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capodanno case abbandonate
Il Collo

Un capodanno da brividi in un piccolo borgo abbandonato

Sono tempi duri per coloro che desiderano festeggiare la fine dell’anno in piazza o scatenarsi in qualche festa. E non è solo colpa della curva in risalita dei contagi, ma anche dei timori che la pandemia ha indotto in noi.

Timori che possono sparire se scalzati da altre paure ben più oscure e misteriose come quelle presenti negli abissi del nostro animo e che solo la nostra rubrica sa risvegliare nell’animo dei lettori.

Ghostbusters oggi vuole consigliare un luogo dove festeggiare il capodanno insieme a spiriti ancestrali e luoghi abbandonati nella valle del torrente Malvaro.

Uscendo al casello di Genova est assicuratevi di aver coinvolto gli amici più temerari e di aver fatto scorte adeguate, perché la direzione da seguire è quella di un isolamento dal mondo che percorre la statale 45 fino a Bargagli per poi abbandonarla per la provinciale 225 che porta in val Fontanabuona attraverso la galleria delle Ferriere.

Giunti a Cicagna si svolta a sinistra per Favale di Malvaro e Lorsica fino al bivio sulla destra per la frazione di Alvari.

A questo punto osservate ancora i vostri compagni di viaggio e guardate dentro voi stessi per capire se siete pronti a passare la fine dell’anno in un borgo abbandonato, raccapricciante e splendido al contempo.

Imboccate sulla destra un ripido sterrato e lasciate la macchina per continuare l’itinerario a piedi.

Ci saranno persone infreddolite, parole sommesse e qualche sorriso forzato prima di raggiungere un piccolo nucleo di case in pietra abbandonate.

Tutte le abitazioni sono caratterizzate da un piano a uso abitativo e da una stalla sottostante che sfrutta il naturale pendio del terreno.

Visitare e fermarsi in questo borgo chiamato Il Collo trasmette una sensazione contrastante e riporta ai tempi antichi, sarà a quel punto che vi consiglierei di accomodarvi con gli amici ai piedi di uno dei meravigliosi alberi e fare un profondo respiro prima di stappare una bottiglia di vino.

In questa terra si sente l’odore ancestrale degli avi, dei lupi, ma lo stress della pandemia o della necessità di brindare per forza al nuovo anno andrà scemando per lasciar spazio a un sentimento misterioso, un sentimento che vi metterà i brividi ma che vi unirà alla natura ancestrale come buon auspicio per il 2022.

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Info Francesco Crisanti

Docente di lettere e storico dell'arte, ma anche collezionista di dischi, libri e fumetti. Ha pubblicato: "Un capolavoro senza tempo. La Basilica di San Piero a Grado", una guida sull'Abbazia di Borzone oltre ad un testo di narrativa per ragazzi intitolato "Ventitré" e ha un cassetto pieno di nuovi progetti, testi e idee che non vedranno mai la luce o forse sì... ci penseremo domani.

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