Aldo Spinelli
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Aldo Spinelli, il “Grande Vecchio” del porto di Genova

L’attesa estensione di durata della concessione al Terminal Rinfuse Genova (TRGe) è cosa fatta. Per 30 anni, “in conseguenza di investimenti” recita la delibera dell’Autorità portuale.

Aspetto ininfluente ai fini della concessione, perché quelli semmai sono mezzi, ossia la spesa per fattori produttivi. Mentre quanto interessa al porto pubblico sono i risultati produttivi e il tornaconto socio-economico per territorio e nazione.

Sotto questo profilo il piano presentato da TRGe promette l’aumento dei traffici su rotabili (ro-ro) del 268% nei prossimi 30 anni.

Quando sommando gli ultimi dieci quegli stessi a Genova sono cresciuti del 13,3%.

Parrebbe un errore di stampa, soprattutto osservando che tra 2023 e 2025 la produzione prevista aumenta dell’83% in due anni, mentre nel 2029 addirittura in solo un anno.

Non già per previste esplosioni del mercato, bensì – spiega la delibera – grazie al progresso nella “realizzazione delle scasse su calata Giaccone”: la mera facilitazione delle operazioni di imbarco e sbarco dei mezzi rotabili.

TRGe può scrivere ciò che crede, ma Palazzo San Giorgio come fa a crederci, sottoscriverlo e impegnarvi risorse? Tenuto conto che solo i rotabili sarebbero destinati a crescere, mentre le rinfuse diminuiscono.

Ma TRGe appartiene a Spinelli e Aponte. E in questo porto-città il primo detiene un tale – come dire? – “carisma” per cui qualsiasi suo desiderio incontra l’automatica disponibilità pubblica ad accontentarlo.

Quale sarebbe tale desiderio? Mantenere sotto il proprio controllo questo segmento di porto in attesa di effetti della nuova diga e – comunque – sottrarre ad altri tale risorsa. A dispetto di interesse generale e concorrenza tra imprese.

Prendete i depositi chimici della Superba. Da piazzare ovunque, secondo Spinelli, ma non nel suo tratto di porto.

Nel 2017 Superba aveva chiesto di insediarsi a proprie spese nell’area ENEL in dismissione e adiacente al TRGe. Palazzo San Giorgio rispose aprendo un’istruttoria per il possibile Adeguamento Tecnico Funzionale (ATF) del Piano Regolatore Portuale che non prevedeva tale merceologia nell’area.

Stante il veto di Spinelli, sono passati 4 anni e da Palazzo San Giorgio non filtra decisione alcuna.

Allora Superba ha fatto istanza per spostare sempre a proprie spese i depositi nell’ex carbonile ENEL, porzione ridotta a servizio dell’ex Centrale. Ma l’Autorità portuale ha scelto di assegnarla all’adiacente terminal di Spinelli.

In queste settimane si scopre l’interesse di Superba per il ponte Somalia dove opera il Terminal San Giorgio, campione dei rotabili nel porto di Genova avendo come cliente principale Grimaldi lines, leader mondiale di settore.

C’è bisogno di un ATF pure in questo caso, ma stavolta Palazzo San Giorgio promette di rilasciarla in un batter d’occhio. Secondo gli auspici di Spinelli, che allontanerebbe definitivamente i depositi dal proprio “dominio”.

E come è palesemente nei desideri del Sindaco Bucci, che ne ha fatto una promessa elettorale accompagnata da un contributo di 30 milioni pubblici a favore di Superba; tratti dai fondi per il crollo del ponte Morandi che nulla hanno a che vedere con i depositi.

E del traffico rotabili che si svolgono a Ponte Somalia? Non sarà che Spinelli si aspetti di spostarli nel suo terminal? E delle navi di Grimaldi, uno dei “grandi player irresistibili” per il Presidente Signorini, al punto di affidare loro il destino dello scalo genovese?

Riccardo Degl’Innocenti

Articolo scritto dalla redazione de La voce del Circolo Pertini 

N.d.R: L’opinione degli autori non coincide necessariamente con quella della Redazione. 

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