lavoratori dei Varchi Portuali
Porto di Prà

Anche i varchi portuali hanno i loro angeli!

La logistica, specialmente negli ultimi anni, si è nutrita di tanti concetti di eccellenza, quali potrebbero considerarsi: produttività, tecnologia, qualità, efficienza, informatizzazione, automazione, condivisione (sharing), l’elenco è lungo e potrebbe proseguire.

In piena pandemia ci si è appellati a questi stessi concetti per descrivere un sistema organizzativo che poteva, nonostante le mille difficoltà, resistere e contribuire alla ripresa economica del Paese dopo averlo soccorso dopo il lockdown.

A ben guardare però tutto quello che di meglio il nostro Paese ha saputo esprimere e mostrare, in questi ultimi mesi di emergenza, è frutto dello spirito di sacrificio e dedizione di tanti lavoratori, uomini e donne, che in piena emergenza non si sono mai tirati indietro.

Ecco l’eccellenza che fa la differenza, sempre.

Con il loro lavoro e, talvolta sacrificio estremo, hanno consentito, nel settore sanitario, a milioni di persone di curarsi, di essere soccorse, di essere assitite; in quello della sicurezza, di essere protette ed accudite; nel settore logistico di continuare a rifornire supermercati, ospedali, fabbriche non facendo mancare mai nulla, contribuendo con la loro presenza a rendere meno difficile questo momento storico di grande complessità.

Tra i tanti esempi che si potrebbero fare permettetemi di proporne uno che certamente è ignoto alla maggioranza.

Voglio ricordare qui il lavoro di  quelli che definisco i nostri angeli dei Varchi Portuali di Sampierdarena (San Benigno) e di PSA Prà (CSP).

Non hanno mai mancato per un solo giorno di assistere, anche nei momenti più difficili, migliaia di autisti (mediamente 4000 mila al giorno) fornendo loro assistenza ai varchi del porto, evitando attese e lunghe code, cercando di far vivere meno disagi possibili a chi, per lavoro e scelta, vive tutti i giorni lungo le autostrade, spesso lontano da casa, e senza punti di riferimento.

Questi ragazzi, tutti con famiglie ed affetti da proteggere, non hanno avuto la possibilità di lavorare in smartworking, il loro lavoro non lo consente, non hanno la possibilità di mettere un muro di distanza tra loro e le migliaia di persone che tutti i giorni passano dai varchi per rifornire di merci il Paese.

Eppure i lavoratori dei varchi portuali sono sempre stati lì, nelle loro postazioni, al fianco degli autotrasportatori dalle 6 del mattino fino alle 22.00 di sera.

Lavorano dal lunedì al sabato, lo fanno con passione, professionalità ed umiltà, con entusiasmo e coraggio. Lavorano per le aziende di spedizioni e per i terminali, ma di fatto lavorano per tutti noi.

Tra le tantissime immagini che ho di loro  voglio ricordarne una quella in cui, in piena pandemia, con le nuove norme anti-Covid appena entrate in vigore, eravate assediati da centinaia di trasportatori giustamente disorientati, la maggior parte dei quali stranieri. Ebbene ho visto servirli con pazienza ed educazione, tutti dal primo all’ultimo gestendo in modo egregio momenti veramente difficile.

Grazie dunque ragazzi per il vostro esempio, grazie per il vostro impegno, per Spediporto siete un motivo di orgoglio.

Giampaolo Botta

Direttore Generale di Spediporto

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