arte al femminile Roma
T.Dean, Sigh Sigh Sigh, Fondazione Del Roscio - Roma

Arte al femminile in mostra a Roma

Tra i tanti percorsi che possono essere tracciati in una città strabordante di storia e di arte come Roma se ne può cogliere uno, non costante in verità, ma che a volte prende corpo in maniera più evidente. Si tratta della rete di mostre dedicate a figure femminili che spaziano dal campo della fotografia all’installazione e poi alla pittura e alla scultura.

Un percorso che ci si aspetterebbe esclusivamente dedicato a donne del contemporaneo ma che vede, tra questo autunno e la prossima primavera, anche una delle rarissime presenze femminili di epoca antica: la pittrice e architetta Plautilla Bricci vissuta nel Seicento.

Con questo primo resoconto inizio a raccontare spazi espositivi e di diffusione culturale che a Roma vengono dedicati ad artiste in vari campi che, come noto, faticano ancora ad avere una loro visibilità nonostante tanti siano i segnali di una maggiore attenzione.

Infatti, rispetto ai tempi delle pioniere come Mirella Bentivoglio Tomaso Binga Carla Accardi e tante altre artiste, ora viene data molta più voce all’altra metà del cielo, ma lunga è ancora la strada da fare.

Cogliamo oggi l’attimo e approfittiamo di questo momento in cui è possibile seguire un bel filo rosso che ci porta a vedere alcune mostre al femminile di sicuro interesse.

Nel breve ma intenso percorso scelto, troviamo artiste che propongono lavori che hanno molto a che fare con la parola: poetica (Tacita Dean e Sabrina Mezzaqui), giornalistica (Bourke-White), documentaria (Plautilla Bricci).

Immagini e poesia

Per la mostra che la videomaker e artista visiva inglese Tacita Dean dedica alla figura di Cy Twombly è stato scelto il titolo Sigh, Sigh, Sigh che  gioca sia con l’assonanza con il nome scelto dal grande artista americano scomparso nel 2011, sia con la triplice ripetizione del nome Tacita che in una serie di biglietti Twombly le ha dedicato.

Un gioco di parole che allude alle scritture presenti nelle opere di Twombly e che ne fanno il cardine della sua cifra stilistica.

S. Mezzaqui con E. Biagini, c’è qui nell’aria la parola ramo, Hotel St.Regis – Roma

 

Le fotografie e i video di Dean presenti nel suggestivo spazio della Fondazione Del Roscio ritraggono angoli oggetti e presenze nello studio di Gaeta in cui visse l’artista americano. Questi lavori entrano in un dialogo poetico di grande efficacia basato sull’accenno e sul non detto, così come sulla cancellatura e sui riferimenti alle opere di grandi poeti come Keats e Omero.

Come le parole scritte e scarabocchiate sulle tele di Twombly, così le immagini di Dean registrano con tocco lieve uno sguardo su una natura arcadica come nel video Pan Amicus (2021) girato interamente nel parco del Getty Museum di Los Angeles.

In linea d’aria, poco distante da queste immagini evocative dell’intenso rapporto tra i due artisti anglosassoni, dentro il grande e lussuoso storico Hotel St. Regis, la Galleria Continua, che ha sedi sparse in tutto il mondo, ha dedicato all’artista Sabrina Mezzaqui e alla poetessa Elisa Biagini una delicata e raffinata mostra in cui oggetti artistici e parole poetiche si intrecciano idealmente.

Se l’asse cede, se la/ voce affonda,/ c’è qui/ nell’aria, la/ parola-ramo/ che ci tiene” (E. Biagini Da una crepa, Einaudi).

In una convergente idea di natura salvifica data per frammenti di elementi naturalistici resi con materiali diversi, lo spettatore si trova avvolto in un dialogo tra natura umana e natura vegetale e animale che si intreccia al dialogo tra opera visiva e opera poetica che si compie in tutto lo spazio espositivo. La parola lirica è pronunciata in una installazione sonora ma anche cucita alla maniera di antichi ricami su quadri-telaio.

Immagini e cronaca

Seguendo un percorso che porta nell’antico cuore della città, al Museo di Roma in Trastevere è possibile vedere l’articolata mostra di Margaret Bourke-White. Suddivisa in 11 sezioni, vengono esposte immagini della fotogiornalista statunitense che ha documentato nella prima metà del ventesimo secolo il mondo dell’industria e che poi ha rivestito, tra le prime donne ad avere questo ruolo, quello di reporter di guerra nel secondo conflitto mondiale, arrivando a immortalare con angosciosi scatti la tragedia di Buckenwald. La grande fotografa ha poi registrato per immagini la sua personale vicenda umana, segnata dal morbo di Parkinson che ha afflitto gli ultimi anni della sua intensa vita.

Immagini e documenti di archivio

Il nostro percorso si ferma sul lato destro del Tevere. Alla Galleria Corsini da poco riaperta, fino alla primavera si può visitare l’importante mostra su Plautilla Bricci, protagonista del recente romanzo L’architettrice di Melania Mazzucco (Einaudi 2019).

Una rivoluzione silenziosa. Plautilla Bricci, pittrice e architettrice, Galleria Corsini – Roma

 

Per la prima volta viene tracciato un ritratto artistico della Bricci, anche attraverso la restituzione di importanti committenze che erano state erroneamente attribuite ad altri.

Oscurata prima dalla figura paterna, – artista poliedrico e abile ricamatore per la curia papale – e poi dal suo protettore l’abate Elpidio Benedetti – che ebbe un ruolo di primaria importanza presso il potente cardinal Mazzarino e poi presso Colbert, ministro delle finanze di Luigi XIV -, in questa mostra emerge con chiarezza la finezza artistica e intellettuale dell’architettrice.

Soprattutto il rapporto con il prelato – architetto e pittore a sua volta che spesso firmava le opere di Plautilla- risulta centrale nella vicenda artistica e umana di Bricci che nella Roma barocca di Bernini e Pietro da Cortona ebbe il privilegio di non sposarsi e di poter condurre una vita da donna libera occupandosi di attività intellettuali.

La sua figura è legata alla progettazione del Casino del Vascello fuori porta San Pancrazio (sede dagli anni ottanta del Novecento della Grande Loggia d’Oriente) e che fu semidistrutta dai francesi nella battaglia per la presa di Roma del 1849. Con uno dei tanti paradossi della storia fu per la chiesa francese di San Luigi che Plautilla eseguì la sontuosa cappella del Re Santo, firmandone orgogliosamente la bellissima pala che troneggia sull’altare.

La mostra, corredata da una ricca documentazione di scritti anche inediti e disegni, è frutto di anni di studio appassionato del suo curatore Yuri Primarosa e di coloro che hanno partecipato all’elaborato catalogo che la accompagna.

 

Tacita Dean Sigh, Sigh, Sigh,

Fondazione Nicola del Roscio, Via F. Crispi 8 (30/10/2021-26/2/2022)

 

Sabrina Mezzaqui c’è qui nell’aria la parola-ramo con Elisa Biagini,

The St. Regis Rome (1/10/2021 – 10/12/2021)

 

Prima, donna. Margaret Bourke-White,

Museo di Roma in Trastevere (21/09/2021 – 27/02/2022) a cura di Alessandra Mauro

 

Una rivoluzione silenziosa. Plautilla Bricci pittrice e architettrice,

Galleria Corsini (4/11/2021-19/4/22) a cura di Yuri Primarosa

 

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Info Ada De Pirro

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Ada De Pirro è dottore di ricerca in Strumenti e metodi per la Storia dell’arte presso Sapienza Università di Roma. Si occupa principalmente di arte italiana degli anni Sessanta e Settanta, in particolare dell'ambito verbovisivo e del libro d'artista, spesso coniugato al femminile.

Un commento

  1. Bellissimo articolo, che ci induce a cercare nell’infinito di Roma percorsi inusuali femminili, e a rilevarne il valore fondamentale.

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