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Pacciugo e Pacciuga Coronata

Pacciugo e Pacciuga: gli sposini di Coronata

Nelle storie della rubrica Ghostbusters, ormai dovreste averlo imparato, ci sono fatti misteriosi collegati al territorio ligure.

A volte la leggenda si unisce alla verità. Altre la ricerca è nata da una curiosità personale visitando alcune location e chiedendo personalmente agli anziani le notizie su quella casa abbandonata o su quell’edificio spettrale.

Le persone che leggono queste storie poi ne rimangono colpite, molte erano sconosciute, e poi mi domandano di accompagnarle a vedere quei luoghi.

Ma c’è una storia da brividi della Liguria che è famosa in tutta Italia. Una storia che non posso esimermi dal raccontare in questi articoli perché ogni volta che vado a trovare gli amici a Coronata (Genova) mi rimproverano di averli esclusi.

Avrete già capito che sto per parlare degli sposini Pacciugo e Pacciuga.

Un marinaio originario del quartiere di Pré si innamora di una graziosa contadina, ma un giorno è costretto ad imbarcarsi in una nave mercantile diretta verso Oriente e purtroppo viene catturato dai pirati e portato come schiavo ad Algeri.

La sua giovane sposina non ricevette più sue notizie e pur preoccupandosi non credette mai alla sua morte. Nonostante tutti in paese le facessero le condoglianze, la donna era così credente che si recò ogni sabato per dodici anni a pregare la Madonna nella chiesa di Coronata. Ogni sabato, con i temporali, il freddo o l’afa estiva, lei si inginocchiava e giungendo le mani auspicava di rivedere il marito scomparso.

Oltre il Mediterraneo non passava giorno che il Pacciugo non meditasse la fuga. Finché un giorno riuscì a scappare e tornò a casa. Era un sabato mattina e la moglie non c’era.

Preoccupato andò in paese, ma una donna invidiosa gli disse che la moglie non si era comportata bene in sua assenza, lasciandogli intendere che ogni sabato aveva un appuntamento galante in chiesa.

Si racconta allora che l’uomo, furente di gelosia, prese a calci tutto quello che trovava per strada fino ad entrare furente in chiesa. La moglie intenta nella preghiera, quando lo vide, si commosse e lo ricoprì di baci.

Ma il Pacciugo aveva ormai l’anima avvelenata dalle dicerie della compaesana e decise di vendicarsi del presunto adulterio della moglie portandola in barca in mare aperto per sottoporla ad un interrogatorio.

Pacciuga fu delusa da questo attacco furente e si chiuse in un silenzio che il marito interpretò come colpevolezza. Così la accoltellò e la gettò in fondo al mare.

Quando fece ritorno a casa il senso di colpa gli aveva già invaso l’animo.

Allora andò in chiesa a chiedere perdono alla Madonna, ma Pacciuga era lì illesa che pregava di fronte alla Vergine che le aveva salvato la vita sapendola innocente.

Da quel sabato meraviglioso i due sposi non litigarono mai più e vissero per sempre insieme. E se un sabato vi capita di essere da quelle parti, entrate in chiesa anche voi e ricordate l’amore di questi due giovani ragazzi. Magari vi ritroverete accanto ai loro spiriti.

 

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Info Francesco Crisanti

Docente di lettere e storico dell'arte, ma anche collezionista di dischi, libri e fumetti. Ha pubblicato: "Un capolavoro senza tempo. La Basilica di San Piero a Grado", una guida sull'Abbazia di Borzone oltre ad un testo di narrativa per ragazzi intitolato "Ventitré" e ha un cassetto pieno di nuovi progetti, testi e idee che non vedranno mai la luce o forse sì... ci penseremo domani.

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