle famiglie, ad ottobre invece la chiusura delle scuole almeno per la secondaria di secondo grado, ha coinciso con l’assenza dei genitori e per questo probabilmente gli adolescenti si sono sentiti più soli. In questo periodo di isolamento, che sia il lockdown o la DAD, il non avere un confronto reale con i coetanei ha portato gli adolescenti a non aver mediazione rispetto alle loro pulsioni e ai loro pensieri e a vivere moltissimo la noia.

La noia rinforza alcuni pensieri e circuiti viziosi, facilita l’umore depresso.

Su questo la scuola in quanto luogo di socialità dà al ragazzo la possibilità di incontrare un altro, di raccontare quel che gli passa per la testa, c’è una mediazione tra il suo pensiero interiore e la realtà. I compagni e gli insegnanti diventano un ammortizzatore di alcuni pensieri (Stefano Vicari).

In alcuni casi, la reazione individuale alla crisi sanitaria, sociale ed economica, scatenata dalla pandemia da Covid-19, si può assimilare al Disturbo Post-Traumatico da Stress, disturbo mentale che compare in seguito a eventi traumatici, improvvisi, incontrollabili e molto intensi, di tipo collettivo (catastrofi naturali, incidenti aerei o ferroviari, guerre, atti terroristici) o individuale (aggressioni, violenze, lutti, incidenti, malattie) che sovrastino la propria capacità di gestire e regolare le reazioni emotive.

La reazione iniziale è di paura, ansia e stato di allarme (“iperattivazione fisiologica”), incredulità e impotenza.

La persona ha la necessità di adattarsi al cambiamento ed elaborare l’accaduto, partendo dal rimuginare e riesaminare l’evento allo scopo di comprenderne le cause e riflettervi in modo utile e costruttivo.

Se le emozioni non vengono elaborate a livello della corteccia restano immagazzinate nell’ area limbica generando sintomi e comportamenti disfunzionali, che possono recare un danno grave se non curati nell’immediato.

Detto ciò auspichiamo che i ristori del governo vengano attivati prevalentemente per gli adolescenti e le fasce di popolazioni più deboli, che hanno bisogno di sostegno affinché la pandemia non diventi una catastrofe psichiatrica per le prossime generazioni.

 

Può interessarti leggere > Gli effetti della pandemia sugli adolescenti (prima parte)

Condividi su
Spazi pubblicitari Liguria.Today

Info Marina Pisetzky

Marina Pisetzky, psicologa-psicoterapeuta, mi occupo nel mio studio privato di adolescenti , adulti e coppie, cercando sempre di dare il meglio e sostenendo con empatia professionalità e attenzione, perché credo che ognuno di noi rappresenti una piccola goccia ma quella piccola goccia insieme ad altre diventa un mare di presenza e cambiamento delle prospettive del mondo. Negli ultimi 10 anni circa ho iniziato ad occuparmi di separazioni conflittuali dando sostegno ai minori e alle coppie problematiche come consulente tecnico di parte. www.psicoterapeutaroma.it

Lascia un commento

Liguria.Today