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Via della Vergine Sposa
disegno di Martina Musio

Via della Vergine Sposa, dove i sogni piovono rossi

E aprirò il cancello oltre il quale tu vivi, per posare il mio passo incerto su una terra che si muove di notte, e che brulica di giorno di aliti soffiati da piccole gemme incastonate nelle zolle. Mentre dai rami più bassi pendono foglie simili a teneri lobi dai quali risuona l’eco che mi sospinge a te.

A te, mia Musa irregolare e speziata d’arancio, e vergine sposa ogni volta che dici è tempo che tu mi prenda. Entra fa cenno il ciliegio, lei è là, nella radura. Il suo sangue è ancora da sciogliere, ma nel suo ventre è già primavera.

Sì, dice il poeta chiamato per poi raccontarci la storia che ha udito laggiù.

C’era una volta una principessa che abitava una casa di pietra e di legno insieme alla piccola figlia. Il suo animo contemplava gli opposti – un giorno era fiume di lava, un altro deserto di ghiaccio.

Nel mezzo ci stava illusione e paura. Perché nessun amante era mai riuscito a strapparla alla sua prigione dorata. Che genitori e fratelli avevano tessuto intorno ai suoi passi con fili sottili e invisibili.

E lei non aveva memoria dei sogni in cui annunciava di andarsene via. Li seppelliva sotto la stalla con un badile di rame.

Ogni notte seguente però la visitava un incubo strano. Dove vedeva se stessa simile a mosca impigliata in quei fili. Allora una bocca rideva e l’altra implorava. Finché, esauste, si chiudevano entrambe svegliando la principessa in un aspro sudore.

Ma una mattina di giugno una candida vecchia bussò alla sua porta.

Ho fame le disse, hai qualcosa da offrirmi? Entra rispose, mangerai con mia figlia. E quando fu dentro, la candida vecchia fece una piccola smorfia.

Che c’è? Le chiese la principessa. Ho fiutato un odore che non mi piace per niente, rispose.

Sotto di noi c’è la stalla, disse la principessa. Non è di bestia, ma di concime nascosto esclamò la candida vecchia. E vedendo spuntare il badile di rame da dietro la stufa, lo indicò alla principessa stupita.

Ecco le disse, è da lì che proviene.

Io non lo adopero mai. È sempre lì fermo al suo posto, rispose.

Prendilo e seguimi insieme a tua figlia, ordinò la candida vecchia.

E annusando la terra intorno alla casa, trovò il punto preciso dove farla scavare. La principessa obbedì schernendo la vecchia.

Sei pazza diceva, nessun concime è nascosto qui sotto. Ma appena il badile liberò il primo strato di terra, tutti i sogni sepolti si librarono in cielo piovendo gocce di rosso rubino che si posarono sui fili sottili e invisibili.

Così che lei poté finalmente vederli.

E caduta in ginocchio si accorse che la candida vecchia era scomparsa. Allora la principessa si strinse alla piccola figlia, e insieme a lei trascorse un giorno e una notte a tagliare quei fili.

Andate, sussurra il poeta richiudendo il cancello in Via della Vergine Sposa.

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Info Roberto Baghino

Scrittore e organizzatore di eventi culturali. Tra le sue pubblicazioni Il sipario di Maissa(2004), Virginia (2006), Atti lunici(2008), Storie di cani (2019). Tra i testi teatrali rappresentati Il sesso di Igor (2007), Puntura (2008). Con Davide Barabino ha realizzato i cortometraggi Scheria(2008), Ecco (2008). Fondatore e redattore della rivista cultura Il Cormorano dal 2000 al 2006.

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