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acquisizione Ita Airways
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Ita, il decreto del 1994 che intralcia i piani di Msc e Lufthansa

Il decreto legge n.° 332 del 31 maggio 1994 impone di vendere le società pubbliche “con modalità trasparenti e non discriminatorie”. Per questo l’accesso ai piani industriali e la trattativa senza concorrenti sono vietati dal decreto stesso. Ragione per cui la richiesta di MSC Crociere e Lufthansa è stata respinta.

Ma procediamo con ordine. Come già scritto in un nostro precedente articolo, la società di dell’armatore napoletano Gianluigi Aponte con sede a Ginevra, e la compagnia di bandiera tedesca, avevano inviato al Ministero dell’Economia nonché detentore del 100% delle quote di Ita, il loro interesse non vincolante per acquistare la maggioranza della società, lasciando una quota di minoranza allo Stato.

Chiedevano inoltre di avere accesso alle informazioni sui conti della società e di trattare l’acquisto in esclusiva per 90 giorni. Ebbene, questa richiesta è stata respinta proprio in virtù del decreto legge sopra menzionato. E lo step successivo, a questo punto, è quello di nominare un gruppo di consulenti che gestisca la cessione, invitando anche altri interessati che abbiano “idonei requisiti imprenditoriali”.

Tale privatizzazione era stata anticipata alla Camera il 12 gennaio scorso dal presidente di Ita Alfredo Altavilla. Il bilancio che Altavilla ha presentato ai deputati raccontava di un passivo nei primi due mesi e mezzo di Ita di 170 milioni di euro, con 1,26 milioni di passeggeri trasportati e 80 milioni di euro incassati.

Durante quella stessa seduta, riferendosi alle richieste degli 8 mila lavoratori in cassa integrazione, Altavilla ha affermato “di non avere intenzione di trasformare Ita nella Croce Rossa dei dipendenti della vecchia Alitalia“.

La partita è dunque appena iniziata, e pare che siano interessate anche l’americana Delta Airlines e Air France.

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