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crescita demografica
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I limiti della crescita di un pianeta finito (prima parte)

Mettiamo da parte, per un attimo, i problemi climatici che avanzano verso di noi con tutto il loro carico di preoccupazioni e incognite. E proviamo ad esaminare, con il supporto di tutte le informazioni che la scienza ci mette a disposizione un tema su cui si è aperto il dibattuto già alla metà degli anni 70 ma che poi, inopinatamente, è quasi scomparso schiacciato dalla pressione della politica e dell’economia.

Parliamo della crescita demografica.

Oggi i cittadini del mondo sono poco meno di 8 miliardi.

Cresciamo con un ritmo di 200.000 persone al giorno e con questo incremento ogni anno registriamo 80 milioni di nuovi cittadini, al netto dei morti. L’equivalente di una Germania si unisce ogni anno agli attuali residenti del pianeta.

Di questo passo è verosimile supporre che nel 2050 saremo prossimi alla soglia dei 10 miliardi .

La domanda più importante che dobbiamo farci è: il nostro pianeta con le sue risorse limitate sarà in grado di sostenere adeguatamente tutti i bisogni una crescita demografica così significativa?

Capisco che sia una domanda scomoda che obbliga tutti noi a profonde riflessioni di carattere morale, politico, economico e anche religioso. Ma davvero possiamo immaginare che la crescita infinita sia compatibile con l’offerta che un pianeta dalle dimensioni finite può fornire?

Questa domanda attende ancora oggi una risposta, sebbene già alla fine degli anni ‘60 si interrogarono su questo quesito gli appartenenti al Club di Roma, un gruppo di intellettuali della borghesia torinese con a capo il Dr Aurelio Peccei, figura carismatica del gruppo che lavorò al progetto sino all’ultimo dei suoi giorni.

Aurelio Peccei, manager Fiat nel 1935 diresse il primo stabilimento in Argentina, lavorò poi in Olivetti e partecipò alla creazione della nostra compagnia aerea di bandiera, Alitalia.

Era una persona molto curiosa ed attenta, da sempre educato professionalmente a guardare al futuro delle aziende che amministrava e dei mercati internazionali continuando a porsi domande a cui non riusciva a trovare risposte plausibili.

Fu forse per questa ragione che nell’aprile del 1968 raccolse attorno a se nella città di Roma 30 scienziati, economisti, intellettuali e industriali per cercare di avviare un dibattito senza confini sui problemi globali.

Quel primo incontro non andò molto bene ma alla delusione iniziale si sostituì il desiderio di proseguire in quella esperienza. E fu così che ad aprile dello stesso anno presso l‘accademia dei Lincei, alla villa Farnesina, nacque il Club di Roma che come primo atto presentò, un convegno sui “dilemmi dell’umanità”. Fu un grande successo.

Il Club di Roma si ritaglio così uno spazio nel firmamento dei club scientifici/culturali internazionali.

Aurelio Peccei comprese presto che per elaborare un progetto che avesse fondatezza scientifica era necessario coinvolgere altri soggetti qualificati e autorevoli. E fu così che nel 1970 il Club di Roma diede incarico al MIT di Boston di analizzare tutti i dati in possesso della comunità scientifica e formulare attraverso questa montagna di informazioni una serie di ipotesi sostenuti da calcoli matematici previsionali e statistici.

La prestigiosa università di Boston decise di accettare l’incarico e individuò quattro ricercatori a cui affidare questo compito, Donella Meddow, Dennis Meddow, Jorgen Randers, William W. Behrens.

A lavoro concluso, nel 1972, venne pubblicato il rapporto conclusivo in una veste editoriale a cui venne dato come titolo: “The limit to growth.

fine prima parte…

Walter Pilloni

Divulgatore Ambientale

 

 

 

 

 

 

 

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Info Walter Pilloni

Affermato Imprenditore, da anni porta avanti la missione di divulgatore ambientale. Laureato in Giurisprudenza, ha pubblicato centinaia di articoli su clima e ambiente, realizzato 3 libri e un programma tv. Per le sue frequentazioni dei mercati asiatici, è stato nominato Ambasciatore di Genova nel mondo. E' consigliere municipale medio ponente di VINCE GENOVA.

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