Scuola in Liguria
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La povertà educativa: confronto tra province liguri

Sempre illuminanti i dati sulle diverse dinamiche sociali ed economiche nella nostra Regione prodotti dall’Osservatorio Statistico dell’Ufficio Economico CGIL Liguria.

È successo nei giorni scorsi durante il Convegno per i 120 anni di storia della CGIL Imperia (1901-2021), tenutosi il 29 novembre presso l’Aula Magna dell’Università di Imperia, su un tema di grande importanza per il territorio.

Un ulteriore spunto infatti, rispetto a quanto già scritto nei numeri precedenti della news sullo stato dell’occupazione/disoccupazione in Provincia di Imperia, viene dal dato giovanile e soprattutto dalle “povertà” educative nel nostro territorio di “frontiere” (tante e diverse!).

Fenomeno che inizia dai servizi comunali per l’infanzia e passa attraverso il progressivo e costante abbandono scolastico.

Un dato significativo si ricava a cominciare dai più piccoli.

I bambini che hanno usufruito dei servizi comunali per l’infanzia sono nella media ligure il 17,2%; così articolata: la provincia di Imperia è al 9,9%, Spezia al 15,8%, Savona al 17,7% e Genova al 19,3.

Dopo la scuola dell’obbligo, nella fascia 18-24 anni, chi abbandona precocemente l’istruzione e la formazione, cioè si ferma alla terza media o poco più, nella percentuale ligure è il 13,1%: Genova (provincia) al 13%, Savona all’11,7%, Spezia al 4,8%, infine il fanalino di coda – Imperia – con il 22,2%. Dato pesante e drammatico per il Ponente, uno dei peggiori sull’abbandono scolastico di tutta Italia!

Ben lontani dal parametro di riferimento previsto dalla UE per il 2020 e cioè il 10%!

Circa l’incidenza dei diplomati sulla popolazione generale siamo ben sotto la media ligure – che è il 69,3, così rappresentato per provincia: Savona al 71,5%, Genova al 72,2%, Spezia al 73,3% e infine Imperia al 51,4%.

Anche il passaggio all’Università qui è ostico, poco favorito e incentivato, non certo un obiettivo dei giovani imperiesi. Tra i neo diplomati che scelgono di iscriversi subito all’Università la media ligure è del 55,9%, Genova è al 57,6%, Savona al 57,7%, scendiamo al 52,4% per Spezia ed infine al 50,3% per Imperia.

Buona ultima in tutte queste fasi!

Posizione ribadita anche dall’incidenza dei laureati o con altri titoli terziari (25-39 anni), dove la media ligure è del 29,3%: Genova (provincia) al 34%, Savona al 29,3, Spezia al 24,2 e Imperia al 16,7.

L’andamento generale dell’istruzione imperiese è confermato e peggiorato da un altro dato, quello sui giovani che non frequentano scuola o formazione o aggiornamento e che non hanno né cercano un impiego.

Tra i 15 ed i 29 anni circa il 30% per l’Imperiese, molto più alto della media ligure attorno al 20%. Un divario che oltretutto è andato peggiorando negli ultimi anni.

Questa mancanza di istruzione e formazione squalifica professionalmente anche il lavoro che c’è (poco, saltuario e spesso irregolare), che è sempre più relegato al terziario (turismo e servizi) con mansioni basiche.

Una situazione grave di “depressione” che ha conseguenze evidenti anche sul lavoro che non c’è: studiando meno e essendo molto più inattivi, i giovani imperiesi sono anche meno occupati (28,2%), più precari e più “poveri” complessivamente.

Non abbiamo politiche regionali o territoriali che facciano intravvedere un’assunzione di responsabilità politico-amministrativa reale rispetto a questo dramma; che evidenzino una visione strategica di un futuro incombente e preoccupante.

Una mancanza forse ancora più grave!

DC

Articolo scritto dalla redazione de La voce del Circolo Pertini 

N.d.R: L’opinione degli autori non coincide necessariamente con quella della Redazione.   

 

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