Vico del Filo Spinato
disegno di Martina Musio

Vico del filo spinato, dove si resta senza parole

In Vico del Filo Spinato c’è un MIMO che non smetteresti mai di guardare. Di mattina è una vecchia massaia che stende i suoi panni tra le spine appuntite.

Se si punge un dito lo succhia per poi sputare via il sangue. Ma se con quel dito macchia un candido panno, allora si arrabbia con tutta se stessa, stacca il panno dal filo e lo lava di nuovo.

Poi, dopo che ha tolto la stesa diventa un cowboy che controlla il recinto. Misura col guanto di cuoio la tenuta a ogni metro di filo, e conta le vacche facendo una riga sul palmo per ogni bestia che entra nel recinto spinato.

Quando l’ultima vacca è venduta, in quel recinto diventa un Apache imprigionato. Che sta seduto a tracciare per terra dei segni di caccia al bisonte. Ha l’aria stanca e malconcia, ma conserva la fierezza di sempre. E alzando lo sguardo, sorride alle nuvole che corrono in cielo verso la prateria dove un tempo viveva.

Allora si solleva da terra, stringe tra le mani le spine di ferro, e ulula al cielo come un lupo a cui hanno tagliato la lingua.

E mentre ulula muto, il MIMO diventa un soldato ormai fuori dalla propria trincea. Che striscia nel recinto delle linee nemiche con la baionetta al suo fianco. Mettendosi ogni tanto supino per avanzare meglio sotto il filo spinato.

Così oltrepassa il recinto. Si gira pancia in giù, prende la mira, spara, esulta, si raddrizza come una molla, e dopo una spolverata e giacca e calzoni marcia a passo dell’oca intorno al recinto. Avanti e indietro col fucile in spalla. Toccando qua e là il filo con un dito per verificare che dia la SCOSSA.

È strano vedere qualcuno che fa la guardia a un recinto deserto. In cui il vento crea gelidi e improvvisi mulinelli. Anche il MIMO se ne accorge.

Allora si gratta la testa, posa il fucile, e si mette pian piano in equilibrio sul filo. Come un’aquila d’inverno. Solo più grande, ma con la stessa grazia. E da lì, senza essere dentro né fuori, ci osserva in silenzio muovendo a scatti la testa.

Adesso siamo noi lo spettacolo, e vorremo andarcene.

Ma Vico del Filo Spinato è diventato un labirinto.

 

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Info Roberto Baghino

Scrittore e organizzatore di eventi culturali. Tra le sue pubblicazioni Il sipario di Maissa(2004), Virginia (2006), Atti lunici(2008), Storie di cani (2019). Tra i testi teatrali rappresentati Il sesso di Igor (2007), Puntura (2008). Con Davide Barabino ha realizzato i cortometraggi Scheria(2008), Ecco (2008). Fondatore e redattore della rivista cultura Il Cormorano dal 2000 al 2006.

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